Cercavo un buon posto per poter portare mia moglie...

Recensione di del 02/10/2012

Latteria Maffucci

50 € Prezzo
9 Cucina
7 Ambiente
10 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Cercavo un buon posto per poter portare mia moglie a festeggiare il suo compleanno, così stupito dai commenti estremamente positivi su ilmangione.it di questa Latteria Maffucci decido di provare.
Chiamo di mattina, mi risponde il proprietario, Silvio, che gentilissimo verifica e mi conferma la disponibilità per la sera stessa. Botta di..., penso, e via che prenoto.
Arriviamo il più possibile puntuali, conoscendo la richiesta di fiscalità per le 20:30, troviamo facilmente la strada abitando non troppo lontano ma non altrettanto facilmente troviamo il locale. Anzi, passiamo davanti e guardiamo stupiti queste due vetrate con un tavolo lungo e qualche tavolino poco più in là. Andiamo oltre e verifichiamo la numerazione: non può essere che quello. Torniamo indietro, entriamo, chiediamo e ci conferma di essere nel posto giusto.

Ci fa accomodare in due ad un tavolo da quattro e subito chiede cosa vogliamo bere. Ordiniamo un vino bianco fermo e dell'acqua. Storce un po' il naso, chiede se preferiamo frizzante San Pellegrino o naturale Panna. Non soffrendo la Panna accettiamo la San Pellegrino. Arriva con una bottiglia di ottimo Vermentino di Sardegna Costamolino di Argiolas, di cui faremo il bis al termine degli antipasti.

Al nostro fianco un tavolo con otto persone, evidentemente lì per una cena post lavoro. Più tardi arriveranno altri due ragazzi, totale dodici persone. Chiedo informazioni al riguardo e il proprietario mi spiega che la capienza massima è 22 persone, ma che non è mai successo di prenderne così tante (al massimo 18), perché preferisce fornire un buon servizio piuttosto che riempire il locale.

I tavoli sono di legno scuro, la luce è molto soffusa ed ogni coppia ha davanti a sé una candela accesa. Alle pareti si intravedono molte foto di un tempo passato, forse antenati di lui con abiti tradizionali sardi. Sono inoltre presenti diverse radio antiche su mensole sparse qua e là. L’arredamento è molto semplice, il proprietario passa il suo tempo tra il bancone, quattro chiacchiere ai tavoli e la cucina, dietro al bancone, dove c’è la moglie che spiattella. Tovaglie e stoviglie sono spartane, le posate non si cambiano prima dell’arrivo del primo, non fornisce (se non su richiesta, credo) il cestello del ghiaccio.

Parte il servizio, subito un paniere con pane carasau e via con la carrellata di antipasti classici. Insalata di polpo e ribes rossi (che lui chiama melograno, ma siamo quasi certi fosse ribes), insalata di velo di seppie con songino e fragole, frittelle di pane al sapore di mare, scampi crudi, moscardini al pomodoro, stracciatella di burrata, alici fritte, cozze.
Come primo arrivano le trofiette con asparagi di mare, vongole e pomodorini. Poi un branzino al forno da dividere in due e, per concludere, code di aragosta con crema al mascarpone accompagnate da una brocchetta di mirto ghiacciato da versare in bicchierini di cioccolato e caffè.

Durante il pasto, come anticipato, si intrattiene con i clienti, parla un po’ del suo arrivo a Milano mezzo secolo fa, dei figli, e avendogli anticipato che era il compleanno di mia moglie si ricorda anche di farle gli auguri.
Alla fine, stremati, completamente sazi, chiedo il conto e ritorniamo soddisfatti alla nostra casetta. Non penso sia un luogo da frequentare spesso, poiché i piatti sono sempre simili, ma come tutti voi concordo sia un posto in Milano assolutamente da provare.

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