Venerdì, cena

Prima di cominciare quest...

Recensione di del 26/01/2007

Puerto Alegre

56 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 56 €

Recensione

Venerdì, cena

Prima di cominciare questa recensione faccio una piccola premessa.
Dovendo festeggiare il compleanno del marito, mia sorella mi ha chiesto di organizzare una serata fuori dagli schemi classici, vale a dire, non solo una cena al ristorante.
Così cercando sul sito e volendo fare qualcosa di diverso, la scelta si è ristretta a due locali di Milano, dove oltre la cena, si può sentire musica, assistere a qualche spettacolo, o addirittura fare quattro “salti”.
Selezionati questi due locali, dove, secondo voi potevo prenotare?
Per il primo locale due recensioni molto discordi tra loro, per l’altro, invece, nessuna recensione.
“La curiosità uccise il gatto” come si suol dire, ma nel mio caso, stasera sono stato “abbastanza” fortunato. Dopo un inizio serata con uno “splendido” aperitivo in un famoso hotel di Milano, e qualche piccolissimo stuzzichino, ci dirigiamo verso zona Navigli, essendo ormai passate le 21:00.
Il navigatore ci porta senza alcuna difficoltà in zona, ma purtroppo dobbiamo affidarci alla sola fortuna per trovare un parcheggio per la nostra auto. Passiamo davanti al locale più volte, e finalmente troviamo un posto, però alquanto lontano dall’entrata.
Ci incamminiamo e in cinque minuti siamo davanti all’entrata.
Ancora illuminata da luci “natalizie”, ma forse ripensandoci, potrebbe benissimo essere sempre così. Migliaia di piccole lampadine, per illuminare un locale in una via alquanto squallida.
Davanti all’entrata due “gorilla” della security ci chiedono la prenotazione, e, dopo aver parlato all’auricolare a un collega all’interno, ci fanno passare senza perdere ulteriore tempo.
La tecnologia anche in questo caso fa la differenza, perchè all’interno ci sarà già il collega, che salutandoci per nome ci dirige verso l’entrata vera e propria.
Prima di entrare nel locale, attraversiamo un corridoio all’aperto in stile pre-colombiano, molto coreografico, con piante tropicali e muri con disegni caratteristici.

Il Puerto Alegre funziona anche da “happy hour” e c’è ancora un discreto affollamento all’altra entrata del locale. Arriviamo alla seconda entrata e la persona con auricolare ci indica la posizione del guardaroba.
Qui troviamo la prima sala con tavolini, dove i clienti “happy hour” si servono a un bancone quadrato a casitas dove funziona il tropical bar. Noi attraversiamo questa sala e arriviamo al guardaroba che è situato in un’altra sala, più intima, e piena di tavoli apparecchiati per la serata imminente. Questa è la Blu Caribe, con muri a trompe l’oeil caratteristici caraibici, che danno la senzazione di essere su una spiaggia tropicale. Anche piccole palme (finte, naturalmente), e berseau in legno danno una piacevolezza discreta all’ambiente. Può piacere o no il tutto, io stasera, oltre a godermi la serata, ho voglia di divertirmi e mangiare bene.
Lasciati i cappotti, una gentile ragazza ci accompagna al nostro tavolo che è situato nella sala centrale denominata Maya, in stile fazendas messicana, a grosse volte in rosa antico spugnato, con ai soffitti il logo colorato del locale. Pavimento in mattonelle quadrate bianco e rosso a colori alternati, e vicino a noi la pista da ballo dove, dopo cena, si svolgerà uno spettacolo di ballerini cubani.
Ci accomodiamo al nostro tavolo, che devo dire, è alquanto vicino agli altri, dove, fortunatamente durante la cena, non avremo particolari fastidi. La seduta non è molto comoda a causa delle sedie impagliate, troppo larghe e soprattutto con troppa inclinazione verso il basso della seduta. Anche i tavoli per le persone alte non sono il massimo della comodità, toccando con le ginocchia il legno del suddetto.
Subito un cameriere molto gentile e premuroso, ci porta i menu e la carta dei vini. Qui, purtroppo, sfogliandoli noto con stupore i prezzi (per me) eccessivi. Gli antipasti partono da 12 euro in su, i primi dai 14 in su, e i secondi dai 20 in su. I dolci, invece, si attestano “solo” a 5 euro. La carta dei vini è misera e con poca scelta, però i prezzi sono da ristorante di qualità.

