Proviamo finalmente questo ristorante che avevo fr...

Recensione di del 07/03/2012

Tano Passami l'Olio

125 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 125 €

Recensione

Proviamo finalmente questo ristorante che avevo frequentato una volta molti anni fa, quando ancora era in Via Vigevano.
Arriviamo francamente di pessimo umore per i quasi 20 minuti buttati via a cercare parcheggio. Veniamo poi a sapere che il ristorante è convenzionato con un garage vicino.
Appena entrati il malumore comincia rapidamente a dissolversi: l'ambiente è piccolo, curato ed elegante senza eccessi e ci si trova subito bene; scompare del tutto una volta seduti in comode sedie con braccioli: vorrei fare una petizione perché tutti i ristoranti le adottassero dato che, almeno per me, il piacere di stare a tavola aumenta significativamente.

Scegliamo i nostri piatti e il vino (un importante Pignolo Riserva Vigna Truss di Jermann).
In attesa, ci viene proposto un raviolo aperto fatto di albume d'uovo e crema pasticciera di asparagi: delicato e delizioso.

Arrivano i nostri antipasti.
Io ho scelto filetto di fassone crudo battuto a coltello con formaggella, uovo e tartufo (bianchetto di Ferrara) accompagnato da gelato di olio e tartufo.
L'insieme è piacevole anche se mi rimane una sensazione di non perfetto amalgama di sapori, in particolare per il gelato di per sé interessante, ma al quale proprio non riesco ad abituarmi.
Assaggio l'antipasto di mia moglie, scaloppa di fegato grasso con insalata di datteri e qui siamo veramente all'eccellenza. I datteri glassati al cassis si accompagnano perfettamente alla scaloppa morbida e "grassa" come è raro trovarne.

In attesa dei secondi ci viene proposto di assaggiare due oli, laziale e toscano, con un po' di pane (ottimo): è un buon pretesto per una lunga e piacevole chiacchierata con il gentilissimo Tano a proposito di olio, visto che siamo produttori dilettanti.

Arrivano quindi i secondi.
Io ho scelto piccione laccato con il suo cuore e fegato al miele, accompagnato da pera cotta nel vino rosso, mentre mia moglie ha chiesto millefoglie di filetto di vitello, fegato grasso e bottarga di gallina, accompagnata da crema di caprino e tartufo glassato e fresco.
Il mio piccione è perfetto, sodo, saporito e morbido come raramente mi è capitato: probabilmente il miglior piccione mai provato, perfettamente accompagnato da una pera cotta nel vino rosso.
Altrettanto buona, mi dice mia moglie, la millefoglie di vitello, che ho appena assaggiato per non rovinare il gusto del piccione.

Io solo voglio poi provare il famoso crotin de chèvre con zucchero aromatizzato all'arancio, tartufo nero, preparato flambé al tavolo direttamente da Tano. Tutto quello che dicono di bene di questo famoso piatto è assolutamente vero: un eccellente modo di chiudere una cena veramente di livello inusuale.

In sintesi: un posto piccolo dove ci si sente e si è un cliente particolare e non un numero, confortevole e curato senza peraltro essere "ingessato", con una cucina creativa ma di sapori decisi e individuabili e che non stravolge gli ingredienti per il solo gusto di sorprendere. Forse infatti le uniche piccole pecche sono proprio quando la creatività prende un po' la mano (vedi il gelato con la battuta di fassone): ma è solo mio gusto.

Gentilissimo il proprietario senza essere invadente, così come la moglie e la collaboratrice.

Quanto al vino, potente, lungo e fitto di tannini, solo per me un po' troppo nello stile Jermann, cioè ammorbidito fino a perdere alcuni dei caratteri tipici del vitigno Pignolo.

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