Settimana del Salone del Mobile, amico ospite a Mi...

Recensione di del 15/04/2010

Zio Pesce (Via A. Maffei)

37 € Prezzo
4 Cucina
7 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 37 €

Recensione

Settimana del Salone del Mobile, amico ospite a Milano da portare a cena ed allora mi premuro di prenotare un tavolo. Voglio dare un altra chance a Zio Pesce di via Maffei. La location è gradevole, alle pareti tutte finte attrezzature e materiali che ricordano il mare e il pesce, un banco all'entrata con i crudi, Due colonne al centro che rendono alquanto infelice la prima sala, considerato il numero dei posti a sedere e quanti ce ne stavano prima nella gestione del Cicala02. Siamo in tre, arriviamo al ristorate puntuali, e ci accompagnano al tavolo. Il locale alle 21 appare mezzo pieno ed entrando ci colpisce un non proprio piacevole odore di pesce. La nostra sorpresa è che ci rifilano un tavolino da due addossato tra il muro e una colonna in modo che, oltre che mangiare in uno strapuntino, uno di noi avrebbe mangiato con la faccia al muro, come fosse in punizione.
Protesto con la cameriera la quale chiama la gerente, una ragazza bionda, la quale molto risentita ci cambia il tavolo giustificando che quello è il posto che riservano per tre commensali. Le rispondo che avendo prenotato con anticipo pretendo un tavolo degno di questo nome. Ci mettono in un tavolo da quattro ma guardardoci torvo.

Arrivano i menu il cui contenuto potete trovarlo in dettaglio sul sito, anche se non aggiornato.
Arriva un appentizer composto tre bruschettine con una alice cruda.
Ordiniamo uno sformatino di gamberi e zucchine (9,50 €) e un plateau misto (24,50 €) da dividere che contiene tre ostriche, qualche gambero crudo e il resto delle conchiglie e qualche tartufo di mare. Lo sformato nella norma mentre il contenuto del plateau è letteralmente congelato, nel senso i frutti di mare hanno stazionato nel ghiaccio di conservazione da tempo fino a raggiungere un temperatura tale da non far percepire alcun sapore.

A seguire un fritto leggero e due filetti di branzino e orata, uno con patate e l'altro con altre verdure per 46,30 € in totale. Alle 22:30 il locale comincia a riempirsi con evidente affanno per il servizio. La maggioranza dei camerieri sono inesperti e in alcuni casi poco avvezzi alla lingua, hanno il compito di portarvi il piatto in tavola e velocemente riportarlo via quando avete finito, obiettivo liberare il tavolo, senza alcuna spiegazione o conversazione di sorta, tranne un "tutto bene" dispensato ad ogni tavolo.
Arriva il mio fritto, effettivamente leggero, pochissimi gamberi e tutti calamari. Poco dopo i due filetti portati da una cameriera poco avvezza al menu e a riconoscere le portate e che urla "Pesce...Pesce" cercando di farci riconoscere il proprio piatto. I filetti sono poco incisivi nel sapore.

Chiudiamo con un tortino al cioccolato dal cuore ancora congelato (4,80 €), e una grappa (2,50 €). Come vino l'unico Tocai friulano in carta (14,80 €) con spiegazione che adesso si chiama Friulano, ma la spiegazione è più che altro per evitare il contenzioso che avendo ordinato un Tocai sia arrivato uno sconosciuto "Friulano". Completano il conto tre coperti 6,90 € e un'acqua non segnata sul conto.
Riassumendo, è posto dove mangiare pesce che sa poco di pesce, molto alla moda e cortese con chi lo frequenta spesso. Direi che si potrebbe ribattezzare "Zio Finto Pesce".

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