Anni fa ho detto ad un'amica siciliana, che viveva...

Recensione di del 16/02/2011

Osteria dell'Acquabella

30 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 30 €

Recensione

Anni fa ho detto ad un'amica siciliana, che viveva a Milano da molti anni, di aver trovato un bel libro di cucina milanese. Le mi ha risposto: "perché, esiste una cucina milanese?", e forse era persino sincera. Certo che esiste, accidenti! Ed è pure molto varia. Ebbene, quanti ristoranti milanesi ci sono a Milano? Pochissimi. Milano è una città accogliente e si è volentieri lasciata invadere da ristoratori di ogni parte d'Italia, primi fra tutti i toscani (con la famosa Bice), poi i meridionali: siciliani, pugliesi, napoletani (più che altro pizzerie) eccetera. Ma in pratica ogni regione è rappresentata.
E la cucina milanese? Beh, è stata sottovalutata, data per scontata, dimenticata, considerata una specie di curiosità. La tradizione è stata portata avanti da giganti della ristorazione come il Gran San Bernardo (del mitico Alfredo Valli) oppure da altri noti locali, come la Pesa; comunque pochi.
L'Osteria dell'Acquabella ha un grande merito: cucina milanese accessibile a tutti, come se fosse la cosa più normale del mondo. Si entra e ci si sente un po' alla bottega sotto casa. Due stupende Berkel d'epoca (una bilancia e un'affettatrice) danno calore all'arredamento; già all'ingresso siamo accolti da un'esposizione di bottiglie di vino; alle pareti numerosi foglietti dove qualcuno ha scritto una serie di frasi e proverbi milanesi. I tavoli sono abbastanza piccoli ma non scomodi, con tovagliette di carta. C'è cordialità senza affettazione.

Io e mia moglie decidiamo di ordinare diverso per farci assaggi reciproci: lei la costoletta, con radicchio ai ferri; io un'insalata russa e poi l'ossobuco col risotto. L'insalata russa è evidentemente fatta in casa, freschissima e buonissima: una riscoperta. Il risotto è giustamente all'onda, ben sgranato, cotto al punto giusto e mantecato quel tanto che basta; l'ossobuco si "scioglie in bocca". La costoletta, con l'osso, battuta, è tenera, saporita e cotta in modo sapiente; ottimo anche il radicchio.
Volendo, avremmo potuto mangiarci gli affettati (di ottimo aspetto), i nervitt (coi scigul)... ma non abbiamo voluto esagerare. Al tavolo di fianco a noi una coppia ordina due piatti di antipasti misti (affettati, nervetti, insalata russa) e dà visibili segni di godimento. Subito dopo affrontano una costoletta, lei, e una cassoeula gigantesca lui, che vacilla pensando "accidenti quanta..." e infatti ne lascia lì un po', ma quella che non lascia la mangia con evidente soddisfazione.
Mia moglie è astemia: pazienza, mi faccio portare un calice di Barbera. Buono.
Nelle ore seguenti l'ossobuco un po' "me se ripropone" (come dicono a Roma) anzi "mi torna su", come diciamo a Milano, ma è solo perché sono io un poco delicatino; e poi i ruttini durano poco: la notte nessun disturbo, digestione senza problemi.
Pregi e difetti. Cominciamo dai difetti, perché la perfezione non esiste e bisogna per forza trovarli. Delle due Berkel, l'affettatrice è stata restaurata con un rosso non originale; e poi, nei foglietti con le frasi in milanese, c'è qualche errorino: forse le ha scritte "on milanes ariôs". Come vedete, niente di grave.
I pregi sono molti di più e di gran lunga più importanti. Anzitutto si mangia bene e, soprattutto, la cucina è autenticamente milanese senza interpretazioni (cosa rara). Il servizio è informale ma cordiale e gradevole, abbastanza veloce. Infine, non si paga caro: il rapporto qualità/prezzo è eccellente.
Ci torneremo senz'altro.

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