Cucina Friulana di qualità, una riconferma

Recensione di del 10/10/2018

Sauris & Borc da Bria

32 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 32 €

Recensione

Cena di gruppo da organizzare, conviviale senza sforare troppo il budget, con l’obiettivo magari di far provare cucina nordica ai colleghi capitolini. Comincio a fare mente locale, considerando che devo stare in zona est, qualche proposta è bocciata per il budget, la prescelta quella sera ha serata a tema da tredici portate, mi ritorna in mente il Sauris che non frequento da diverso tempo dato che a mezzogiorno ha menù business ma che la sera presenta il solito, interessante, menù friulano di sempre.

Posteggio facile, sin troppo facile, strade deserte, troppo deserte nelle traverse di viale Padova e, considerato che quando sono deserte c’è sempre un motivo, giriamo un momento per trovarne una dove ci siano più auto e meno ombre nei cespugli. Detto questo quando torno a prenderla Christine la macchina infernale è ancora immacolata ed integra e quindi i timori erano forse infondati.

Tralascio la descrizione del locale, nulla è cambiato dall’ultima visita, tanta gente e questo è un buon segno. Menù friulano doc, su qualche piatto si deve ricorrere all’aiuto di internet per capire bene cosa sia. Tutta tradizione, nessuna rielaborazione, cotture lunghe, formaggi e salumi locali, cibi nutrienti, tanta e tanta sostanza.

Da segnalare la quantità di zuppe a disposizione, punto subito quella triestina la Jota con fagioli, crauti e pancetta affumicata, diventa la mia scelta insieme al classico Frico e Polenta.

Carta dei vini giustamente regionale, non vastissima, cantine di seconda linea rispetto ai grandi nomi della regione, prezzi proprio per questo interessanti. In attesa della collega furba che è passata a casa a farsi la doccia e cambiarsi cominciamo a berci una bottiglia di Tocaj (non si potrebbe dire, sarebbe un Friulano, ma sempre Tocaj resta) di Ronchi San Giuseppe, un vino che trova concorde il tavolo nell’apprezzarlo con sentori di frutta e miele ed una piacevole acidità.

Stavo dicendo dei piani di prendere Zuppa e Frico, nessun piano sopravvive alla battaglia ed agli imprevisti, la collega continua a non rivelarsi, noi non si può ordinare e parte la classica proposta non rifiutabile di antipasti di salumi da mettere in mezzo. E antipasti di salumi sia.

Diciamo che comunque non è sicuramente un sacrificio, i salumi sono il piatto forte del locale e la qualità è eccelsa. Di scelta si fanno due misti d’oca e un misto di maiale, nel primo abbiamo la Ocadella ( mortadella d’oca ), il Porcaloca ( prosciutto cotto d’oca ), il salame di pura oca ed il petto d’oca affumicato. Sul giro di maiale abbiamo del San Daniele, coppa, salame, pancetta ed altro ancora. Commento tecnico, tutti molto buoni, menzione particolare per il petto d’oca che è di una delicatezza incredibile, segnalazione per la Ocadella che è la più particolare.

Di accompagnamento delle cipolline alla brace, pregevoli senza esagerare, e dei pomodori sott’olio, piacevolmente dolci.

La collega compare e si inizia il pasto, un piatto per ciascuno a questo punto, a nessuno rimarrà comunque la fame perchè le porzioni sono tutte più che proteiche.

Prendiamo anche un Rosso, per mia scelta qualcosa di non esattamente facile come un Cabernet Franc, vino non facile ma che sa farsi apprezzare, note vinose, speziate con un amaro di fondo.

Perdo di vista cosa viene ordinato all’altro capo del tavolo, vedo solo dei Blecs, una specie di maltagliato con grano saraceno condito con burro fuso, rosmarino, ricotta affumicata e spek che viene molto apprezzato. Sempre sul lato lontano dalla mia forchetta viene preso un gulash di manzo con polenta di cui sento spertecare le lodi.

Baccalà in umido con polenta. Cominciamo a parlare subito della polenta, asciutta ma non troppo, grana molto grossa, salata al punto giusto, rugosa al palato e molto intensa, buon prodotto. Baccalà in umido, sembrerebbe sin trippa a vederlo, molto morbido in bocca e delicato nel sapore.

Muset e Brovada, cominciamo dalle spiegazioni: la brovada sono rape rosse macerate nella vinaccia e cotte a lungo con dell’alloro, il musetto è invece un cotechino di piccole dimensioni fatto esclusivamente con il musetto del maiale e una bella dose di spezie. L’insieme è un aggregato di gusto, il musetto è saporitissimo, io mi mangio anche la pelle da tanto è morbida, la brovada ti aggredisce con il gusto del vino, per stomaci forti che sanno apprezzare e che, nel nostro caso, hanno apprezzato.

Stinchetto d’agnello con patate in tecia e polenta. Le patate risultano non pervenute ma non avremmo avuto la forza di mangiarle, lo stinco è morbido, si sfalda sotto la forchetta, sapore delicato con un bel sughettino che insaporisce la polenta.

Coscia d’oca con patate in tecia e polenta. Piatto forte del locale, che dire, l’oca è la regina dell’aia e della tavola. Carne morbida, poco grassa se qualcuno ha questa paura ma molto succosa, una prelibatezza.

Rimane voglia di vino rosso ma vanno coniugate con la conservazione della patente e quindi la soglia è bassa, si chiede cosa c’è al calice e la risposta è incredibile, possono aprire qualunque bottiglia di nostra scelta ( loro scelta, io salto ) ed i due colleghi prendono un calice di Franconia, se non ricordo male sempre Ronchi di San Giuseppe. Vino leggero, molto femminile, troppo mitteleuropeo per i nostri palati con forte vinosità se non addirittura una punta di dolcezza.

Non si può non chiudere con una Gubana, una porzione da far girare per farla conoscere. Questa è giustamente stracarica di grappa, con la pasta morbida e sottile e tanta uvetta. Anche qui un gusto pieno che non è per tutti, qualcuno rimane titubante, qualcun’altro ( io ) legga anche il piatto.

Caffè per quasi tutti, una Dominis Storica Nera per qualcuno, conto finale 32 Euro, una rarità per Milano, apprezzato considerato che tutti eravamo non solo soddisfatti ma anche satolli.

Che dire, posizione in una zona non proprio bellissima ma bella location e soprattutto con una cucina regionale con grandi materie prime che vale assolutamente la visita.

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