E’da tanto che oramai manco sulla scena milanese m...

Recensione di del 21/03/2009

Manna

61 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 61 €

Recensione

E’da tanto che oramai manco sulla scena milanese ma in questo primo weekend di primavera trovandomi in città ed avendo sentito parlare dell’apertura di questo ristorante in questa zona di Milano a me totalmente sconosciuta decido di provarlo. Prenotiamo senza problemi un tavolo nel pomeriggio di sabato per le 21:30 del giorno stesso, prima nota positiva dato che temevo di sentirmi rispondere un “siamo al completo” considerando che ho chiamato per prenotare dopo le 18.
Il parcheggio non ci crea particolari grattacapi soprattutto considerando quanto può essere difficile in altre zone di Milano e fiduciosi ci dirigiamo verso il ristorante che si trova in una piazza completamente pedonale ed abbastanza piacevole che mi lascia abbastanza sorpreso considerando la zona (viale Monza e dintorni) e tutti i vari palazzoni poco affascinanti che ci stanno intorno.

Veniamo accolti dal cuoco (Matteo) e veniamo fatti accomodare in un tavolo apparecchiato con molta sobrietà, l’ambiente è molto caldo e piacevole, i tavoli hanno la giusta distanza tra loro, insomma la prima impressione è ottima e viene subito rafforzata dall’aperitivo immediatemente offerto dalla casa che consiste in un bicchiere di Prosecco e delle deliziose schiacciatine.

Matteo in persona si presenta al tavolo per la scelta del menu. Il menu presenta quattro/cinque scelte per portata tutte molto invitanti, alcune che includono la scelta di avere il piatto a mezza porzione.
Decisi di provare più proposte possibili ci facciamo guidare nella scelta di due antipasti, due primi a mezza porzione e tre secondi, una a mezza porzione e due porzione completa. Di solito con la mia compagna non andiamo mai oltre ad un antipasto più primo o secondo ma in questo caso è stato molto facile farsi convincere. Faccio notare inoltre che dato che la mia ragazza parla pochissimo italiano e solo inglese Matteo inizierà a parlare e spiegarci tutto in inglese cosa che onestamente mi è successa poche altre volte in Italia e che comunque ci (soprattutto a lei) ha messo ancora più a nostro agio.
Inoltre anche per il resto della serata Matteo verrà più volte al nostro tavolo a scambiare semplicemente quattro chiacchere ed a sincerarsi della nostra soddisfazione su quanto proposto.

Una volta scelto il menu viene inviato al nostro tavolo il sommelier che mi aiuterà a scegliere da una lista di vini di dimensioni ridotte ma con eccellenti ed interessanti proposte un vino siciliano di un produttore da me già conosciuto che non avevo mai provato, L’Ardenza 2005 di Cottanera. Premesso che sia io che la mia lei siamo amanti dei vini provenienti dalle pendici dell’Etna, soprattutto quelli prodotti da Nerello mascalese, sono curioso in questo caso di provare un vino prodotto in zona ma con un vitigno francese, Mondeuse al 100%. Sarà veramente un'ottima scelta, un vino di un’eleganza estrema che si accompagnerà alla perfezione alla nostra cena. Da notare che anche il sommelier è stato estremamente disponibile e si è dilungato al nostro tavolo anche per spiegarci da dove il nome Manna è stato pescato (ed inoltre mi è stato spiegato anche che cosa sia la manna, parola che nella mia ignoranza totale finora avrò usato migliaia di volte ma di cui ignoravo l’origine: c’é sempre qualcosa da imparare!)

Ed ecco che dopo una breve attesa iniziano ad arrivare gli antipasti. Per me “L’anno che verrà“: cilindro di cotechino piemontese con lenticchie, bontà indescrivibile. Anche la mia ragazza provandola azzarderà dirmi che è persino piu’ buono di quello che fa mia mamma; forse il mio piatto preferito dell’intera serata.
Per la mia ragazza invece “Cappe e Spade”: capesante alla plancia con datteri al naturale su insalata di puntarelle, piatto semplice ma veramente appagante; la capasanta si sposa alla perfezione con le puntarelle.

I primi arrivano dopo una breve pausa ed ovviamente ora le aspettative sono altissime dato che gli antipasti ci hanno lasciato veramente entusiasti. Per la mia lei “Getta le tue reti”: zuppa di porri con pescatrice scottata, mignonette di pepe nero e sfoglia di pane.
Per me “Uagliò“: orecchiette con broccoli verdi, purea di acciughe e peperoncino fresco. In questo caso la chiara vincitrice risulterà essere la mia fidanzata, la zuppa è il mio secondo piatto preferito della serata (ma la lotta con il cotechino è serrata), un mix di sapori assolutamente vincente. Le orecchiette sono anche estremamente piacevoli ma non spiccano per originalità, insomma ottime ma non assolutamente stupefacenti come finora è stato tutto il resto.

Terminiamo i primi ed ecco che abbastanza a breve (se devo cercare un pelo nell’uovo ecco, magari avrei lasciato un pochino più tempo di respiro tra il primo ed il secondo) arriva il primo dei tre primi che abbiamo scelto nell’ordine concordato in precedenza con Matteo: “Cavolo che Arrosto”: arrosto rosa di coniglio in salagione, cavolo rosso e salsa di senape antica. Mi tocca ripetermi, divino! Ed in questo caso è stato proprio Matteo ad insistere (non che abbia dovuto faticare troppo neh?) per farcelo assaggiare, questo era il secondo che non avremmo scelto, ma che alla fine è quello che più ci ha soddisfatto, anche in questo caso un piatto riuscito in modo egregio!
Gli altri due secondi sono “Tocca ferro”: tranci di controfiletto di manzo morbido, scalogno glassato e salsa di birra trappista. “Contro il logorìo della vita moderna”: carciofi e cipollotti brasati con guanciale stagionato. I carciofi sono a mio avviso il piatto meno riuscito, il sapore non aveva quella marcia in più che tutti gli altri piatti hanno dimostrato, fantastico invece per abbinamenti di sapori e per qualità della carne il controfiletto.

A questo punto come poter rinunciare ad un dolce. La cosa incredibile è che non siamo ancora satolli ma anzi c’è tutto lo spazio di provarne due di dolci e non il solito dolce unico da dividere in due (forse è anche per il fatto che non vivendo più in Italia ogni volta che ci siamo vogliamo godere appieno dei piaceri della tavola, soprattutto se l’occasione ci porta a mangiare in un posto così).
Quindi in questo caso andiamo per me “Oh my darling“: fondente amaro (cacao venezuelano 72%) e sorbetto di clementine per la mia lei “Era da Tiffany” muffin al rum e caffelatte. Fantastica l’idea del classico dolce di fondente al cioccolato abbinato al sorbetto di clementine, veramente ottimo. La mia lei apprezza di più il suo dessert, siamo entrambi comunque enormemente soddisfatti.

Chiudiamo la serata con due caffè e un amaro Montenegro per me.
Conto totale di euro 122 assolutamente adeguato per la qualità e la quantità di quanto provato. Era l’ultimo giorno del menu invernale e già stiamo pianificando un ritorno a Milano entro la primavera per provare il nuovo menu. Serata veramente perfetta in tutto e per tutto, credo che ad oggi Manna sia il nostro nuovo top restaurant a Milano.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.