Siamo in uno dei santuari della grande cucina mode...

Recensione di del 21/12/2010

Da Danilo

30 € Prezzo
10 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Siamo in uno dei santuari della grande cucina modenese, che più modenese non si può. Nessuna licenza al minimalismo o alla cucina fusion: entri in questo ristorante consapevole di quello che ti aspetta e ti lasci avvolgere da un vortice di specialità culinarie nate sotto la Ghirlandina. Vengo a mangiare qui ogni anno sotto Natale per una cena di auguri con due miei stimati collaboratori, tradizione che si ripete puntualmente ormai da 11 anni.
Siamo in pieno centro storico di Modena, il locale è rustico/casalingo, niente è concesso al lusso come una vera trattoria deve essere: locale piccolissimo, due stanzette appena per una cinquantina di coperti, perlinato alle pareti e lampadari in ferro battuto stile anni ’70. Tavoli e sedie in legno, molto vicini l’un all’altro, si mangia a contatto di gomiti con gli altri commensali al punto da creare problemi al cameriere nel servire i piatti: i carrelli dei bolliti e dei dolci in bella vista già orientano il tuo palato alle delizie che la Paola ti farà gustare successivamente. Trovare posto senza adeguata e anticipata prenotazione è abbastanza problematico. In estate poi quei pochissimi tavoli che Danilo riesce a piazzare nel dehors esterno sul marciapiede della stretta viuzza sono sempre oggetto di caccia spietata.
Danilo poi è un vero anfitrione e amante del proprio lavoro, affabilissimo a intrattenere i suoi ospiti a parlare della Juventus (ahi, questo è un difetto!) come dei cavalli, le due sue grandi passioni oltre la ristorazione.
Il menù esiste, ma è sempre un piacere sentirlo sciorinare con enfasi dal cameriere che ti consiglia i piatti del giorno: tutte paste fatte in casa dal preziosissimo e validissimo staff in cucina.

Di rigore uno stuzzichino di salame casereccio accompagnato da gnocco fritto, saporito e per niente unto: vengono accompagnati da scaglie di Parmigiano Reggiano doc su cui ci serve alcune gocce di preziosissimo aceto balsamico stravecchio, talmente denso e stagionato che versandolo dalla boccetta di cristallo occorre aspettare qualche secondo prima che escano alcune gocce. Poi si guarda bene di lasciarcelo sul tavolo!
Bagniamo i bicchieri con un raffinato Franciacorta della Azienda Agricola Gatta, suadente e armonico al palato e con un perlage finissimo. Inutile dire che dopo poco abbiamo dovuto ordinare la sorellina.
Da buoni golosi emiliani ci orientiamo verso un tris di primi piatti tipicamente modenesi: tortellini alla panna, tagliatelle al ragù, e tortelloni di zucca al burro e salvia. Difficile dire quale dei tre fosse il migliore, la cultura e la tradizione locale si esprimono in pieno in questa tavolozza di paste e sughi.
Non si poteva proseguire in maniera migliore con un filetto all’aceto balsamico, quest’ultimo faceva effettivamente la differenza pur apprezzando in pieno la saporita e morbidissima carne: una delicata purea di patate ha fatto da giusto contraltare al deciso sapore del piatto.
E in batter d’occhi siamo arrivati al dessert, il classico dei classici è la zuppa inglese, il tipico dolce locale che Danilo ha il grande pregio di inzuppare con poco liquore Alchermes e quindi senza “uccidere“ il piatto.
Tre caffè e ci scappa pure un bicchiere di nocino della casa.
La resa dei conti è quanto mai sorprendente: 90 euro in tre per tutto questo ben di Dio; forse il conto è stato un po' influenzato dalla grande amicizia di uno dei miei commensali con Danilo. Ma nella ristorazione il favoritismo non sarà micca un reato, no?

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.