Il ristorante si trova sulla via Procaccini ed è a...

Recensione di del 24/06/2006

Torre del Mangia

55 € Prezzo
4 Cucina
5 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 55 €

Recensione

Il ristorante si trova sulla via Procaccini ed è adiacente al noto ritrovo Milanese "Milano", posizione che rende difficile riuscire a parcheggiare direttamente sulla via. Conveniente è poter parcheggiare nel vicino parcheggio custodito (P.za Gramsci) che è convenzionato con il ristorante e che permette di evitare un (di certo) salato conto facendo semplicemente vidimare la ricevuta del ristorante prima di uscire. Un punto in più per la "Torre".

Premetto che il ristorante l'ho sempre frequentato e solo ora scrivo la mia prima e (forse) ultima recensione. Il locale è assai noto a Milano con una clientela stabile ed assai variegata che spazia dai turisti giapponesi (non a caso vi è un cameriere che parla giapponese) alle starlet, alle veline, ai calciatori per non parlare di politici ed attori più o meno famosi, tutti con la propria effigie appositamente fotografata e appesa alle pareti del locale. Dimenticavo, Graziano, il proprietario, è un acceso milanista.

II ristorante ha un arredamento di buon livello, anche se i tavoli sono troppo vicini impedendo una qualsiasi conversazione confidenziale o intima. Un punto in meno per la "Torre".

Passiamo ora alla nostra serata culinaria.

Non credo sia facile fare il cameriere in questo locale anche per la costante pressione ricevuta dal proprietario che dirige la squadra con piglio quasi autoritario. Il nostro cameriere, infatti, non é stato molto affabile e cortese volendo prendere la comanda non appena portatoci il menu senza per altro chiederci se avessimo desiderato dell'acqua.
Il pane sul tavolo era raffermo con pezzi di focaccia quasi solidi. Constava inoltre di grissini (senza marca) e cracker industriali per altro neanche tanto buoni. Come avvio, rispetto anche alle mie tante cene passate, non é stato certamente confortante e fortunato.

Ecco le nostre comande.

Un antipasto: insalata di polipo con patate.
Il polipo era buono assolutamente non gommoso, stopposo e in giusta quantità. Soprassedendo al fatto che alcune delle patate non erano completamente bollite ben si sposavano con il polipo. Il rapporto polipo/patate era adeguato favorendo il polipo. L'olio utilizzato era buono dal colore verde scuro e con un sapore abbastanza marcato (quasi di prima spremitura) ma che non copriva del tutto il gusto del polipo. Il prezzemolo era forse tagliato un po' troppo grossolanamente. Giudizio: complessivamente buono.

Piatto principale: una tagliata di circa un chilo accompagnata da cannellini e patate saltate.
La fiorentina è forse il vanto della "Torre" ma la nostra, sebbene si presentasse bene, è risultata neutra. La carne non era cotta al punto giusto risultando essere troppo al sangue. Il grasso, inoltre, non aveva quella crosta che un'adeguata cottura deve dare e che alla fine fa risultare gustosa e saporita la carne. Mancava anche una salatura (sale grosso) adeguata. Giudizio: neutro
Le patate erano senza infamia e senza lode risultando essere non solo del tutto stracotte ma anche fin troppo unte. Giudizio: neutro/negativo.
I cannellini, sebbene fossero stati cosparsi da un buon olio e da una giusta pepatura, sembrava provenire direttamente dal barattolo. Giudizio: negativo.
Il mio giudizio complessivo del piatto principale: neutro. Ho espresso la mia neutralità in quanto ho in passato gustato ben altre fiorentine, anche se questa fiorentina sarebbe negativa.

Dolce: una mousse con base di fragole ed una con base di mirtilli.
Giudizio buono anche se la mousse è un po' pesante da digerire.

Acqua: una bottiglia di S. Bernardo.

Vino: una bottiglia dei Colli orientali del Friuli, Abbazia di Rosazzo, dei Ronco dei Domenicani. Uvaggio: Cabernet Sauvignon, annata1999. Costo 22 euro. Vino degustato per la prima volta, risultato neutro senza corpo e carattere.

Conto finale: 115 euro.
Rapporto qualità/prezzo: scarso/negativo.

Il locale per la notorietà di cui gode è sempre pieno, ma risulta essere assai caro, non solo per i vini ma anche per i piatti di portata. Ad esempio alcuni pesci quali branzino ed orate, costano anche oltre i 30 euro. Il proprietario dovrebbe ripensare un po' il servizio (sbrigativo e freddo), i prezzi e la cucina. Ma sorge una domanda: con una formula così avviata e di successo un cambiamento potrà mai avvenire?
Per concludere, chi non ci è mai andato potrebbe provarlo per tutti gli altri che già lo conoscono; forse è meglio andarci in settimana.

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