Sabato ore 20:30, cena in quattro.
Giungiamo ...

Recensione di del 14/04/2007

New Sempione 42

62 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 62 €

Recensione

Sabato ore 20:30, cena in quattro.
Giungiamo al locale con circa quindici minuti di ritardo, fortunatamente l’altra coppia è arrivata in orario e ci attende all’interno. Si accede al ristorante suonando un campanello e attendendo l’apertura della porta da parte della signora che si occupa della sala.
Lo stile è rustico-chic, legni scuri a creare atmosfera, eleganza non sfarzosa che si ripete sulla tavola: mise en place sobria e raffinata con materiali di prim’ordine. Pregevolissimi i piatti di diverse fogge che ospiteranno le portate. Un ampio passavivande, chiuso da ante scorrevoli in vetro, permette la visuale sulla cucina.

Dopo un aperitivo a base di bollicine e alcuni crostini come stuzzichino scegliamo dai menu e decidiamo il vino.

Dalla cucina arriva l’appetizer: Misticanza, olio ai lamponi e nocciole, goloso.

Il vino, un pinot nero di Oxenreiter, è purtroppo portato al tavolo già stappato, porto in assaggio e successivamente servito agli altri commensali. I bicchieri sono cambiati a seconda del vino scelto. Comodo il salvagoccia flessibile infilato nella bottiglia. Replicheremo la scelta a metà pasto, in questa occasione, oltre ad essere già stappato, il vino non viene riproposto all'assaggio.
Giungono al tavolo i cestini del pane, tre diverse qualità più crackers e grissini, tutto fatto in casa.

Il mio antipasto è una passatina di zucca “alla mantovana” con testina di vitello, lingua salmistrata e gelato alle cipolle di Tropea, uvetta e aceto di lamponi.
Le ottime carni, sode, tenere e saporite, sono egregiamente accostate al dolciastro sapore della passatina di zucca. Curioso il gelato di cipolle, uvetta e aceto di lamponi, sapori che, a turno, sono distintamente percettibili.

Un mio commensale ha scelto le capesante su crema di gulasch e croccante di pane nero di cui ho assaggiato solo la crema di gulasch che mi ha colpito per la sincera sapidità.

Come primo ho scelto le pennette Latini “Senatore Cappelli” con ragù d’anatra all’arancia, olio ai semi di zucca e ricotta carnica.
Il piatto, coperto da riccioli di ricotta, è fin troppo caratterizzato dal sapore del formaggio nelle prime forchettate, il ragù è buono, senza però che si avverta la particolarità dell’arancia. Questi lievi difetti sono ancora più avvertibili dopo aver assaggiato il risotto agli asparagi e tartufo nero mantecato alla toma di Maccagno, un assoluto capolavoro dalla perfetta mantecatura e cottura, i tre sapori svegli e cooperanti nel rendere ogni forchettata un idillio.

Arriva il mio secondo, coppa di maialino da latte cotta sottovuoto con purea di peperoni alla vaniglia e ristretto alla birra rossa.
Piatto riuscitissimo, tenerissimo il maialino e ottima la salsa alla birra.

Assaggio anche una strepitosa nocetta di cervo alla senape in grani con salsa ai mirtilli e cassis, radicchio tradivo e polenta alle castagne.

A questo punto siamo sazi e ordiniamo solamente i caffè, dopo aver comunque dato un’occhiata all’invitante carta dei dolci e dei distillati per soddisfare la nostra curiosità. Insieme ai caffè quattro buone praline.

Ricapitolando: quattro aperitivi a 14 euro, tre antipasti a 36 euro, quattro primi a 52 euro, quattro secondi a 66 euro, due bottiglie di vino a 60 euro, tre bottiglie d’acqua a 9 euro , quattro caffè a 10 euro, per un totale di 247 euro.

Ottima la mano in cucina, al pari dell’architettura dei piatti, sapori ben sposati e calibrati in tutti i piatti, unica piccola eccezione il mio primo, leggermente sotto la media. Il servizio è svolto celermente con gentilezza da una signora e un signore. Un locale piacevolissimo che ci vedrà sicuramente tornare.

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