La voglia di novità mi ha portato ad incamminarmi ...

Recensione di del 17/03/2006

Jacarepaguà

12 € Prezzo
4 Cucina
1 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 12 €

Recensione

La voglia di novità mi ha portato ad incamminarmi nella zona modaiola di Corso Como e dintorni alla ricerca di una pausa pranzo diversa dal solito. Passando davanti a questo strano locale ci siamo fermati a dare un occhiata a menu e ambiente. Neanche il tempo di finire di leggere la lista esposta in vetrina che il titolare esce a prenderci e attanagliandoci in mille giri di parole ci trascina dentro con la promessa di chissà quali esperienze culinarie.

L’ambiente è freddo, ampie vetrine si affacciano direttamente sulla strada senza alcun tendaggio, i muri color grigio chiaro sono ‘arricchiti’ da tre-quattro piccole tele in stile futurista appese senza cornice. Il soffitto molto alto è abbassato da grezze grate metalliche color ottone cui sono appesi lampadari in cristallo, il pavimento è in pietra con ampie fughe. Il locale, pur essendo di recente realizzazione, presenta evidenti crepe alle pareti e i bagni non sono all'altezza delle mie aspettative.
Le sedie con struttura metallica, schienale in plastica trasparente e seduta color oro sono per il mio gusto orribili; i tavoli sono quadrati, laccati verde smeraldo con pianta centrale satinata e apparecchiate con tovagliette di carta.

Il titolare, personaggio simpaticamente istrionico e logorroico ci illustra con enfasi il menu del giorno: un pasto a 9,50 euro, primo più secondo, oppure un piatto unico costata più insalata a 13 euro.

Tra i primi scegliamo delle penne all’arrabbiata e dei fusilli ai broccoli, per secondo bistecchine di manzo e porchetta con insalata tropicale.
Le penne all’arrabbiata sono "da mensa", verosimilmente condite con sugo già pronto; i fusilli ai broccoli sono invece le medesime penne rigate del mio commensale condite con pomodoro e broccoli, ma annegate nell’acqua di quest’ultimi.
Le porzioni sono abbondanti, "da muratore" come affermerà il "gioviale" titolare, servite in simpatici piatti bianchi quadrati.
Non essendo muratore e non bruciando le calorie che questo lavoratore consuma quotidianamente abbandono a metà il piatto di pasta con grande disappunto del padrone di casa.

Le bistecchine di manzo, mi sono state riferite dure e nerbose, buono il contorno con insalata verde e ananas, maturo e succoso malgrado la stagione; la porchetta si presenta come una singola fettina che occupa tutto il piatto, senza alcuna guarnizione, al palato è saporita e gustosa.

Abbiamo accompagnato il pasto con mezzo litro di un buon vino rosso, giovane, fermo e secco, e mezza bottiglia di acqua naturale, servita in bottiglietta di plastica.
Per concludere due caffè e un bicchierino di vino liquoroso alle amarene: Agricanto di Annone Veneto.

Conto totale: 24 euro in due.

Unica cosa che salvo è il liquore Agricanto, veramente notevole: piacevole all’olfatto e al palato, denso e delicato con una gradazione attorno al 25% vol.
Mi aspettavo sicuramente di più vista l’enfasi con cui il titolare ci aveva illustrato la sua cucina, invece ho dovuto constatare una qualità "da mensa", che non si addice ad un ristorante, che oltretutto lavora mezzogiorno e sera.
Il servizio, nel tentativo di risultare simpatico a tutti i costi, rischia di risultare invadente.
L’ambiente è sicuramente singolare, ma né classico né kitsch, anonimo e trascurato. Incompiuto.
Non lo consiglio. In zona esistono locali dove si può spendere la stessa cifra, ma mangiando decisamente meglio.

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