Latteria, Trattoria, per una volta anche l'anima e non solo il nome

Recensione di del 16/09/2015

Latteria Maffucci

20 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 20 €

Recensione

Viste le recensioni positive, dovendo mangiare in zona, punto alla Latteria Maffucci convinto comunque di trovare il solito locale milanese con buona cucina ma dove il nome Trattoria o addirittura Latteria è solo un vezzeggiato che autorizza a compromessi in cambio dell’uso di una tovaglia a quadrettoni rossi.

Detto questo posteggio non facilissimo ma al secondo giro riesco a piazzare il Cromone in una vietta laterale e ci dirigiamo a piedi, il locale sono due vetrine con un paio di tavolini esterni occupati da due locali che stanno chiaccherando. Entriamo e l’ambientazione da Latteria è perfetta, muri color pastello con stampe d’epoca, pavimento con palladiana, bancone dei liquori di fronte e madia in legno massiccio sul lato, sedie di legno con lo schienale arrotondato ed i mitici tavoli quadrati con la mitica tovaglia a quadrettoni rossi. Per finire menù scritto a gesso colorato su una lavagnetta d’angolo con giusto tre primi e tre secondi. Pochi coperti, tavoli ben spaziati, ambiente rilassante.

Accoglienza cordiale del propretario, molto alla mano per metterti a tuo agio, che porta subito cestino del pane, acqua gasata e dei tovaglioloni verdi personalizzati che però nell’atmosfera della sala si indossano senza nessun imbarazzo.

Come ci siamo detti menù alla lavagna e quindi ci si affida più ai consigli del proprietario che altro, lo stesso per il vino, la carta non c’è e ci si affida a lui dopo essersi raccomandati di volere qualcosa di alto nella qualità ma non nella gradazione alcoolica. Partiamo dal vino, una bottiglia di Aglianico 2009 di Terredona, ottimo vino, intenso al naso e morbido in bocca, con sentori di frutti rossi e una chiusura con cioccolato ed un po’ di caffè.

Il primo è molto è assolutamente “normale”, pasta con noci e gorgonzola, ma passiamo quindi all’esecuzione: la pasta è una via di mezzo fra la Sagna ed il Fusillo, forse ha un nome suo ma non me lo ricordo, che è cotta perfettamente al dente, è avvolta da una cremina densa al punto giusto, con un gusto equilibrato dove il gorgonzola emerge senza stonare, coperta da una granella di noci che ben si abbina.

Per il secondo abbiamo puntato la stracciatella, che ci viene proposta con del salame e del pecorino sardo. Anche qui ottima “esecuzione”, salame di buona qualità, formaggio di medio invecchiamento con un piacevole retrogusto dolce/piccante, stracciatella di prima categoria che si scioglie in bocca.

C’è ancora un po’ di spazio nella pancia malgrado le porzioni fossero abbondanti, prendiamo la torta, frolla molto morbida e piacevole, buona farcitura, a livello del resto del pranzo.

Sorpresa finale il conto, 20 euro a testa, niente per Milano, esperienza quindi positiva nel suo complesso. E soprattutto con la conferma che una vera trattoria, a Milano, la si può ancora trovare.

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