Decidiamo di uscire a cena un sabato sera dopo la ...

Recensione di del 28/01/2006

Trattoria da Teresa

27 € Prezzo
7 Cucina
2 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 27 €

Recensione

Decidiamo di uscire a cena un sabato sera dopo la grande nevicata che ha soffocato la città.

Mi prendo la briga di scegliere un posto di cucina pugliese: robusta, calorica, genuina, adatta al clima (ormai nevica di più in Puglia che a Milano).

Cumuli di neve un po' sporca, auto sepolte, "cic ciac" di scarpe e stivali nell'umido delle strade.
La via Pavia si trova in zona Navigli e non è facile parcheggiare. Figuriamoci in quelle condizioni.
Colpo di fortuna: si libera un loculo tra due montagnole bianche. Proprio davanti alla terrificante insegna luminosa rossa a quattro vetrine del Bar De Carlo.
Ma chi ha avuto l'idea di venire qui? Ormai è fatta, un parcheggio così non si perde di sabato alle nove e mezza di sera.

Entriamo.
Strana impressione: tanta gente ovunque, casino controllato; con la geniale intraprendenza meridionale un addetto della famiglia ci identifica (siamo i primi due arrivati di sei prenotati), ci indica il tavolo libero per noi, tra la folla degli altri tavoli, e ci spiega che i nostri amici hanno avvisato di un piccolo ritardo.

Minuti di ghiaccio: quelli arriveranno aspettandosi una cena golosa e rilassante e trovano questo ambiente. Sarà una prova di amicizia.
Arrivano. Colgo negli sguardi un momento di perplessità, subito fugato dal mio saluto: "non avete sbagliato, è qui. Hic manebimus optime". Sperèm.

In effetti l'ambiente così informale, semplice, familiare e allegro favorisce il disgelo. Il nostro è un tavolo rotondo nell'angolo della sala: difficile immaginare un ambiente più brutto e allo stesso tempo più ospitale.
Ci accudisce una giovane signora chiaramente di famiglia. Ci porta i menu di plastica e vi troviamo la seconda sorpresa: i prezzi. Quasi dimenticati, ma forse le nostre frequentazioni abituali sono diventate un po' troppo sofisticate: antipasti tra i 2 e i 2,50 euro, primi a 5 euro, secondi a 6-7-8 o giù di lì.

L'umore sale di tono e raggiunge presto la sana ilarità. Scegliamo di tutto: burrata, friselle, bruschette, purè di fave, orecchiette, spaghetti con cime di rapa, seppie gratinate e alla piastra, verdure lessate e soffritte, dolcetti. Insomma un'allegra abbuffata di cose dimenticate preparate con la sapienza di una casalinga del sud (ce ne sono anche al nord, naturalmente, ma non aprono ristoranti sui Navigli).

Non sto a giudicare la qualità dei piatti, ma se mi obbligate a dare un voto - contro natura - azzardo un 7, ma potrebbe anche essere un 8 o un 5, più o meno buoni, ma tutti sinceri e di ottimi ingredienti.
Le cartellate, tipici dolcetti natalizi pugliesi, fanno impazzire una delle nostre golosissime ospiti.

Il conto, proposto dalla stessa signora in procinto di andarsene a casa, consegnato forse dal titolare, cui è spuntato in testa un colbacco (meglio cominciare a coprirsi per il gelo che c'è fuori): 27 euro a testa comprensivo di amari, caffè doppi e tripli.

È passata la mezzanotte e siamo contenti: giovani di sessant'anni in mezzo alla gioventù dei Navigli. Tutto per un errore, un azzardo di prenotazione e un colpo di fortuna tra la neve.

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