Da qualche tempo mi avevano incuriosito le recensi...

Recensione di del 09/11/2005

Shambala

48 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 48 €

Recensione

Da qualche tempo mi avevano incuriosito le recensioni su questo ristorante, ieri pomeriggio quindi il mio ragazzo ed io, decidiamo di toglierci lo sfizio. Chiamo verso le sei prenotando un tavolo per due la sera stessa. Avendo letto di varie soluzioni per cenare, chiedo alla ragazza che mi risponde di sistemarci in un tavolo carino, magari vicino alla bella veranda, come risposta mi viene detto che non c’è nessun problema.

Arrivare non è una della cose più semplici, anche se sembrerebbe tutto il contrario essendo praticamente su una strada dritta dall’uscita della tangenziale, il problema è che non c’è nessun cartello che segnali la presenza del ristorante e, anche una volta entrati nel parcheggio privato non siamo ancora sicuri di essere nel posto giusto, il parcheggiatore però ci toglie ogni dubbio.

Come ho già accennato è presente un parcheggio privato di dimensioni abbastanza ristrette data la quantità di macchine presenti, e un parcheggiatore, fortunatamente data la zona.

L’impressione da fuori è quella di stare per entrare in una comune di lusso, le luci che sprigiona il locale sulla strada, il giardinetto curato si e no, la porta d’ingresso di ferro, rendono l’ambiente abbastanza spartano ma con gusto.

Il locale si divide in tre sale, entrando il primo impatto lo si ha con la sala principale, una lunga stanza con molti tavolini affacciati sulla veranda (chiusa data la stagione), l’impatto generale è di vero calore, le luci soffuse, il forte aroma d’incenso che si respira, le candele su ogni tavolo, le pareti dipinte di rosso scuro, insomma tutto ha lo scopo di avvolgere il cliente in una sensazione di calore e benessere. In fondo alla sala inoltre scorgiamo dei bellissimi baldacchini che formano una specie di privè, molto suggestivi. Purtroppo dopo questo bel prologo siamo costretti a tornare alla realtà, l’accoglienza che ci vieni riservata infatti non è delle migliori, molto sbrigativa e informale, lontana dai mondi da cui questo locale trae la sua ispirazione. Nonostante la richiesta esplicita del pomeriggio inoltre, veniamo fatti accomodare in una saletta laterale, arredata sullo stile della precedente ma dalla quale però non si intravede minimamente la veranda.

Una volta seduti, superato il primo impatto, ci iniziamo a rendere conto di alcune incongruenze, o meglio, ci inizia a balenare l’idea che tutto il locale sia un’astuta mossa commerciale, senza nessun reale coinvolgimento. I tavolini sono molto semplici, in legno grezzo come le sedie, anche la disposizione della tavola risulta abbastanza scarna, un bicchiere per il vino, uno per l’acqua, una misera tovaglietta di carta, un fazzoletto in panno carta e un piattino su cui è riposto del pane carasau, tipico pane sardo.

Dopo qualche minuto una cameriera abbastanza gentile ci porta i menu (composti da una parte in italiano ed una parte in inglese) che si dividono tra antipasti, sia di carne che di pesce, zuppe e portate principali, anche in questo caso, sia a base di carne che di pesce.

Per la nostra cena optiamo come antipasti per un sashimi di spada appena scottato e per un sushi di tonno alla vietnamita, la prima scelta risulta abbastanza particolare ma buona, il sapore dello spada è molto delicato e il semplice accompagnamento di germogli di soja e insalata ne esaltano il gusto (voto 7), il sushi invece è molto diverso da quello atteso, infatti è un rotolino di carta di riso al cui interno è inserito un piccolo pezzettino di tonno e abbondanti verdurine, che tendono a coprire eccessivamente il sapore del pesce, il tutto accompagnato da una salsa di peperoncino a parte (voto 5).
Per le portate principali io scelgo salmone al pepe con insalata di avocado, mentre il mio commensale ordina cernia allo zenzero. Il salmone, per cui non mi era stato chiesto il grado di cottura, nonostante nel menu fosse possibile scegliere tra al sangue, medio e ben cotto, mi arriva praticamente crudo, dal sapore quindi davvero intenso, mitigato fortunatamente dall’abbondante insalata arrivata di contorno (voto 5). La cernia era invece troppo cotta, difficile da tagliare e sfilettata male, il sapore era comunque gustoso (voto 6)

La carte dei vini non è molto vasta, per la nostra cena il vino è un greco di tufo, buono.

Purtroppo l’iniziale impressione commerciale viene confermata da molti dettagli lungo tutto l’arco della nostra cena, i camerieri tutti giovani e italiani, centravano poco con la “locanda asiatica con grandi alberi” troppo di fretta e spesso troppo “amiconi”, non contribuivano assolutamente a far volare la fantasia del cliente verso mondi lontani. L’arredamento, che nel complesso risultava armonico, cadeva su alcuni dettagli, il soffitto per esempio ricoperto di stuoiette di bambù non mi ha convinto fino in fondo, o il bancone del bar a vista su cui stazionavano camerieri chiacchierando in modo amabile senza curarsi troppo delle esigenze del cliente, ma soprattutto la musica, davvero ad un volume eccessivo per un ristorante.

Forse sarà stata una serata no, ma lo Shambala mi ha dato chiaramente l’impressione che più che fusion per la voglia di proporre con rispetto culture lontane, fosse fusion per il desiderio di carpire il milanese modaiolo che si lascia abbagliare da quattro cose etniche messe li senza neanche un grande studio dietro, ed in effetti, se è questo il suo intento, ci riesce benissimo, il locale era pieno!

Decidiamo di andare via senza prendere ne dolce ne caffè, chiediamo il conto e siamo costretti ad aspettare una ventina di minuti.
Alla fine per
2 antipasti
2 secondi
1 bottiglia di vino (20euro)
1 bottiglia d’acqua
2 coperti (6 euro)
Ci vengono chiesti 101 euro, che per qualche strana ragione diventeranno 95. Nonostante il gentile sconto, mi sembra un prezzo un po’ esoso data la qualità del ristorante e del servizio.
Come molti ristoranti a Milano, anche lo Shambala ha preferito puntare sulla moda del momento piuttosto che su basi concrete, nulla di male, se certe cose vanno così tanto e piacciono a così tanta gente ci sarà un motivo, io però avevo altre aspettative da questo locale e ne sono rimasta delusa.
Forse bisogna solo sapere a che cosa si va incontro per apprezzarlo davvero. Per quanto mi riguarda non credo ritornerò.

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