Ogni tanto, ilmangione mi fa scoprire posticini in...

Recensione di del 06/12/2008

Mandi ! Osteria Friulana

31 € Prezzo
7 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 31 €

Recensione

Ogni tanto, ilmangione mi fa scoprire posticini interessanti a breve distanza da casa mia, che, in tanti anni, non sono mai arrivato a scoprire. Questo non è certo il migliore di tutti, ma è comunque un posto gradevole, adatto ad una cena semplice ma stuzzicante.
Me lo sono annotato, e tornerò senz'altro a completare la visita gastronomica.

Situato in una via anonima vicino al terrapieno della Stazione Centrale di Milano, è difficile da trovare anche in fase normale. Al momento in cui scrivo, poi, il piccolo ingresso è mascherato da una impalcatura che sembra costruita apposta per nasconderlo. Si entra direttamente di lato al banco della reception, in un'unica sala di non grandi dimensioni, dove i tavoli in legno scuro ben lucidati e gamba centrale di ferro nero, sistemati in file parallele come i banchi di un'aula scolastica, consentono di sistemare poco più di trenta sedie impagliate, tipo vecchia sedia di chiesa. Pareti gialline, e travi a vista sul soffitto.
Sui tavoli, una tovaglietta all'americana realizzata con un centrino all'uncinetto, su cui poggia un sottopiatto di legno tinto douglass, provenienza IKEA. L'aspetto generale è gradevole: una punta di frivolezza che verrà accentuata dal grembiulino in stoffa colorata e pizzo posto sulla brocchetta del quartino che mi verrà portato. Il vino, un Cabernet, è senz'altro decente.

IL menù è fisso, sempre lo stesso. Variano alcune aggiunte, che vengono segnalate a parte sul bancone. Non ampio, ma con proposte interessanti.
Saltiamo l'antipasto, e passiamo ai primi.
Io, ravioli carnici. Quattro enormi ravioli di pasta fresca, ripieni di cioccolato, uvette e spezie, conditi con burro, spolverati di cannella e coperti di ricotta affumicata. Il termine adatto per definirli è “notevoli”: se vi piacciono i gusti dolci, non potete farveli mancare. Il solo appunto che posso far loro (appunto che varrà anche per l'altro primo) è la forse eccessiva quantità di condimento: navigano nel burro (8 pieno).
La consorte opta per gnocchi alle castagne. Un bel piatto di gnocchetti marroncini, dove compaiono all'interno dell'impasto dei pezzetti di castagna. Non si tratta, credo, di gnocchi di farina di castagne, ma gnocchi realizzati con le stesse castagne passate. Almeno secondo me, fatta salva la possibilità di errore. Stesso condimento (e stessa osservazione) dell'altro primo.

Per secondo, io scelgo il musetto, un cotechino con verze passate nel vino, cren e polenta. Questo è meno brillante del primo e, pur essendo buono, non mi fa gridare al miracolo (7-).
La consorte, invece, opta per una trippa densissima, irrorata di formaggio. Io la assaggio soltanto, ma a me sembra piuttosto gustosa, appena un poco piccante, forse un po' dolce. Per i miei gusti risente della mancanza del fagiolo e del chiodo di garofano, di cui sono un appassionato, ma è comunque un buon piatto (7 anche per lui).

Avevo sentito decantare i dolci, e quindi non me li faccio sfuggire. Pare ci siano solo i biscottini di farina gialla con zabaione freddo, e la gubana. Uno e una. Ovviamente.
La gubana è... favolosa. Non posso definirla altrimenti. Densa, soffice, profumatissima, abbondantemente irrorata di grappa, scende che è un piacere. Non fate in tempo a dire “Che buona!” e già l'avete finita (8 abbondante).
La vera sorpresa sono però i biscottini. Lo zabaione è un po' liquido per i miei gusti e non mi ruba il cuore, ma i biscottini sono burrosi, non secchi, dolci, saporiti... veramente, veramente buoni. Certo, un biscotto ha dei limiti, ma qui siamo verso le vette (6 allo zabaione, 8 al biscotto).

Da bere, mezza minerale, un quarto di vino e una birra.
Finiamo con, ahimè, due caffè... Non l'avessimo mai fatto!
Non si può servire il caffè nella tazze da bar gelate. Nel breve tragitto dal banco al tavolo, il caffè gela anche lui, senza neppure riuscire a scaldare la tazza. Piccolo neo, certo, ma andrebbe evitato.

Il tutto assomma ad una cifra di 61,50 euro, che, per Milano, non è certo alta.
Bisogna dire che si mangia assolutamente addossati e che il servizio, pur sempre cortese, ha a volte qualche pausa di troppo, ma resta comunque una cifra ben più che ragionevole.
Sembra inoltre che, potendo restare, la cena comprenda anche un'abbondante schitarrata del padrone. Noi, questa volta, non potevamo fermarci, ma la prossima assaggeremo anche quello.

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