L'arrivo a questo ristorante, situato al ventesimo...

Recensione di del 25/01/2013

Unico

138 € Prezzo
6 Cucina
8 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 138 €

Recensione

L'arrivo a questo ristorante, situato al ventesimo piano di uno dei nuovi grattacieli costruiti a Milano, nell'area ex Portello, dove una volta c'era la storica fabbrica dell'Alfa Romeo, é un po' sconcertante: deserto assoluto intorno, nessun parcheggio visibile per le auto private (siamo arrivati in taxi), non un'anima viva, salvo un guardiano all'entrata in un clima un po' surreale. Si sale ad un vasto atrio, completamente deserto e, in un angolo in fondo sulla destra, non molto visibile, l'ascensore che porta rapidamente all'ultimo piano. Dopo un breve corridoio si entra in un ampio salone, dove sulla sinistra una super tecnologica cucina a vista e un unico salone con molti tavoli, abbastanza ben distanziati, in parte già occupati. Bellissimi per il design i tavoli che occupano la parte centrale, che ricordano delle onde di legno. Gli altri tavoli sono ricoperti di pelle (o similpelle) con delle pseudo tovagliette dure al tatto, apparentemente di metallo o di ceramica. Comode le poltroncine con (finalmente) dei comodi braccioli. Ci fanno accomodare ad un tavolo lungo la vetrata perimetrale, che permette, senza ostacoli, di vedere il panorama di Milano: certo non é lo skyline di New York o di Tokyo o di Shanghai, ma é comunque sempre piacevole. Ci portano rapidamente i menù assieme al bicchiere di Champagne che abbiamo chiesto. Come antipasti mia moglie sceglie ostriche al gin con funghi spugnole e aceto balsamico di ciliegie, mentre io provo il crudo di gamberi rossi di Mazara con maionese alla bottarga e mandarino. Nell'attesa ci portano il cestino del pane (mediocre) e degli amuse bouche consistenti in sfogliatine di polenta, ventaglio al sesamo, cartoccini di riso soffiato e palline di un formaggio che non ricordo. Nulla di entusiasmante nonostante l'appetito.
Arrivano i nostri antipasti: buoni i miei gamberi soprattutto per la qualità della materia prima, mentre assolutamente ottime le ostriche di mia moglie, anche se del sapore dei funghi spugnole non c'é traccia.

Come primi poi scegliamo cannelloni di patate con ricotta, carciofi, calamaretti e zenzero e spaghetti cacio e pepe con porri e ricci di mare.

Qui non andiamo per niente bene: i cannelloni scelti da mia moglie erano appena appena tiepidi e così pure gli spaghetti cacio e pepe dove inoltre, a mio parere, il sapore del cacio faceva a pugni con il forte sapore dei ricci di mare. Comunque inaccettabile che in un ristorante di questo livello i piatti arrivino pressoché freddi.

Passiamo ai secondi: astice arrosto con puré di cavolfiori, limone e capperi e animelle dorate con puré di pastinaca e mele verdi.
Abbastanza buono l'astice di mia moglie anche se il puré per il nostro gusto aveva un fondo troppo acido dovuto (credo) all'eccesso di limone: buone e leggere le mie animelle dorate, di cui vado ghiotto e che poco si trovano in Italia. Per accompagnare il tutto avevo chiesto una bottiglia di Trebbiano di Valentini: vino importante anche per il prezzo. Purtroppo la bottiglia era andata a male come lo stesso sommelier riconosce. Sparisce e dopo un po' ritorna dicendomi che anche la seconda bottiglia non era buona (ma come avrà fatto ad accorgersene: l'ha aperta lontano dal tavolo???) e mi consiglia di provare un'altro Trebbiano mi pare di Mascarello o nome simile. Niente da dire: buona bottiglia. Chiudo con un Ruhm agricolo che mi consiglia il sommelier e che era veramente molto buono.

Il servizio volenteroso, ma di professionalità un po' così così, non al livello che il ristorante vorrebbe avere. A metà cena il rumore poi, grazie ad una compagnia numerosa, é diventato assai disturbante.

In sintesi: qualcosa di interessante e qualcosa meno e qualcosa male ma, per un prezzo di 276 euro in due, pur comprensivo dei due bicchieri di champagne, del vino e del rum, assolutamente non adeguato.

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