"Manna(ggia), mica male!". Per ricominciare il nos...

Recensione di del 10/08/2010

Manna

42 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 42 €

Recensione

"Manna(ggia), mica male!". Per ricominciare il nostro viaggio gastronomico, Chiara ed io scegliamo Matteo Fronduti e la sua cucina, il locale è il Manna.
L'estate milanese ed il suo fuggi fuggi ci permettono un facile parcheggio nelle vicinanze del ristorante. Suoniamo il campanello, attendiamo che ci venga aperta la porta dall'addetto di sala, ossia lo chef tuttofare.
Veniamo fatti accomodare al tavolo che più ci aggrada nella prima sala, dove troveremo un'altra coppia intenta a studiare la carta. Il locale presenta qualche sprazzo di arte moderna: dagli originali quadri ai cassetti che spuntano dalle pareti, alle luci emesse dai lampadari sferiforme che hanno un intensità particolare.
Pronti via, come aperitivo ci viene servito un calice di Prosecco Conegliano Valdobbiadene "S. Giuseppe" accompagnato da cialdine con sale grosso e dell'acqua naturale Norda.
Il menu che ci viene porto è composto da quattro proposte per antipasti, primi e secondi, lo conosciamo a memoria (lo abbiamo letto e riletto sul sito), quindi la scelta sarà abbastanza semplice, ossia: senza via di...scampi, panzanella, carote e zenzero, tutto fumo, ravioli tostati di melanzane affumicate, stracciatella e timo, riassunto di scoglio, zuppa di pesce di scoglio, polipo arrosto e seppie e diavolo che gallo! galletto alla diavola e lattughe cotte.
La carta dei vini rappresenta alla perfezione il locale giovane dove desineremo, ossia proposte calibrate, non eccessivamente dispendiose che accompagnino le pietanze lasciando a queste ultime la parte da protagonista. Come spesso accade noi opteremo per il servizio al calice: per Chiara un Antiche Vie Catarratto Incrocio Manzoni Azienda Agricola Puleo '09, per me un Barolo Fontanafredda '05 che ci verranno ben presentati da Matteo.
Si inizia.

Senza via di...scampi, panzanella, carote e zenzero . La crema di carote profumata allo zenzero copre (fisicamente, non al gusto) il pane ammollato, condito con olio e cubetti di carote, il tutto arricchito da degli scampetti crudi. Piatto estremamente piacevole, fresco e profumato.
Tutto fumo, ravioli tostati di melanzane affumicate, stracciatella e timo. Piatto già testato nella passata occasione. La tostatura dei ravioli e l'affumicatura del ripieno di melanzane hanno un piglio deciso, smorzato dalla pannosità della stracciatella e dai filetti di pomodoro appassiti.
Durante l'attesa sentiamo voci che giungono dalla seconda sala, in precedenza non avevamo notato la presenza di una tavolata che non ha compromesso in alcun modo la tempistica del servizio.
A quanto punto si passa ai secondi, con i quali viene servito del pane a pasta bianca estremamente e volutamente semplice.
Riassunto di scoglio, zuppa di pesce di scoglio, polipo arrosto e seppie. Nel piatto le seppie e il polpo, croccante fuori e morbido all'interno, arricchite da una crema di zuppa di pesce servita al tavolo. Piatto a tutto gusto, notevole soprattutto il polpo. La crema ha un tono di sapidità sopra la norma.
Diavolo che gallo! galletto alla diavola e lattughe cotte. Per me il piatto della serata. Alla vista regna la semplicità, fuso e sovracoscia del galletto adagiati sulle lattughe cotte, adornate tutt'intorno dalla laccatura usata anche sulle carni. In bocca l'esplosione di sapori, perfetta la nota piccante e speziata, perfetto connubio con le verdure, irresistibile la pelle croccante. Effetto sorpresa perfettamente riuscito.
Personalmente il buchetto per il dolce c'è, quindi mi faccio tentare dalle proposte fresche della carta, tutto o quasi all'insegna della frutta. Io opterò per Tu vuò fa l'ammmericano, cheese cake, vino "brulè" ghiacciato e croccante di zucchero, a Chiara il famoso "secondo cucchiaio" per l'assaggio.
Al primo boccone tornano alla memoria quei sapori accattivanti di un anno fa, ben montata e godereccia la parte composta da robiola zuccherata, acidità data dal sorbetto di vin brûlée e croccante biscottoso di quelli che vedrei bene in qualsiasi coppa di gelato.
Due caffè macchiati e qualche chiacchiera con Matteo chiuderanno la nostra cena. Qualche domanda sulla realizzazione dei piatti, e sul riscontro che questi hanno avuto sulla clientela, ci fanno entrare nella realtà del suo ristorante.
Attendiamo a questo punto che tutti gli avventori della serata abbiamo varcato la soglia prima di chiedere il conto, che recita: Senza via di...10 euro, tutto fumo 12 euro, riassunto di scoglio 19 euro, diavolo che gallo 18 euro, dolce 9 euro, due calici di vino 10 euro, acqua 2 euro, due caffè 4 euro. Totale: 84 euro.

Conclusioni.
Cucina: lo stile di Matteo è inconfondibile e offre, anche dietro titoli che sembrerebbero semplici, piatti mai scontati, tutti da scoprire. Se con un galletto mi ha allietato la serata chissà con la cassoeula proposta in inverno, da provare.
Servizio: i tempi sono stati meno incalzanti della passata occasione (infatti ho molto apprezzato), il servizio tenuto in prima persona dallo chef è puntuale e disponibile a spiegazioni immediate.
Ambiente: luminoso e giovane, le due sale concedono ampio spazio per coppie e compagnie numerose.
Nella serata delle stelle cadenti, ci sono piccole stelle con un cielo tutto loro che brillano nei sobborghi di Milano, a presto Manna.

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