Un anziano signore giapponese, conosciuto per moti...

Recensione di del 07/07/2012

Zen Sushi Restaurant

36 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 36 €

Recensione

Un anziano signore giapponese, conosciuto per motivi lavorativi, mi disse, qualche tempo fa, che a suo giudizio lo Zen di Milano era il miglior ristorante di sushi della città meneghina. Da amante del cibo nipponico decido pertanto di sperimentare questo locale e prenoto un tavolo per due per la serata di sabato. E’ il 7 luglio e la prenotazione, alla fine, risulta superflua: molti milanesi sono già via per le ferie o forse solo per il weekend e il ristorante presenta diversi tavoli non occupati. Anche al bancone dove scorre il rullo trasportatore vi sono molti posti liberi.
Il ristorante Zen è diviso in due parti: una sala principale, subito dopo l’ingresso, nella quale è posto il kaiten (il nastro, appunto) e ove i commensali prendono posto su alti sgabelli, e la seconda sala, collegata alla prima tramite un ponticello di legno, ove sono dislocati i tavoli. In verità i tavoli sono piuttosto strettini e decisamente troppo ravvicinati l’uno all’altro: per fortuna in quello a fianco il nostro non c’è nessuno. Non v’è tovaglia, ma solo una tovaglietta di carta. Presenti in tavola l’immancabile salsa di soya, in bottiglia, e una scodellina con le classiche lamelle di zenzero gari (per pulirsi il palato tra un piatto e l’altro).
L’arredamento è in stile prettamente giapponese, con vivaci colori alle pareti.
Si occupa di noi una solerte signora asiatica, che si mostrerà molto gentile ed estremamente rapida nel servizio. Forse fin troppo rapida, tant’è che rischiamo di terminare la cena in meno di un’ora e ci dilunghiamo a chiacchierare per non concludere la serata troppo in fretta.

Veniamo alle ordinazioni.
Accompagnamo i piatti con una bottiglia di acqua naturale e della birra Kirin alla spina (complessivamente saranno tre medie), molto fresca e gradevole.
Il mio commensale opta per un sushi misto di tonno, mentre io per il classico Uramaki California e per un piatto di Gunkanmaki misto. I California (rotolini con riso all’esterno ed all’interno polpa di granchio e avocado) sono buoni senza però strabiliarmi: il pesce è certamente fresco, ma complessivamente il piatto manca un po’ di sapore. Ottimi, invece, i Gunkanmaki (rotoli avvolti nell’alga e ripieni di una base di riso con sopra il pesce, cotto o crudo), in particolare quello con l’ikura (uova di salmone) e quelli con il salmone fresco sminuzzato. Come da tradizione, intingo i singoli pezzi nella soya condita con la giusta dose di wasabi.
Terminato il sushi, soddisfatti ma non del tutto sazi, ordiniamo ancora una porzione di tempura da dividere in due. Due gamberi e sei pezzi di verdura (zucchina, fiore di zucca, melanzana, carota e zucca) fritti nella consueta leggera pastella e ben asciutti, da intingere nella salsa tentsuyu, una sorta di brodetto anch’esso a base di soya.
Concludiamo la nostra cena con una porzione di dessert, una mousse al cocco, guarnita con un lampone, piacevole.

Chiediamo il conto, che ci viene recapitato in tavola rapidamente. All’atto del pagamento apprendiamo – ed apprezziamo – che per tutto il mese di luglio il locale applica uno sconto a tutti i commensali del 20% sul conto complessivo, che ammonta pertanto ad € 71,60. Prezzo molto onesto per un ristorante di sushi. Consigliato.

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