Dopo lunghe meditazioni su dove trascinare un grup...

Recensione di del 19/07/2006

Osteria da Mamma Angela

28 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 28 €

Recensione

Dopo lunghe meditazioni su dove trascinare un gruppo di amici a cena ed avere chiesto lumi a palati soppraffini, dei quali, confesso, ho poi ignorato i suggerimenti, mi sono fatta tentare dalle mirabolanti recensioni di questo ristorante apparse su ilmangione.it ed ho prenotato un tavolo per nove: dovevamo essere otto ma si aggiunge un posto a tavola se c'è un amico in più!

Arriviamo verso le 21, il tavolo è già apparecchiato con: due bottiglie di vino rosso, Primitivo 2003 ed Aglianico 2002, che sono più di presentazione che altro, infatti sono ancora tappate; acqua naturale e gassata (la prima in bottiglie di plastica e la seconda in vetro) ed un bicchiere di aperitivo a testa, che all’aspetto ed al palato sembra essere Crodino tagliato con prosecco, niente di che.

Alcuni amici tardano ad arrivare, ma la signora che ci ha fatti accomodare non mostra alcun fastidio per un ritardo che si rivelerà consistente, d’altronde, proprio sopra il nostro tavolo, campeggia la scritta “si prega di non avere fretta” e noi l’abbiamo presa alla lettera!
Il locale nell’insieme, pur essendo alla buona, ha un’aria calda, pulita ed accogliente, sebbene i tavoli siano abbastanza piccoli e ravvicinati e le tovaglie siano di carta, ma non ci aspettavamo un ambiente elegante e quindi va benissimo così.

Nell’attesa che arrivino i ritardatari consultiamo il menu, la scelta è abbastanza limitata e verte esclusivamente su piatti di tradizione pugliese: buffet di antipasti (per lo più sottolio), troccoli ed orecchiette dai vari condimenti come primi, scarsi i secondi di carne e scarsissimi quelli di pesce (ricordo orata al forno e seppie ripiene), alcuni contorni saltati in padella (cime di rape, broccoli e catalogna), alcune proposte di formaggi e dolci di produzione propria per concludere.

Finalmente ci siamo tutti ed hanno inizio le danze, in quattro ci dirigiamo verso il tavolo degli antipasti, i piatti sono davvero piccolissimi ed io riempio il mio all’inverosimile: pomodori secchi sottolio, carciofini, sgonfietti di pasta con ripieno di pecorino, fiori di zucchina impastellati (eccessiva la pastella), insomma, le classiche cose da osteria alla buona, la qualità è mediocre ed il prezzo di 10,50 € cadauno a me pare un tantino eccessivo.

Tre commensali prendono il primo, optando tutti per orecchiette al pomodoro con ricotta forte (squant), io assaggio, la pasta è industriale, il sugo a mio avviso un po’ sciapito, ma spicca talmente tanto il profumo della ricotta stagionata che probabilmente, mangiandone un piatto intero, risulta di corretta salatura. Lo trovo molto normale, di quelli che ti potresti fare in casa anche tu, pur non essendo pugliese, non mi esalta.

In quattro optano per la burrata, che viene servita abbinata ad una ricottina, il tutto adagiato su un letto di soncino e pomodorini. L’effetto è davvero bello, insieme vengono portati i condimenti, sale, pepe da macinare al momento, aceto balsamico ed una bottiglietta di olio dal colore verde intenso e dal gradevole gusto e profumo. Non ho assaggiato questo piatto, ma ho udito inni di giubilo per la ricottina, mentre per la burrata non ci sono stati particolari sdilinquimenti, in ogni caso tutti i piatti sono stati terminati.

Un’amica ed io ci facciamo attrarre dalle seppie ripiene cotte al forno, che dovrebbero essere farcite con pane, ricotta e pecorino. Arrivano i piatti, al centro due seppie di considerevoli dimensioni, praticamente schiacciate da un enorme pezzo di pane infilato all’interno, il formaggio si percepisce appena e a me sembra che il tutto sia più lessato che arrosto: non è cattivo, ma nemmeno paradisiaco.
Passo metà porzione al fidanzato e decido di proseguire con il contorno, ordinato a parte, cime di rapa per me e catalogna per l’amica; le mie cime di rapa sono decisamente troppo cotte, lessate fino all’inverosimile, e poi passate in padella con olio e peperoncino, almeno così deduco dal piccolo peperoncino che sbuca dal fondo del piatto, ma il condimento è scarso, per nulla piccante e poi sul fondo c’è moltissima acqua, che fa intendere come la passata in padella sia stata oltre modo rapida. Valutazione analoga per la catalogna.

La signora che ha preso in carico il nostro tavolo, la figlia di Angela, propone una porzione di tagliata ed una di salsicce alla griglia da dividere, i maschietti accettano. Le due razioni non arriveranno mai, ma saranno addebitate: peccato essermene accorta soltanto il giorno dopo mentre meditavo sulla recensione da fare.

Per finire i dolci, la figlia porta in tavola, a titolo esemplificativo, una razione per ogni varietà: sfogliatine alla crema, la mia scelta, croccanti e freschissime le sfogliatine e leggerissima, quasi insapore la crema, l’insieme si fa mangiare.
Torta al cioccolato, la faccia è bella, ma sembra un po’ una mattonata.
Cornetto con la marmellata, nessuno se ne fa attrarre, sembra secco e stopposo.
Torta alla crema cotta, anche qui nessun amore a prima vista.
Sorbetti al limone ed alla mela e calvados per chi vuole mantenere la linea, sono fatti in casa, assicura la signora.
Per concludere giro di amari della casa (offerti) e caffè.

Nessun accenno ai vini, poiché, per non gravare sul conto, mi sono adeguata alla scelta della collettività, vino della casa, l’ho bevuto e non sono stata male, unico pregio, ma il vino della casa non fa mai testo.

In definitiva è stata una serata piacevole, il posto informale è adatto ad uscite in compagnia e cene senza tante pretese, dove poter mettere d’accordo esigenze differenti. Se visto in quest’ottica può andare, certo che assegnare la votazione massima a questo posto è fuor di dubbio eccessivo, che abbiano scritto i parenti delle proprietarie?

Nota a parte merita l’addebito di due secondi di carne non consumati, per cui consiglio vivamente di controllare le voci del conto… una svista può capitare, colpa nostra che non ce ne siamo accorti.

In totale il "danno" è ammontato a: nove coperti 13,50 €; quattro bottiglie di vino della casa 28,00 €; sei bottiglie di acqua 9,00 €; quattro antipasti 42,00 €; quattro formaggi pugliesi 52,00 €; tre primi pugliesi 21,00 €; due secondi di pesce 26,00 €; due secondi di carne (non consumati) 21,00 €; quattro dolcetti pugliesi 18,00 €; tre sorbetti 15,00 €; sei caffè 9,00 €; per un totale di 254,50 euro. A persona 28,28 euro.

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