Da parecchio tempo non scrivo su questo valido por...

Recensione di del 07/02/2007

Sarla Indian Restaurant

30 € Prezzo
9 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Da parecchio tempo non scrivo su questo valido portale, geniale idea per dar voce a tutte le voci. Vorrei raccontare la mia ultima cena al Sarla, premettendo per dovere di cronaca, che non avendo vissuto anche se per poco in India (è grande l'India, non serve ricordarlo) ma avendo visitato in più occasioni alcune delle principali città di questo meraviglioso continente, avendo "assaggiato" numerosi ristoranti che propongono cucina indiana di Milano (ma non dell'hinterland) e avendo in casa una ragazza che aiuta mia moglie e cugina originaria di Kapurthala (nel Pujab, quasi al confine con il Pakistan) forse non sarò competente come altri recensori.
Ma ci proverò. In effetti ammetto anche io: il cibo è buono e ben cucinato.
Ma andiamo con ordine.

Ambiente.
Nel cuore della vecchia Milano, alle spalle delle colonne di san Lorenzo, pochi passi da corso Italia e via Torino. Il Sarla è un locale studiato indiscutibilmente con amore e buon gusto dal suo proprietario e direttore: Shekhar Reikhi, in realtà chiamato semplicemente Riky. E’ lui che vi accoglie, vi fa accomodare in uno dei locali più curati e caratteristici della nostra città. Se sarete fortunati godrete della vista e del suono di un bravissimo suonatore di Sitar.
I tavoli ben apparecchiati e distanziati sono comodi e spaziosi.
Si cena con luci soffuse, a lume di candela.

A tavola ci sono delle deliziose salsine, in omaggio per tutti gli ospiti.
Sono quattro, una più buona dell’altra. Ma non sono accompagnate da chapati (morbide piadine di farina integrale fatte alla piastra servite calde su ordinazione) che in alcune parti dell’India viene usato al posto delle posate, per afferrare il cibo
Direttamente con le mani, bensì da papad (croccantini di farina di lenticchie privi di unto scottati sul forno tandoor).
Li ho gustati, buoni come sempre. Ed ho ringraziato il padrone di casa perché ogni volta me li offre ben sapendo che non si tratta di un obbligo legato al costo del coperto, ma di un qualcosa in più per coccolare il cliente.

Pietanze.
Nutrendomi in maniera regolare a colazione, pranzo e cena ho optato per un antipastino di Pakora (di cavolfiori, melanzane e paneer). Molto buoni.

Come sempre il mio cheese naan (pane con del formaggio cotto nel forno tandoor a quasi 500°C) mi arriva profumato e caldissimo.

Come piatto principale ho assaggiato, per combinazione, il malai kofta.
Sono gnocchi di ricotta (e non di patate) serviti in una salsa di anacardi frullati. Questa è l'autentica ricetta. Per risparmiare c’è qualche ristorante che usa lo yogurt, ma non il Saela. E' importante segnalare che gli anacardi costano 24 euro al chilo e per fare una portata di malai kofta, credo ce ne vogliano almeno 150 grammi, per creare una densa salsa. Fate un po’ il conto. Ho pagato per questo piatto ben 8 euro, quasi quanto un panino al salame in centro città (in piedi).

Birra indiana Kingfisher da mezzolitro rigorosamente accompagna la mia cena. Servizio impeccabile e discreto. Il patron è un grande oratore, piacevole.

Per finire mi hanno portato a tavola degli zuccherini colorati insieme a semi di finocchio: un gradito omaggio (compreso sempre nei 3 euro di coperto) che mi aiuta a digerire questa meravigliosa cena.
Esperienza da ripetere.!

Ah, dimenticavo, ho speso 30 euro e ho pagato un coperto solo.
Difatti ero da solo.
Anche se il mio tavolo aveva quattro sedie.
Alla prossima!

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