Diciamolo subito: venti anni fa, ma forse solo anc...

Recensione di del 30/05/2009

Kapuziner Platz

23 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 23 €

Recensione

Diciamolo subito: venti anni fa, ma forse solo anche dieci, lo avrei infilato a forza tra i miei ristoranti preferiti, quelli dove, a fronte di un piccolo prezzo, era possibile soddisfare la mia eterna fame; oggi, faccio qualche riserva, pur considerandolo un buon indirizzo, da ricordare per una sbafata tra amici, senza pretese.
Avevamo recuperato il biglietto in un'altra birreria, e ci eravamo ripromessi di visitare anche questa, e così abbiamo fatto. Complice una serata di ponte non utilizzato, ci rechiamo nella via, dove, effettivamente, il trovare parcheggio potrebbe essere un problema, se Milano non fosse semideserta.

Un insieme di vetrine similrustiche ci attende, e noi passiamo la bussola, al di là della quale intravvediamo una coppia di gentili fanciulle, giovani e graziose.
Opperbacco: aspettavano evidentemente solo noi! Il loro volto si illumina, ci sorridono a 64 denti (sono in due) e sono felici di vederci, chiunque può rendersene conto. Chiediamo se c'è posto per due, ma la risposta è scontata: ci accoglieranno sicuramente. E infatti, una di loro ci accompagna festosa al corridoio d'ingresso, dove ci attendono una serie di tavolini a penisola, a circa un metro abbondante da terra, dandoci la scelta: o lì, noi due da soli, o in un tavolo di altezza umana e non Watussa, ma in condivisione.
Optiamo per i watussi, e lo comunichiamo alla gentile signorina, che si illumina tutta, e, con un entusiasta “benissimo!” ci saluta e ci augura un “buona serata!” sempre a 32 denti.

La scelta si rivela buona: nelle altre sale, che complessivamente direi che possono ospitare un paio di centinaia di coperti, risuona una musica un filo troppo alta per i miei gusti, mentre il nostro tavolo è in una posizione relativamente tranquilla.
Il corridoio è la rivisitazione di un ambiente birraiolo della Baviera, con legni chiari alle pareti, e non sarebbe nemmeno malaccio, se alcune cose non stridessero violentemente: da un lato, il “tipico” sconfina a volte nel kitsch, quando si guardano le torcette di ferro con lampadina a filamento tremulo rosseggiante, dall'altra, qualche cenno di scarsa cura nell'ambiente, tipo ragnatele ben diffuse in soffitto e pendenti, ci fa arricciare un poco il naso: peccato. Anche il costume delle fanciulle e dei ragazzi, escludendo che sia il pigiama o la vestaglia con cui si sono alzati quella mattina, tende ad essere considerato un “costume tipico” e a me, purtroppo, ricorda le magliette a righe orizzontali rosse e bianche che vedo sempre indossare ai camerieri dei ristoranti italiani all'estero, mentre improbabili Vesuvi fumano nelle strade di Amburgo. Ci sto scherzando sopra, è ovvio, ma il costume tipico è una cosa che a me ha sempre messo tanta tristezza.

Ma passiamo al menu: salsicce e maiale in genere la fanno da padrone, e ordiniamo due pretzel, un piatto di canederli, una grigliata mista di maiale e un misto alla griglia di salsicce. Una Bock rossa per me, e una Weissen per la consorte.

IL pretzel, che altri ha definito “imperdibile”, non mi ruba il cuore. Fresco e morbido, questo sì, ma l'ho mangiato altre volte con un sentore aromatico che qui è assente.
La stessa persona aveva paventato un servizio approssimato con errore dei tempi di consegna dei piatti: devono aver letto la recensione, perchè la sbarazzina fanciulla addetta al nostro tavolo (la terza) sempre più sorridente, capello corto e sguardo furbetto, ci chiede se i canederli li vogliamo prima del resto, o insieme alle grigliate.

Chiarito l'ordine di successione, arrivano presto i canederli in questione,, tre pallotte burrose, che, ahimè (parere personale) vengono assassinate dal formaggio che li dovrebbe accompagnare: i canederli col burro fuso e formaggio sono coperti di....grana! Troppo piccante, e, soprattutto, abbondante, il grana uccide il sapore del canederlo, che avrebbe trovato una fine più consona alla sua natura con altri accostamenti,magari con un emmental.
Nel frattempo gustiamo le birre, che, pur essendo ottime, ci fanno discutere: la weissen di mia moglie è strepitosa: bianca non filtrata, con un sapore amaro di fondo ma dolce al palato, fruttata, intensa, fresca e dissetante: una delle migliori che io abbia mai assaggiato. La mia Bock, invece, una rossa che prometteva bene, si rivela secca e agra, molto amara in retrogusto, ma non così corposa come la descrizione faceva sperare: schiuma tenera, e un forte sentore di lampone la rende sgrassante, buona per la carne, ma poco rotonda al palato.

Le grigliate sono, è il termine giusto, pantagrueliche: le salsicce sono varie, accpompagnate da una bella porzione di patate fritte, e mia moglie non le molla, quindi ne assaggio solo un pezzetto di una, che, sicuramente mi sbaglio, mi ricorda nettamente la coratella di agnello.
Ma il mio piatto consta, nell'ordina, di:
un petto di pollo completo
una doppia costina di maiale
una fetta di insaccato larga e abbondante
due mezze salsicce
una costoletta di maiale di almeno tre etti.
Al di là dell'abbondanza, la carne non mi fa gridare al miracolo: un pò dura e filacciosa quella del maiale, grassa quella delle costine. Accompagnata con verdure stufate, faccio veramente fatica a finire il piatto, al punto che ordino una terza birra, una “bionda con l'anima nera”, una birra bionda realizzata con malto torrefatto, certamente la più intrigante della serata: Fruttata anche questa, presente la prugna, il malto nero le dà un vago sentore di caffè, o forse di liquirizia dolce, ma risulta comunque di leggera presenza, e scende facilmente a raggiungere la sorella.

Il caffè portato ad altri tavoli ci ricorda troppo da vicino quelli tedeschi, e glissiamo. E l'abbondanza della carne ci fa rinunciare al dolce, che pur presentava un paio di interessanti proposte.

Riassumendo, due pretzel, un primo, due grigliatone, tre birre, 47 euro, che sono un ottimo prezzo in assoluto: Il tutto servito con garbo, allegria e apparente spensieratezza, da avvenenti fanciulle. Probabilmente fingevano, ma fingevano bene.

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