Sono tornato ancora una volta in questo bel ristor...

Recensione di del 11/10/2007

La Malmaison

183 € Prezzo
9 Cucina
10 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 183 €

Recensione

Sono tornato ancora una volta in questo bel ristorante in fondo a via Melchiorre Gioia a Milano per gustare qualche altra specialità del bravissimo chef Faltas Gad e del patron e chef Davide.

Ristorante e commenti per i quali alcuni associati mi hanno fatto declassare l'attendibilità da alta a media, facendomi passare sinceramente la voglia di esternare ulteriormente le mie opinioni. Penso che tutti devono esprimere le proprie idee (anche col voto sull'attendibilità) ma come ho già avuto occasione di dire sul forum, le ripicche (particolarmente quelle anonime) mi sembrano solo aspetti infantili.

(la recensione non è la sede per considerazioni di tipo rivendicativo verso altri utenti, ma in ogni caso si è deciso di lasciare questo paragrafo per rispetto al recensore, ndr)

Anche questa volta sono rimasto completamente soddisfatto; ho portato anche la figlia, quasi veterinaria e grande amante in particolare dei crostacei, dei molluschi e del pesce (in particolare se crudo).
Finalmente ho anche potuto apprezzare la piacevolezza dell'ambiente interno e le belle cose esposte oltre alle splendide bottiglie; vi assicuro che l'atmosfera che trovate oltre alla piacevole musica in sottofondo è quanto di meglio possiate desiderare.

Il motivo della visita questa volta è stata la paella (piatto molto difficile a farsi veramente bene) e che è risultata molto buona, ricca di pesce, con una cottura perfetta del riso (e mi auguro che se chi mi legge avrà occasione di provarla sia come quella che abbiamo gustato noi).
Abbiamo avuto anche occasione di provare le angulas (i piccoli di anguilla - piatto tipico spagnolo, molto apprezzate e rarissime) servite nelle cazuelitas di terracotta con olio bollente aglio e peperoncino, da mangiare con le apposite forchettine in legno per evitare di spezzarle e soprattutto per evitare di scottarsi (piatto perfetto nella sua semplicità).

Nell'occasione il signor Davide aveva avuto modo di trovare anche la cicala di mare (o cicala batti-batti o cicala zoccola o magnosa) che in altre rare occasioni avevo avuto modo di assaggiare. Questa volta ci è stata presentata prima cruda e poi cotta a vapore e sinceramente consiglio a chi ama questo genere di cibo di provarla assolutamente (previa richiesta) perché è in assoluto il miglior crostaceo che uno possa trovare e provare. Secondo la mia opinione neanche le aragoste della Sardegna (magari pescate sotto i vostri occhi) sono paragonabili a questo sapore. Certo il prezzo non è basso, ma andate una volta in meno in un altro ristorante (come mi era stato detto tanto tempo fa da uno fra i migliori ristoratori di Milano e d'Italia) e quando andate non guardate al costo finale (sempre nel limite di evitare sprechi inutili) se vale la pena di provare cose o piatti particolari e difficilmente reperibili.

Questa volta abbiamo provato:
le angulas;
la paella (di mariscos con zafferano, scampi, gamberi, tonno, spada, ciuffi, cozze spagnole, vongole jumbo, mazzancolle, cicale e taccole) accompagnata da una buonissima sangrilla fatta con champagne, cognac Delamain, chianti Pèppoli, Rioja, cannella, zucchero, un piccolo segreto di Stefania e servita in caraffa con tappo di limone infarcito di chiodi di garofano; come frutta: mela, pera, pesca, fragola, arancio e quanto di meglio in stagione;
il plateau Tête a Tête;
il tris di patè;
la degustazione di fois gras d'oca:: classico, con mele, con lardo di Patanegra serviti con frutti di bosco e pan brioche;
la cicala in due modi;
un assaggio di caviale Asetra.

Come dolci:
il sorbetto al limone e vodka;
l'insalata di frutta (in quantità per almeno due se non tre persone) con fonduta di cioccolato amaro al 80% di cacao;
la musse di mascarpone con panna rosso di uovo e zucchero, il tutto montato e servito con noci di Pecan tostate al miele ed una abbondante grattata di tartufo bianco d’Alba;
un assaggio di torta di cioccolato gianduia alle nocciole dalla forma del parmigiano reggiano.

Tutto questo accompagnato (oltre che dalla sangrilla) da due bottiglie di champagne rosé Aubry (di cui una offerta), e da due splendide grappe 3.39 (una torbata e l'altra no) di cui solo la spiegazione dell'allegato vale una piccola meditazione.
Ancora una volta ci siamo alzati da tavola sazi e soddisfatti, ripromettendomi di tornare alla prima circostanza per provare magari la bouillabaisse o qualche altra specialità.
Totale conto: € 550 (in tre persone, di cui € 176 di vino e distillati). A persona: € 183.

Roberto Guidini

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