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Recensione di del 29/06/2012

La Maniera di Carlo

56 € Prezzo
6 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 56 €

Recensione


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Abbiamo scelto questo ristorante per festeggiare un compleanno, perchè ne avevamo letto abbastanza bene sul web e cercavamo un posto che coniugasse buona cucina, servizio professionale e attento, e un ambiente tranquillo ed elegante. Su alcuni di tali aspetti siamo stati soddisfatti, su altri meno.

Il locale è in primo luogo sicuramente un bel posto: abbastanza ovattato, posateria d’argento e bel tovagliato, tavoli distanziati, tanta atmosfera. Adatto sicuramente sia per cene romantiche che per riunioni familiari o di lavoro. Il servizio accoglie con garbo il cliente, merito di un giovanissimo maître, mentre quello che credo sia il proprietario riceve le ordinazioni e consiglia i vini (non so se sia anche propriamente un sommelier). Appena accomodati ci hanno subito offerto dei flûte di, credo, prosecco.

Il menù ha delle belle proposte in carta, con prezzi adeguati alla scena milanese (a me, romana, sembrano un filo alti). Eravamo una tavolata di sei persone: io ho ordinato un antipasto e un primo, più dolce; altri tre miei commensali, antipasto e secondo; solo due hanno preso antipasto, primo, secondo e dolce.

Una volta presa l’ordinazione giungono due omaggi dalla cucina: una parmigiana rivisitata, ossia un bicchierino con acqua di pomodoro, melanzane e spuma di parmigiano; e una crema di zucchine e salicornia a seguire. Discreto il primo, poco significativo il secondo, ma trattandosi di omaggi è stato comunque gentile proporceli per ingannare l’attesa. Finiti gli omaggi, hanno portato due bei cestini del pane fatti in casa, con varie selezioni di panini, più degli ottimi grissini.

Da bere, dalla carta avevamo scelto un Tocai friulano Ronco del Gelso, in carta a 30 euro; il proprietario però ce lo ha subito sconsigliato, dicendo che c’erano in carta altre alternative più interessanti. Siccome eravamo aperti alla cosa gli abbiamo chiesto cosa ci suggeriva: ci ha suggerito di provare un Lugana di Sirmione, in carta a 22 euro, che sebbene fosse “solo” un Lugana era a suo avviso un vino meritevole di ben maggiori blasoni. Quando è giunto l’abbiamo trovato una scelta alquanto strana, perché essendo un vino che ha una vendemmia tardiva era secondo noi troppo alcolico (quasi un passito) per accompagnare i piatti scelti; soprattutto perché dopo quello sarebbe stato molto difficile proseguire con un altro vino bianco, a meno di non scendere di intensità.
Ritengo di aver capito solo dopo il perché di questo strano comportamento: quando la madre del mio fidanzato ha chiesto, finita la prima bottiglia di Lugana, di assaggiare per confronto il Tocai inizialmente scelto il proprietario le ha subito risposto che quella bottiglia era finita. Ritengo che sarebbe stato più lineare se da subito ci avesse confermato la mancanza di quell'etichetta e ci avesse invitato a scegliere noi una bottiglia, senza lanciarsi a consigliarci altro vino.
Per la cronaca, abbiamo quindi preso una seconda bottiglia di Lugana (vino discreto eh? mi è anche piaciuto, solo che secondo me non legava con una cena principalmente di pesce).

Di antipasto io ho preso una composizione di mare, ossia un piatto con quattro scompartimenti. Crudo: scampetti marinati con tortino di pachino, melone e mentuccia; gratinato: totanetto ripieno su fagiolini all‘uccelletto; cotto: alice a beccafico; marinato: salmone selvaggio.
Discreto piatto nel complesso, soprattutto con una qualità delle materia prima ittica molto buona.
Il mio fidanzato ha invece scelto una tartare di seppia alla vodka e basilico, leggera salsa wasaby e soya con insalatina di crauto bianco: piatto abbastanza anonimo, dove i sapori del wasaby e della vodka sembravano proprio non pervenuti. Mangiabilissimo per carità, ma quello che prometteva sulla carta non era mantenuto nella realizzazione.

Come primi, io e lui abbiamo ordinato lo stesso, che dal nome sembrava interessantissimo: spaghetti neri alla chitarra in carbonara di mare affumicata al tè Lapsang Souchong con gamberi e uova di salmone. Questo primo secondo me è stato, nella realtà, un’altra occasione persa, perché all’idea notevole non ha fatto seguito una realizzazione equilibrata. Gli spaghetti neri con la carbonara di mare sono stati legati con l’ingrediente vero della carbonara, ossia l’uovo, in abbondanza: questo sapore però ha sovrastato completamente sia l’affumicatura al tè, sia le uova di salmone, dando la sensazione di mangiare appunto spaghetti neri, con crema di rosso d’uovo.
A seguire lui ha ordinato una millefoglie di scamone scottato con sashimi di tonno, che però non lo ha fatto impazzire.
Dagli altri commensali sono invece giunte note di generico apprezzamento per le loro pietanze, pur senza entusiasmi particolari.

Per finire, quattro di noi hanno preso il dolce; per me un semifreddo di cioccolata su una base di latte e menta, discreto. Per il mio fidanzato un tirami...sushi (un tiramisù presentato in cilindretti come se fossero stati dei maki) che lo ha fatto interrogare una volta di più sulla mania di rivisitare il tiramisù.
Abbiamo chiuso ordinando cinque caffè con i quali è stata portata la (abbondante) piccola pasticceria. Scelta gentile, ma somigliava più a una pasticceria secca da tè (piccoli cornettini ripieni di marmellata, o bastoncini di pasta sfoglia) che a una pasticceria da fine pasto.
La spesa la giudico mediamente sui 60 euro (era stato indicato erroneamente il valore di 70 €, ndr) a testa bevande incluse.

In conclusione: luci e ombre. La cucina deve ancora maturare tanto a mio avviso: si vede che il cuoco ha idee interessanti, ma la realizzazione manca a volte di equilibrio, a volte di caratterizzazioni. Il servizio del giovane maître è stato impeccabile (menu senza prezzo alle signore, servizio attento, etc), ma la scelta del vino guidata dal proprietario è stata veramente bizzarra. Non voglio però penalizzare il servizio.
Come voti assegno 6 cucina, 8 servizio e 8 ambiente; qualità/prezzo leggermente sbilanciato perché in senso assoluto non posso dire che sia “caro”, però sicuramente da piatti che sono in carta sui 18-20-22 euro mi aspetterei maggiore soddisfazione.

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