Questa o quella per me pari sono

Recensione di del 27/11/2013

La Villetta

35 € Prezzo
5 Cucina
5 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 35 €

Recensione

Un caro amico e collega di lavoro ce ne ha parlato bene e noi, che pur abitando in zona, lo abbiamo sempre snobbato, decidiamo di testarlo insieme a lui. Al nostro ingresso nel locale viene chiesto il nominativo di chi ha prenotato e il cognome viene urlato in sala rendendolo noto ai numerosi commensali presenti. Alla faccia della discrezione e della privacy.
Il ristorante è ubicato in una sorta di ampia veranda addossata all'adiacente villetta. L'ambiente, pur senza pretese, è decoroso, purtroppo squalificato da una pessima acustica e da uno sgradevole ristagno di fumi e odori di cucina che attaccheranno inesorabilmente i nostri abiti.
Apparecchiatura stringata con un solo bicchiere ed un solo ordine di posate. Ci vengono consegnati i menu, non tutti uguali. Dalla lista dei vini, il cameriere ci propone una bottiglia di Bonarda del Montù, cantina storica i cui prodotti sono a noi ben noti, accettiamo il consiglio ritenendo di andare sul sicuro. Nel cesto del pane troviamo stuzzicanti crostini tiepidi e alcuni tocchetti di pane con le olive che sgranocchiamo sorseggiando un flûte di vino bianco frizzantino gentilmente offerto unitamente ad alcuni spicchi di schiacciata sottile e calda.

Nell'attesa dei primi, il maturo cameriere ci serve una bottiglia di Bonarda Montini ..., definito in etichetta vino biologico, gli facciamo notare che non è del Montù, ma finge indifferenza, tanto che per non polemizzare, assaggiamo con l'intento di farcela andar bene ugualmente, ma sbigottiti, tutti e tre la giudichiamo improponibile per accompagnare la nostra cena. E' frizzante, dolcissima, molto aromatizzata quasi a sembrare uno sciroppo, forse adatta ad accompagnare un dessert. I miei due baldi cavalieri storcono il naso e rampognano, ma... indovina indovinello a chi toccherà "farla fuori" con il cameriere? Frenando gli impulsi santippici, espongo le nostre rimostranze facendo notare nell'ordine:  che non si tratta della Bonarda del Montù, che è troppo dolce e spumosa per i nostri gusti. Il cameriere, per nulla imbarazzato, replica un po' seccato che si sa che la Bonarda è dolce e frizzante e che il ristorante non tiene Bonarda del Montù, ma solo grappa, buttando là una mezza frase del tipo, Montù o Montini sempre di Bonarda si tratta. A questo punto Socrate, ferito nel suo orgoglio oltrepavese, replica con autorevole fermezza che conosce bene sia il vino Bonarda in generale, sia la Bonarda del Montù in particolare. Decidiamo di cambiare vino e ci vengono portate in tavola, non richieste, svariate bottiglie di Barbera, di Dolcetto ed altre che rifiutiamo, pretendendo di rileggere la lista dei vini sulla quale troviamo la Bonarda del Montù e dalla quale ordiniamo un Refosco dal Peduncolo rosso di non ben precisata azienda di Lison, dal grado volumetrico introvabile, molto acida, tannica che non ci piace per niente. Per avere i bicchieri dell'acqua dobbiamo prelevarli da un tavolo apparecchiato e ancora vuoto.

Come primi ordiniamo tre piatti di pappardelle ai funghi che, dalle dimensioni, si riveleranno delle dignitose tagliatelle di tipo industriale e dalla sfoglia liscia. Discrete.

Come secondo il cameriere ci tenta con proposte di pesce o con una fiorentina. Non riteniamo opportuno sfidare ulteriormente la sorte e ormai del tutto sfiduciati, ripieghiamo su tre tagliate pepe e rosmarino con contorno di patate fritte.
Carne non tenera, insapore, edibile e basta. Meglio le patate che più che fritte sembrano al forno e poi saltate in padella.

Tiramisù per i signori, ben amalgamato e soffice, non male anche se un po' troppo dolce e poi i caffè.
Il rumore in sala non consente una conversazione pacata che viene anche spesso interrotta dal susseguirsi di svariati venditori di rose, piuttosto insistenti e decisamente fastidiosi.
Chiediamo quindi di pagare e il pre conto espone la complessiva somma di € 105.
Finalmente usciamo con i cappotti che puzzano di fritto.
Imbarazzante e sconcertante.

Gabriela Santippe28 Giunzioni

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