Sabato sera, decidiamo di provare questa trattoria...

Recensione di del 12/11/2005

Trattoria 18/28

26 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 26 €

Recensione

Sabato sera, decidiamo di provare questa trattoria, incuriositi ed invogliati dalla formula menu e dal possibile abbinamento degli stessi con vini al calice.

Siamo in quattro: io, il mio ragazzo e i suoi genitori; chiamiamo verso le 20.00, chiedendo un tavolo per le 21.30. Ci rispondono che non c’è nessun problema. Temendo di non trovare parcheggio dato che la zona non rende la vita facile in questo senso, arriviamo al locale con un certo anticipo e, graziati dalla fortuna, ci ritroviamo lì davanti una buona ventina di minuti prima dell’orario della prenotazione.
Entriamo, scusandoci per l’orario, ci accolgono gentilmente, dicendoci che non è successo nulla di grave.

La ragazza che ci ha accolto ci accompagna ad un tavolo, in realtà ad un tavolino traballante, posizionato fra l’apertura di una porta di servizio, credo quella della cucina, e una rampa di scale. La posizione non è certo delle più felici, oltretutto i genitori del mio ragazzo possono vantare entrambi una buona stazza, ci sentiamo davvero “impiccati” nel nostro cantuccio. Qui una nota positiva e subito a seguire una negativa.
Senza che nulla dicessimo, la stessa ragazza si avvicina e ci domanda se preferiamo un tavolo in una zona un po’ più spaziosa, proposta accolta con entusiasmo. Mentre ci accompagna al nuovo tavolo un ragazzo, che poi si rileverà essere Riccardo Pala, patron della trattoria, ci apostrofa dicendo “uhè ragazzi, vi mettiamo in un posto più comodo”. La cosa mi ha lasciata un po’ basita. Ok il fare informale, ma con noi ci sono due adulti, che magari non hanno un gran piacere ad essere apostrofati con questo tono da amiconi. La cosa proseguirà poi per tutta la serata con il patron che ci serve i piatti giocando e scherzando con il padre del mio ragazzo, chiamandolo “grande uomo” e ironizzando sul fatto che ha scelto il menu migliore, cosa che si poteva dedurre guardando la sua stazza.
Personalmente non mi infastidisce questo tono quando è rivolto a me o comunque a coetanei, ma ritengo che con persone adulte ci si debba un attimo contenere. Il padre del mio ragazzo è assolutamente una persona alla mano ed è stato al gioco, se solo ci fosse stato il mio se ne sarebbe andato al primo commento.

Ma veniamo alla sostanza: il locale è molto particolare, la struttura è ricavata da una vecchia officina e i soffitti sono molto alti.
Le pareti hanno i mattoni a vista, cosa che apprezzo particolarmente.
L’ambiente è comunque molto moderno, ma senza rischiare quel senso di freddezza che invece ogni tanto fa percepire questo tipo di arredamento.
Nelle pareti sono scavate delle piccole nicchie che contengono libri di viaggi e cucina e candele.
L’illuminazione non particolarmente forte contribuisce a rendere calda l’atmosfera.
L’unica sala principale, credo che in cantina poi ci siano alcuni tavoli, ma il grosso della clientela viene fatta accomodare al pian terreno, è divisa in due ali dal grande bancone e, alle sue spalle, dalla cucina.
I tavoli sono molto piccolini, per tutta la cena ci ritroveremo ad usufruire di una delle nicchie nel muro per appoggiare bottiglie e quant’altro. Il banco del tavolo è in un materiale che sembra ardesia ed è lasciato in bella mostra dalle tovagliette che coprono il tavolo solo parzialmente, ricordando un’apparecchiatura di tipo giapponese.
La lista prevede cinque menuù da 28 € e quattro menù da 18 €, alcuni con calici di vino compresi, altri no.

Quindi scegliamo.

Un menu Degustazione. (28€)

Antipasto della casa.
Frise pugliesi con pomodoro fresco e burrata d’Andria;
bottarga di tonno siciliana con salsa all’arancia.

Primi piatti.
Risotto alle primizie di primavera;
tagliolini neri con zucchine, calamari e pomodoro fresco.

Secondo piatto.
Filetto di tonno appena scottato con cipollotto all’aceto balsamico.

Dolce del giorno.
Torta di cioccolato.

Un menu la nostra carne. (28 €)

Antipasto.
Battuta al coltello e carpaccio di fassone piemontese.

Secondo piatto.
Filetto crudo o appena scottato con piccola insalata.

Dolce del giorno.
Crème caramel.

Un menu Panigacci. (18 €)

Antipasto.
Focaccine servite con pesto alla genovese e olio extra vergine d’oliva e parmigiano.

Secondo piatto.
Panigacci (focaccine lunigianesi) accompagnati da capocollo umbro, soppressata di maiale di cinta senese, lardo di montagna, zola blu d’alpeggio, squacquerone.

Dolce del giorno.
Panna cotta.

Un menu del latte.

Antipasto.
Ricottina di bufala campana con pomodorini “a piennolo” del Vesuvio.

Secondo piatto.
Burrata e mozzarella di bufala.
Bicchiere di bianco delle Colline Teatine “Masciarelli”.

Dolce del giorno.
Tiramisù.

Quest’ultimo è stata la mia scelta e descriverò principalmente questa. Il menu è stato davvero soddisfacente. Porzioni corrette, addirittura abbondanti; il, credo, mezzo chilo di burrata era clamoroso. Ottime le materie prime, abbondanti le porzioni, piacevole in generale la presentazione. Il vino abbinato si è rilevato molto buono; mi sembrava molto adatto come abbinamento proposto.

Sugli altri menu posso dire che ho assaggiato a destra e manca molti piatti, uno più buono dell’altro.
Interessanti alcuni abbinamenti del menu degustazione. Molto buoni i formaggi del menu Panigacci.
In generale tutti si sono trovati decisamente soddisfatti. Forse, l’unica cosa su cui non ci si è entusiasmati completamente sono stati i dolci. Buoni, questo sicuramente, ma nella media. Nulla da ricordare. Io la burrata la porto ancora nel cuore a due settimane di distanza.

Per quanto riguarda i vini, io ero l’unica ad avere l’abbinamento, gli altri hanno preso una bottiglia di Refosco “Livon" 2001, che non ho assaggiato, ma che ha soddisfatto i miei commensali.

Abbiamo finito con quattro caffè. Questi forse la cosa peggio riuscita della serata. Davano proprio l’impressione di essere bruciacchiati, o forse la miscela era di non ottima qualità.

Conto totale: 105 € in quattro, poco più di 26 € a testa.

In definitiva ci siamo trovati molto bene e abbiamo cenato altrettanto. I modi del “padrone di casa” ci hanno sì stupito e all’inizio mi hanno un po’ innervosito, ma coll’andare avanti della serata abbiamo deciso di scherzare e abbiamo finito per ridere con lui delle battute.
E’ sicuramente un posto dove tornerò spesso e volentieri.

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