Per questo sabato sera decidiamo di testare la man...

Recensione di del 03/04/2010

Tano Passami l'Olio

130 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 130 €

Recensione

Per questo sabato sera decidiamo di testare la mano di Gaetano Simonato, chef e patron del ristorante “Tano passami l'olio”. Il locale si trova nel cuore della movida milanese, zona navigli, ma in una via defilata e non interessata dal movimento notturno. Posteggiamo comodamente l'automobile in via Ripa di Porta Ticinese in un parcheggio privato e convenzionato con il ristorante del sig. Tano. Pochi passi a piedi ed arriviamo dinanzi al ristorante. Sobrio l'esterno, alcune vetrine giustamente oscurate e nessuna insegna vistosa, ma una “t” in ottone fa da maniglia alla porta in vetro alla quale suoniamo. Entrati veniamo accolti da una gentile ma alquanto inesperta cameriera, come si dimostrerà in seguito, che svolti i convenevoli di benvenuto ci accompagna al desco a noi assegnato.
La salettina in cui desiniamo è molto elegante, come il resto del ristorante, ed accogliente; vi è una bella moquette rossa, i muri son ben tinteggiati di giallo ai quali son appesi alcuni quadri. Il desco è ben apparecchiato, tovaglia e coprimacchia bianchi a motivi floreali tone sur tone, posateria argentié, fine vetreria senza ombra d'usura, una candela ed alcune gocce di vetro soffiato color ambra ad ornamento. I tavoli son però piccoli e molto ravvicinati tra loro; il nostro è posizionato in modo particolarmente scomodo rasente il muro.
Accomodatici ci vengono porte le carte delle vivande e del vino. In carta son presenti diversi piatti sia di terra che di mare, il percorso degustativo è da discutere con il personale di sala, ma per questa cena la nostra comanda sarà à la carte.
La carta dei vini non è particolarmente fornita e nemmeno facilmente consultabile, i vini son esposti in ordine per nome d'etichetta e per tipologia, bianchi, rossi nazionali ed esteri, ma le bottiglie son proposte con dei ricarichi onesti. Per la cena odierna scelgo un ottimo Marques de Càseres gran reserv 1989 proposto al prezzo di 65 €.
Vino molto profumato e dal morbido tannino, piacevole struttura nonostante il lungo invecchiamento; il servizio del vino verrà curato meticolosamente dallo stesso chef.
Poco dopo esserci versata dell'acqua microfiltrata è servito un aperitivo, un modesto prosecco Rive Della Chiesa di M. Gasparetto, Selva del Montello.

La cena si apre con uno splendido appetizer: servito in un bicchiere cocktail troviamo la crema di topinambur, sopra la crema di corallo, e per finire puntarelle ed olio del Lazio aggiunto al tavolo.
Un ottimo inizio, delicato e ottimamente abbinato nei gusti. Divertente anche il gioco tra le due consistenze.
Il primo cesto dei pani, caldi e fragranti, è accompagnato da una piacevole degustazione di oli molto differenti tra loro in quanto a gusto e corposità, in cui troviamo freschezza e leggerezza in quello veneto, corpo in quello abruzzese e grande intensità nel toscano.

Lo chef serve l'antipasto: Quaglia disossata ripiena delle sue uova e ricotta al tartufo con asparagi.
Il piatto più convincente della serata, la quaglia è cotta in modo perfetto, la carne è tenerissima, dolce, ed il tipico sapore "selvatico" si percepisce appena e solo in alcuni bocconi. Le uova ed il ripieno sono gustosi e sfiziosi. Il tartufo grattato direttamente al tavolo dallo chef arricchisce un piatto già ottimo di suo.

Il primo: Gnocchetti di patata viola in crema di porri e zafferano con cime di rapa, pinoli e uva passita disidratata, salsa di grana padano.
In ampio piatto di ceramica fondo son disposti gli gnocchi di patata viola, sormontati dal loro condimento. Piatto barocco sia alla vista che al gusto. Troppi i sapori e troppo lontani tra loro, e questo non sarebbe un problema senonché i gusti appaiano slegati e privi di un filo conduttore.

Il secondo: Carré d’agnello scalzato in crosta di prosciutto crudo Toscano e lattuga, cestino croccante di lattuga con purea di finocchi, prosciutto crudo e melograno.
Ritorniamo su alti livelli, veramente ottima la carne ed ottimamente presentata; in un piatto rettangolare troviamo a destra l'agnello "arrotolato" nel prosciutto crudo e nella lattuga resa “croccante” dalla cottura e già affettato, ed a sinistra la lattuga essiccata ripiena di purea di finocchi, prosciutto crudo e melograno.
Nitidamente distinguibili i sapori e ben abbinabili tra loro; la carne è ottima ed eccezionale il sapore.

Non ci manchiamo di gustare il famoso “formaggino” di Tano, Crotin de Chèvre con salsa al Caldiff, profumo d’arancia, aceto balsamico e tartufo nero accompagnato da un discreto moscato passito.
La preparazione avviene direttamente al tavolo in una padella scaldata a fiamma libera ovviamente dallo chef. Bella a vedersi la liturgica preparazione: essenza d'arancia, zucchero, scorza d'arancia, acqua calda ai profumi d'arancia, aceto balsamico, la piccola porzione di caprino, il flambé con il Caldiff e abbondante grattata di tartufo al tavolo.
Il gusto è incredibile, tra il dolce e l'acidulo; i sapori si fondono tutt'uno con sfumature diverse boccone per boccone. Piatto sicuramente da provare.

Concludiamo con due caffé accompagnati da una deliziosa petit patisserie.
Veramente convincente la cucina di questo locale, escludendo la defaillance sugli gnocchi, dove in ogni piatto si distinguono bene i sapori dei vari elementi che s'amalgamano amorevolmente tra loro. Di grande qualità la materia prima impiegata come eccellente l'olio crudo impiegato nel condire al tavolo ogni portata, una sorta di firma del cuoco.
Per questi motivi ci sentiamo di premiarla con un voto molto alto.
Il servizio è stato carente in alcuni passaggi, a volte abbiam dovuto aspettare prima che ci venisse rabboccato il calice del vino e dell'acqua ed incerta nel servire una delle due cameriere, ma vien valorizzato dalla presenza in sala dello chef, svolgente anche ruolo di maître e sommelier, che con grande charme e carisma ha gestito la sala facendoci sentire ospiti graditi.
Il conto: 261 € di cui 160 € per la cucina (quattro piatti per me e due per la mia compagna), 6 € due litri di acqua microfiltrata, 75 € per la cantina, 10 € due caffè, 10 € due coperti.

Matteo e Patrizia

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.