Dopo una mattinata alle terme, io e il mio ragazzo...

Recensione di del 18/09/2011

Rajput

29 € Prezzo
7 Cucina
5 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 29 €

Recensione

Dopo una mattinata alle terme, io e il mio ragazzo decidiamo di provare per la prima volta la cucina indiana. Ci dirigiamo in macchina alla volta del ristorante e, fortunatamente, troviamo subito parcheggio. Arriviamo alle 14:15 e all'entrata ci accoglie un sorridente e garbato signore indiano che ci invita a scegliere il tavolo che più preferiamo.
Il locale è composto da due piccole salette, dove, sebbene alle pareti siano presenti oggetti e immagini della tradizione indiana, le noti occidentali sono, ahimè, ben presenti. Le pareti sono color zafferano, i tavolini, non sufficientemente distanziati, hanno un tovagliato damascato bordeaux. Il locale ha pochi commensali all'interno, circostanza che consente una conversazione intima. Non credo, però che con il locale pieno ciò sia consentito.

Spesso, varcando la soglia di un ristorante etnico, ho provato la sensazione di fare un salto dimensionale, ma questa volta non è successo. I richiami alla cultura occidentale sono ben evidenti (l'abbigliamento del personale, la parete stracolma di alcolici). Per quanto concerne la cucina indiana, devo ammettere che, pur avendo letto qualcosa sull'argomento, è la prima volta che la sperimento e di conseguenza non ho alcun termini di paragone sulla qualità delle pietanze. Sfogliamo velocemente il menu e capiamo subito che ci vorrebbe molto tempo per fare una buona scelta alla carta. Confidiamo al gestore che questa è la nostra prima esperienza in un ristorante indiano. Gentilmente ci suggerisce il menu a prezzo fisso, di modo da sperimentare un po' di tutto. Convinti, e limitati dal tempo, ordiniamo un menu di pesce (23 €) e uno di carne (21 €). Entrambi prevedono un antipasto misto, un piatto tandoori, un curry, riso basmati e il dolce.

Il tandoori è un forno di terracotta (tradizionalmente alimentato a carbone o legna) che consente una cottura rapida ad alta temperatura. Il metodo permette di escludere i grassi, rendere croccante l'esterno e lasciar morbido l'interno, mentre il piatto curry consiste in uno stufato insaporito da una miscela di spezie, accompagnato da riso (speziato o bianco) o pane indiano (nan) che può essere aromatizzato (formaggio, aglio) o no.

Da bere ordiniamo una bottiglia di acqua naturale da 75 cl, una lattina di Fanta e una di Coca Cola.
Il gestore ci informa che la Coca Cola è disponibile classica, light o zero. Fatta la scelta, il gestore porta subito le bevande e, aperta al tavolo la bottiglia dell'acqua, ne versa un po' nei nostri bicchieri.
Il servizio presenta i giusti tempi e un'ottima cortesia, come prassi nella cultura orientale in genere.
Dopo un po' di attesa giungono i nostri antipasti che è possibile condire con una o più salsine di accompagnamento: una a base di pezzetti di cipolla piccante (ma non troppo), una al tamarindo (chutney), davvero squisita, e una allo yogurt e menta (pudina raita).

Il mio antipasto si compone di un onion bhaji (anello di cipolla fritto avvolto da una sottile pastella croccante), un samosa (mezzaluna di farina cotta la forno, con ripieno di verdure), una pakora di verdura (polpetta pastellata e fritta), e una papad (schiacciatina croccante e sottilissima) al cumino. Per il mio ragazzo quattro pakora di gamberetti (prawn) e spezie.
Viene anche servita una focaccia sottile leggermente lievitata (nan).
Gli antipasti sono discreti, ma non ci entusiasmano.
Terminiamo la salsina con la cipolla e il gestore, servite le due pietanze tandoori, provvede subito a riportarla al nostro tavolo.
Il mio piatto è un misto di carne di agnello e pollo: tenera la carne e speziata al punto giusto. Un piatto veramente squisito.
Il tandoori del mio ragazzo è sicuramente il peggior piatto della serata. E' composto da due gamberoni e due pezzetti di pesce (ci viene detto che è cernia, ma secondo me, si tratta di pangasio).
Terminata ogni portata il gestore ci chiede se tutto procede bene e se siamo soddisfatti della cucina indiana. Rispondiamo di si, pur non avendo apprezzato proprio tutto.
A seguire i curry. Il mio è un curry a base di agnello accompagnato da nan all'aglio, mentre per il mio compagno un prawn malai (curry di gamberetti cotti in crema e cocco gratuggiato) accompagnato da riso pulao (basmati cucinato con spezie e zafferano) servito separatamente. I curry sono veramente buonissimi. Al solo pensiero ho voglia di rimangiarli.
Viene anche servita una gustosa crema di lenticchie, vellutata al palato, da usare come contorno chiamata dal.

Il nostro pranzo è giunto quasi al termine e per dessert scegliamo un coconut barfi, dolce di cocco aromatizzato alla rosa (un quadratino due centimetri per due) e una porzione di firni, un budino a base di latte di mandorla e riso. Il primo non ha un sapore molto intenso di cocco, mentre il secondo, che ha una consistenza più liquida rispetto ai nostri budini, è molto gradevole.
Terminato il tutto, ci alziamo per pagare il conto e ci viene offerto un misto di spezie e anice che dovrebbero favorire la digestione. In effetti nessuno di noi ha avuto problemi a digerire il tutto.
Il conto è stato di 58 euro, un prezzo onesto per ciò che è stato servito.
Tirando le somme, un pranzo piacevole, dai ritmi molto sereni e dal servizio cortese. Una cucina che merita di essere approfondita. Unica pecca nell'ambiente il bagno che meriterebbe una ristrutturatina.

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