Modica splendida cittadina della Val di Noto, rico...

Recensione di del 22/08/2011

Osteria dei Sapori Perduti

20 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

Modica splendida cittadina della Val di Noto, riconosciuta come patrimonio dell'umanità dall'Unesco, patria del barocco siciliano, ci ha estasiato con la bellezza delle sue chiese e dei suoi palazzi ed ora ci attende la cena in questo locale situato nel pieno centro storico, in uno dei più antichi palazzi nobiliari della città. Il locale dispone di sale interne che non ho visitato e di una serie numerosa di tavoli all'aperto sul marciapiede; verificata la prenotazione veniamo fatti accomodare in uno di essi, tavoli e sedie in metallo verniciati di verde, tovaglia a quadrettoni rossi, lo stesso per i tovaglioli, piatti in ceramica bianca, bicchieri classici, ogni tavolo ha a disposizione la sua bottiglia di olio extravergine d'oliva, il posto si può tranquillamente definire nazionalpopolare, frequentatissimo dagli indigeni e dai turisti di passaggio.
Il servizio è svolto velocemente, gli avventori si susseguono a ritmo indiavolato, ma che bella l'atmosfera quando calano le prime ombre della sera e Modica tutta si illumina di luce gialla ovattata.
Il servizio dicevo è svolto da ragazzi e ragazze in divisa d'ordinanza svelti, simpatici, cordiali, il menu è presentato in cartellette, è illustrato con fotografie dei piatti ed è spiegato in quattro lingue, questo denota attenzione alla clientela straniera che qui non manca certo.

La cucina degli antichi sapori perduti è tradizionale siciliana che più non si può, casereccia direi è il termine esatto, tipica della contea di Modica, lo chef Stefania cura particolarmente le materie prime, la "mission" della casa è il rispetto delle tradizioni, ci tengono a sottolineare di usare esclusivamente olio extravergine di oliva biologico DOP Don Ciccio. La cantina offre una buona scelta di vini siciliani rossi e bianchi tra cui optiamo, vista la semplicità del posto, verso il Nero d'Avola sfuso portato in tavola in una bottiglia con chiusura ermetica a mano.

Ma veniamo agli antipasti tra cui spicca il misto dei sapori perduti composto da arancini, bruschette, pane condito, frittatine, olive condite, ricotta di mucca, melanzane, uova sode, caciocavallo ragusano e altro, tutto molto semplice ma gustosissimo, un ottimo inizio.

La lista dei primi è molto ampia si va dai lolli con le fave, alla pasta con il "macco" fatta di tagliolini freschi, fave secche sgusciate, passata di pomodoro, cipolla e finocchietto, ai cavatelli con ricotta e piselli che ho assaggiato personalmente senza però lasciare un ricordo indelebile solo passabili, alla pasta con brodo e palline di carne (fatte con carne tritata, uovo, caciocavallo ragusano grattugiato, aglio, brodo di carne di vitello, cipolla, sedano, patate e pomodoro) una vera bontà. Poi sono disponibili i ceci con cotica di maiale e la bieta, le lenticchie con pomodoro fresco, cipolla, sedano, carote. I fagioli, la pasta con le tenerezze che altro non sono che le cime delle zucchine lunghe verdi siciliane, i cavatelli al ragù, la pasta con gli asparagi. Le scelte dei commensali sono state variegate ma tutti si sono dimostrati soddisfatti delle medesime, da segnalare che i ceci o le lenticchie o i fagioli arrivano in tavola in contenitori di terracotta e in quantità notevole.

Capitolo secondi anche qui le proposte sono escusivamente terragne: bollito misto (perdonatemi ma qui il mio vecchio Piemonte è imbattibile), carne di maiale al sugo o al forno, le melanzane condite prima fritte poi presentate a strati con caciocavallo ragusano, uova sode, pomodoro fresco una squisitezza ve lo assicuro, il coniglio alla "stimpirata" che ho assaggiato composto da coniglio bello sodo a pezzi con patate, carote, olive, sedano, aglio, capperi, menta e aceto bianco; prima vengono soffritti separatamente il coniglio e le patate in aceto bianco e successivamente si uniscono le verdure cuocendo il tutto molto lentamente, il risultato finale è gradevole e saporito non adatto a chi non predilige i retrogusto dell'aceto, a me personalmente è piaciuto molto e l'ho spazzolato.
Tra le proposte c'era anche la trippa con prezzemolo, aglio, capperi, la carne alla piastra, l'arrosto misto composto da salciccia, pancetta, costato, oppure lo spezzatino, come si vede tutte ricette semplici semplici, tradizionali in grado di soddisfare tutti.

I dolci, classicità assoluta anche qui, ma noi troppo pieni non abbiamo gustato cannolo siciliano di ricotta, biancomangiare fatto di amido di grano, pasta di mandorle acqua e buccia di limone, oppure il gelo di limone o di cannella ambedue fatti di amido di grano limoni freschi o cannella macinata fresca, acqua e zucchero nonchè buccia d'arancia.
Terminiamo con tre amari Averna la nostra lauta cena spendendo una cifra irrisoria 119 euro totali pari a circa 20 euro a persona.

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