Per la prima volta ho pranzato in questo ristorant...

Recensione di del 12/03/2010

L'Uccellina

42 € Prezzo
6 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 42 €

Recensione

Per la prima volta ho pranzato in questo ristorante con i miei quindici colleghi. L'osservazione dei vari dettagli, essendosi trattato di una grande tavolata, è inevitabilmente stata un po' meno attenta del solito, ma non per questo rinuncerò a fornire il mio apporto agli amici Mangioni.
L'ingresso, fornito di doppia porta, introduce in un ambiente che avvolge quasi eccessivamente gli avventori: il soffitto con grandi e scure travi di legno, il brusio vivace dei commensali, i profumi di cibo e, attraversata la prima sala, gli affreschi rurali che dal muro proseguono fin sul soffitto, creano un'atmosfera quasi eccessivamente calda e sicuramente un po' kitsch, ma nel complesso non sgradevole e certamente ricca di colori. Confermo pienamente quanto descritto dagli altri Mangioni.
Noto immediatamente che per far stare i quindici coperti in una grande tavolata sono stati compressi gli spazi di ciascuna persona, così che qualcuno avrà le gambe del tavolo tra le sue; risulta inoltre abbastanza difficoltoso infilarsi tra una sedia e l'altra per sedersi, nonchè togliersi i cappotti senza infastidire i clienti degli altri tavoli.
Le tovaglie e i tovaglioli sono di stoffa di color giallo acceso, così come le pareti del resto del locale; sono presenti un coltello, una forchetta e due bicchieri (acqua e calice vino).
Ci viene subito chiesta una conferma per servire dell'acqua (minerale in bottiglie da mezzo litro) e intanto consultiamo il menu.

La lista risulta piuttosto ricca e comprende specialità toscane di carne ma anche molti piatti di pesce.
Gli antipasti sono una ventina e suddivisi tra terra e mare. Oltre ai piatti del giorno troviamo l'immancabile fiorentina, e per quanto riguarda le carni, punto di forza di questo locale, il menu le suddivide tra carpacci, tagliate e griglia.
Una consistente sezione del menu è anche dedicata a piatti di pesce e c'è anche la pizza.

Dalla cameriera ci viene insistentemente consigliato il coccio di linguine allo scoglio come specialità da non perdere, così molti di noi aderiscono alla scelta. Altri ordineranno sia un primo che un secondo, altri ancora solo un secondo seguito dal dolce. Immagino che per la cucina non sarà semplice coordinare tante ordinazioni diverse e già mi preoccupo per i pasticci che ne conseguiranno, e invece mi dovrò ricredere col procedere del pranzo: praticamente tutti i piatti arriveranno contemporaneamente e ci consentiranno di iniziare a mangiare tutti insieme.

La carta dei vini e le relative nostre scelte (qualche bottiglia di bianco del Friuli e una di Nero d'Avola) vengono completamente gestite dal nostro titolare, e quindi non ho modo di scoprire quali etichette il ristorante proponga, nè di sapere esattamente cosa sto bevendo; posso solamente dire che erano entrambi molto corposi e strutturati, soprattutto il rosso (il Capo ne sa).

Io ordino un filetto con contorno di patatine a fiammifero (di cui tanto ho letto nelle altre recensioni) e, nonostante i ritmi un po' frettolosi dovuti al locale pieno, alla nostra tavolata e all'orario (essendo evidentemente un pranzo di lavoro, va da sè che non ci si possa trattenere più di tanto), mi viene correttamente chiesta la cottura desiderata e, insieme alla carne, mi viene cambiato il coltello: bravi.
Il mio filetto non è molto grande nè particolarmente alto (meno di tre centimentri, direi), ma è di una morbidezza incredibile ed è cotto esattamente come l'avevo richiesto: davvero una notevole sorpresa nonostante si tratti di un piatto, se vogliamo, banale.
Le "famose" patatine sono buone, golosissime, croccanti e sfiziose: peccato però che il sapore dell'olio di frittura mi perseguiterà fino a notte inoltrata (e vi ricordo che sto parlando di un pranzo).

Nel frattempo sono arrivate anche le linguine nel coccio, che si presentano in modo piuttosto spettacolare: una grande pentola, appunto, di coccio ricoperta da pasta della pizza (ovviamente cotta), viene posata davanti al cliente e immediatamente un cameriere armato di coltello la taglia tutt'intorno scoperchiandone il contenuto di linguine riccamente condite da crostacei, gamberoni e frutti di mare. I commenti saranno poi di un piatto molto ricco e abbondante ma dai sapori non particolarmente esaltanti: nella media.

Altri colleghi hanno ordinato la fiorentina: è un'enormità, alta una decina di centimetri se non di più e ricoperta da una sbrodolata di patatine fritte (quelle patatine fritte): mi riferiscono che è molto buona ma che in Toscana se ne trovano di migliori; comunque, per essere a Milano, eccellente.

Qualcuno infine prende il dolce: vedo crostate di frutta fresca e profiterol, ma nulla che attiri la mia attenzione.
Sempre abbastanza sorprendentemente arriviamo tutti insieme al momento del caffè: io bevo sempre il decaffeinato ed è piuttosto difficile trovarlo buono, ma questa volta è promosso a pieni voti.
Quando riesco a isolarmi osservo i camerieri e noto una notevole dimestichezza con le grandi tavolate nonchè con i tempi brevi richiesti dai ritmi milanesi, senza per questo cadere nella scortesia o nella trascuratezza: un'attenzione per tutti, una frase spiritosa al cliente allegrotto, il saggio silenzio con quello maleducato. Bravi, pratici, professionali ed efficienti anche se non particolarmente raffinati.
Il conto, che riesco a sbirciare nonostante venga correttamente consegnato al capo (che è, come dice la parola stessa, a capotavola) è di 636,00 euro, dunque di 42,00 euro a persona.
Considerata la collocazione del locale (elemento non trascurabile, essendo una zona milanese molto chic e snob, insomma ricca), la qualità delle materie prime (in generale abbastanza buona ma non senza pecche) e la cura anche un po' fantasiosa della loro preparazione, così come l'arredamento del locale e la qualità del servizio, concludo che si tratta di un importo che bisogna ritenere giusto.
Certamente sarebbe da provare in una situazione più normale, in due/quattro persone e magari di sera, per poterlo valutare più correttamente.

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