Sabato sera decidiamo con un gruppo di sei amici d...

Recensione di del 25/09/2010

Wu-Taiyo (V.le D. Ranzoni)

20 € Prezzo
6 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

Sabato sera decidiamo con un gruppo di sei amici di andare in un ristorante con cucina giapponese e cinese, in modo da venire incontro ai gusti di tutti. Nonostante l'esperienza non proprio esaltante al Wu-Taiyo di via Adige acconsento ad andare al Wu-Taiyo di via Ranzoni. Posso dire che tra i due ristoranti c'è, fortunatamente per me, una bella differenza. Il locale in via Ranzoni è arredato con gusto giapponese, è illuminato, curato nei dettagli, pulitissimo. L'accoglienza è ottima, il personale è cordiale e gentile, un po' di difficoltà con l'italiano ma ciò rientra perfettamente nell'ambientazione. Abbiamo prenotato un tavolo alle 8 di sabato sera per le 9:30 e pur avendo prenotato per otto e presentandoci in sei causa defezione improvvisa di una coppia di amici non hanno battuto ciglio.
Finalmente ho scoperto l'antipastino che offrono appena arrivati: un gambero, gustoso, e un pezzo di melanzana. All'inizio portano anche delle salviette umidificate in cotone, utili per l'igiene delle mani.
Io ordino un involtino che questa volta viene servito in maniera adeguata, tagliato a metà in un piattino di forma oblunga. Caldo, croccante e di buon sapore; costo 1,50 euro.
Come prima portata ordino degli spaghetti di soia saltati, a me sono sembrati alla piastra e conditi con piselli e gamberetti. Simpatici, saporiti e di effetto riempiente, ero praticamente già sazia; costo 5 euro.
Come secondo scelgo il pollo fritto, forse la frittura era un po' pesante ma il pollo all'interno era tenerissimo e immerso nella salsa di soia di effetto; costo 4,50 euro.
Concludo la mia cena con un bacio di mezzanotte, un gelato alla panna ricoperto di cioccolato e con un cuore di gelato al caffè; costo 3,50 euro. Il resto della comitiva ha preso dei wantan fritti, probabilmente dimenticati in cottura perchè scuri di frittura; ravioli di carne, migliori di quanti assaggiati in altri luoghi; un piatto di sushi con tonno, salmone, ecc. che però non ho assaggiato perchè non amo particolarmente il sushi, lo stesso vale per i maki al tonno e il tonno scottato; riso saltato, praticamente un cantonese senza fritattina e il mio fidanzato ha preso forse il piatto più buono e particolare: il chuka don, un riso con verdure, pesce e carne, servito in una ciotola con condimento a parte, la portata meno occidentale.
Infine c'è da aggiungere tre litri di acqua naturale, un gelato al cocco, un monocino, una fetta di torta di riso, un decaffeinato e una birra Kirin.
Ciò che mi è dispiaciuto un po' e che d'altronde fa parte solo della nostra usanza mediterranea dividere il pasto in primo e secondo piatto è che mi hanno portato contemporaneamente gli spaghetti e il pollo.
Per sottolineare la codialità e l'ospitalità, riporto che sul tavolo accanto alla salsa di soia è presente un pulsante per richiamare l'attenzione dei camerieri. Inoltre a metà della cena è venuto il proprietario a sincerarsi che andasse tutto bene e fosse di nostro gradimento.
Una mia impressione è che il ristorante avesse un'inclinazione leggermente più al giapponese che al cinese.
Serata in compagnia, in allegria con cibo di buona qualità in un ambiente cordiale e accogliente.

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