Il ristorante si trova in zona Corso Lodi, quindi ...

Recensione di del 29/02/2008

Merluzzo Felice

44 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 44 €

Recensione

Il ristorante si trova in zona Corso Lodi, quindi il parcheggio non è facilissimo da trovare, ma dopo una paio di giri dell’isolato ho scovato un garage a pagamento che si è rivelato molto vicino (è in Viale Friuli) ed economico (3 euro per due ore).

Dopo aver letto alcune recensioni discordi ho deciso di provare personalmente questo locale.
L’ingresso è difficilmente identificabile, fortunatamente c’è il numero civico del palazzo che aiuta ad individuarlo: si tratta di un’unica vetrina, che dall’esterno è abbastanza scura, quindi si confonde con il resto della facciata.

Siamo in due e abbiamo prenotato due settimane fa: i coperti sono circa venticinque e quindi è necessario contattare il ristorante con largo anticipo per essere sicuri di trovare posto. I tavoli sono un po’ troppo vicini tra loro, ma lo spazio a disposizione è limitato e sicuramente ognuno è preso dalla discussione con i propri commensali e non a quella dei vicini...
Il tovagliato è giallo, come le pareti, il soffitto è molto alto e vi sono delle travi a vista, un ambiente semplice e intimo.
Lasciamo i giubbotti al guardaroba all’ingresso e ci accomodiamo.

Al tavolo è già presente un cestino di pane con la giuggiulena (sesamo), lo assaggiamo ma è immangiabile in quanto è sicuramente ben stagionato, non sembra neanche fatto in giornata. Immediatamente ci vengono portate delle bruschette: fortunatamente non abbondano in aglio, in compenso si sente molto bene il profumo ed il sapore del basilico fresco.

Da bere ordiniamo un Antihla Donnafugata del 2006: un buon compromesso tra qualità e prezzo, infatti la bottiglia costa 13 euro.
Nel frattempo consultiamo il menu rigorosamente scritto in siciliano e la cameriera si offre di effettuare la “traduzione”, che viene gentilmente declinata considerate le mie ascendenze isolane.

Iniziamo con i primi: pasta con le sarde. Il servizio è abbastanza celere, il piatto si presenta bene con un condimento molto ricco: lo chef non ha lesinato con pinoli e uvetta. La pasta (spaghettini e non spaghetti o bucatini come richiederebbe la ricetta) sono un po’ pochi, forse per non far saziare i clienti e procedere con i secondi. Il finocchietto si sente appena e nel complesso si può dare un voto discreto alla pietanza.

Poi ordiniamo: totani con la muddica. Si Tratta di un unico totano ripieno con un impasto a base di mollica di pane, il quale viene accompagnato da un sugo di vongole. Il sapore è delicato ed è anche da apprezzare il particolare abbinamento dei due tipi di molluschi, peccato che la porzione sia misera.
Io prendo del pesce con sughetto di arance e limoni e mandorle a scaglie: il gusto è sublime! Di solito non mi va di fare la scarpetta, ma questo condimento è impedibile. Per la quantità vale quanto già detto sopra.

Per terminare viene servito un misto di dolci e qui non si bada a quantità. In un cesto ci sono dolci di pasta di mandorla e due maxi-cannoli vuoti. A parte viene portata una ciotola con ricotta e gocce di cioccolato in modo che ogni commensale possa riempire la propria cialda. La ricotta e freschissima e ha un sapore deciso. E come se non bastasse in un altro piattino arrivano due fette di cassata accompagnate da un’intera bottiglia di Zibibbo di fattura artigianale.

Per gustare appieno i sapori, soprattutto dei secondi, avrei preferito dei piatti un po’ più pieni.
Considerato che i primi costano 9 euro, i secondi 13 euro, dolci, vino e una bottiglia d’acqua per un totale di 88 euro in due è una cifra medio-alta, anche se si tratta di una cena a base di pesce.

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