Arriva nel frattempo un altro cameriere con un grosso cestino e ci serve su dei piattini, due pagnottine di pane, uno di patate e l’altro ai cereali (buone).
Ordiniamo da bere una minerale gassata e una bottilgia di Negramaro del Salento 2005 di Pietraluna.
Dopo qualche minuto arrivano le bevande scelte: l’acqua in una caratteristica bottiglia panciuta blu scuro a collo stretto, ma dall’etichetta sembra microfiltrata e gassata al momento. Infatti compaiono poche scritte (“gocce di rugiada”, davanti), e sul retro la scritta “Acqua potabile trattata gassata”. Il vino viene stappato al momento e versato in grossi balloon portati appositamente per la nostra ordinazione. Color rosso scuro, un leggero profumo di frutti di bosco, al palato si rivela giovane ma tannico al punto giusto. Bevibile, ma inferiore alle aspettative. Diamo uno sguardo all’apparecchiatura del tavolo, che presenta una tovaglia arancio con piccoli disegni bianchi, posate grosse ma di aspetto “lussuoso”.

Scegliamo due antipasti: prosciutto di cervo e un’assiette di formaggi.
Arrivano quasi subito, serviti in piatti differenti. Il prosciutto di cervo è in un piatto bianco a forma quadrata, composto da cinque fettine di prosciutto adagiate su delle foglie di soncino, piccoli pezzettini di piadina, alcuni assaggi di un formaggio tipo grana, molto più farinoso e asciutto al palato, due piccoli contenitori con miele e marmellata di arance. Direi discreto, ma di quantità deludente. L’altro piatto invece è trasparente e rotondo, con una piccola selezione di formaggi diversi. Cinque o sei tipi, tra i quali ho assaggiato un buon roquefort, un’altro erborinato normale, uno ai tartufi particolare e infine un piccolo assaggio di uno di mucca stagionato. Quest’ultimo particolarmente saporito e, abbinato al miele incluso nel piatto, apprrezzato particolarmente. Nel piatto anche disegni coreografici a linee intersecate (di miele) trattenenti una polverina grigia somigliante a pepe, ma di sapore diverso. Anche alcuni alchechengi e noci guarnivano il piatto.
Per i secondi ordiniamo tutti del filetto di manzo alla crema delicata di zola e noci, tranne il sottoscritto che opta per un filetto flambato al marsala e patè di tartufo.

L’attesa in compagnia non è particolarmente lunga, e dopo alcuni minuti compaiono i piatti in tavola. Ecco finalmente un piatto tutto per me!
Carne di consistenza e cottura perfetta, magrissima e al sangue senza sporcare il piatto nel tagliarla, salsa al marsala delicata, con una particolare approvazione del patè al tartufo. Nel piatto sono previste anche piccole guarnizioni di verdure miste al forno. Sicuramente un piatto apprezzato. Finita la prima bottiglia di vino, cerchiamo di ordinarne un’altra che però risulterà essere finita in cantina. Nuova scelta e anche questa volta senza successo. Finalmente al terzo tentativo riusciamo nell’impresa di ordinare un Merlot del 2005 di cui non ricordo la cantina. Molto più giovane del suo predecessore, ma nel complesso sufficente.
Finiti i secondi, complice il cameriere ordiniamo di nascosto una torta apposta per festeggiare il cognato, che arriva al tavolo con la classica candelina e stella filante accese.
Va beh, anche questo fa parte della serata, e aspettiamo che il cameriere al tavolo ci serva una fetta di questo piccolo dolce. Torta chantilly con una panna freschissima, morbida e “vaporosa” al punto giusto. Ottima veramente.
Due caffè per finire la cena, che arrivano quasi subito.
La nostra cena termina qui, ma non la nostra serata...
Conto finale: 20 euro coperto; antipasti 42; 2 acque minerali 7; due bottiglie di vino 44; 4 filetti di manzo 86; torta 20; e 2 caffè 6 euro, per un totale di 225 euro.

Considerazione finale dell’esperienza:
Cucina: da 7 e forse di più, ma con un rapporto qualità/prezzo scarso.
Servizio buono.
Prezzi molto alti per una cena. Da condiderare che nel prezzo, è compreso il guardaroba (gratis per i clienti del ristorante, 3 euro cadauno per “l’happy hour”), e lo spettacolo più gli eventuali quattro salti finali.
Locale comunque pienissimo, a testimoniare che non tutti i “mangioni” sono attenti al rapporto qualità/prezzo.
Non chiedetemi se tornerò, perchè non saprei rispondervi...

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