La pizza. Difficilmente non piace, ma c'è da inten...

Recensione di del 08/04/2008

Solopizza (V.le Umbria)

14 € Prezzo
10 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 14 €

Recensione

La pizza. Difficilmente non piace, ma c'è da intendersi su cosa si intende per pizza. Cominciamo, per limitare il campo che altrimenti sarebbe vasto come la superficie del deserto del Gobi, a considerare ad esempio solo La pizza, cioè la Margherita. Spesso il "milanese quadratico medio" si ferma a due soli tipi: quella bassa, di larghezza e spessore costante (a occupare perfettamente il piatto e bordo pressocchè inesistente), colore arancione uniforme dato dalla mozzarella sparpagliata perfettamente sul pomodoro. Oppure la pizza al trancio: fette anche in questo caso fatte con la fotocopiatrice, la teglia è di dimensione standard per tutte le pizzarie che propongono questo prodotto: certo, si può scegliere tra normale (fetta di 45 gradi) e super (fetta di 60 gradi). In un caso o nell'altro può variare la qualità o la quantità degli ingredienti, ma tutto sommato si può essere certi di mangiare una pizza standard decorosa.
E poi c'è "Solo Pizza". Che non ha niente a che vedere con queste: si tratta di quanto di più simile a una pizza napoletana si possa trovare a Milano. E, da quello che vi racconterò, sembra che sia molto apprezzata.

Siamo in tre: moglie, figlio e sottoscritto e arriviamo presto, alle 20 circa e il locale è ancora semivuoto. Possiamo scegliere il tavolo e ci accomodiamo in un angolo, al riparo del viavai che dopo poco sarebbe cominciato. L'ambiente è sobrio, tavoli di legno apparecchiati con tovagliette di carta su cui spiccano riproduzioni della città del Vesuvio. Ordiniamo una margherita, una siciliana e una Napoli e da bere due birre medie e una Sprite.
Le bevande arrivano ovviamente in pochi minuti e dopo una giusta attesa (meno di dieci minuti) anche le pizze. Si tratta di una preparazione a mio avviso ottima: la cottura è buona, appena qualche traccia di fuliggine sul cornicione (eh già, si chiama così, non bordo) che è alto e soffice. La forma della pizza poi non è quella di una ruota di carro perfettamente rotonda ma tradisce una lavorazione che predilige la corposità della pasta e quindi è lasciata volutamente abbozzata. Gli ingredienti sono di ottima qualità: ad esempio sulla mia Napoli le acciughe sono carnose e saporite.

Intanto il locale si è venuto riempiendo fino alla capienza massima del locale, ma facciamo ancora in tempo, finita la pizza, ad ordinare per dessert un profiterol (normale, probabilmente industriale), una fetta di torta caprese (ottima) e una di torta ricotta e pere (squisita).
Quando ci rechiamo alla cassa a pagare possiamo notare la quantità di gente in attesa sul marciapiede che attende la chiamata per il proprio tavolo. E non è sabato.
Il conto è di 43 euro, quindi poco più di 14 a testa, in linea con gli standard di spesa per le pizzerie, ma di qualità sicuramente superiore. Il servizio poi è stato preciso e puntuale. Da riprovare con altri tipi di pizza, magari più impegnative.

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