Non è la prima volta che il mio golosissimo compag...

Recensione di del 25/09/2008

Innocenti Evasioni

60 € Prezzo
9 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Prezzo per persona bevande incluse: 60 €

Recensione

Non è la prima volta che il mio golosissimo compagno di vita ed io veniamo a trovare Tommaso Arrigoni ed Eros Picco nel loro ristorante e devo dire che ogni volta mi sento un po' più a casa.
Il ristorante si trova in una strettissima vietta e se non lo si conosce è praticamente impossibile arrivarci per caso. All'ingresso veniamo accolti con calore in una sala con un divano, un tavolino basso e un grande armadio per le giacche. Tutt'intorno riviste enogastronimiche (alcune sono offerte gratuitamente agli ospiti) e la guida JRE.

La sala principale dà su un bel giardino, che non ho ancora avuto occasione di provare, e la grande vetrata sul verde fa dimenticare completamente che intorno a questa angusta vietta vicino Piazzale Accursio ci sono palazzi alti ed il cielo, dal selciato di via della Bindellina, non è sempre facile da scorgere. I tavoli, alcuni più grandi altri più piccoli e tutti ben distanziati fra loro, sono apparecchiati con calore e gusto senza strafare, a me piacciono molto. Le sedie poi sono comode come delle piccole poltrocine ed anche io che sono un po' piccolina mi ci trovo bene e non mi sento appollaiata. Il mio compagno, che invece piccolino proprio non è, non ha difficoltà a mettersi comodo.

La seconda saletta, più piccola, è sempre affacciata sul giardino. E' più raccolta, ci sono quattro o cinque tavolini solamente. La cucina è divisa dalla sala con un paravento. Ed è forse questa l'unica cosa che non mi convince molto dell'ambiente. La toilette, in fondo al locale oltre le due sale, è arredata con una fontana (mi sembra di ricordare sia in pietra) al posto del lavandino e ci sono sempre dei piccoli asciugamani monouso in spugna bianca. Le due toilette sono un po’ strette ed allestite semplicemente, ma profumano di fresco e non manca nulla. Forse si potrebbero rimodernare un po' perchè la differenza con l'ingresso le fa sembrare di un'altra categoria.
Ma io sono qui per farmi coccolare, quindi ci accomodiamo.

Sul tavolo ci attende un cestino di croccante salato ed aromatizzato al citrino pepe di Sechuan che oggi mi sembra più buono del solito, se possibile. Ci sono anche dei grissini artigianali ben fragranti.
Il saluto della cucina è una spuma di carne servita in un bicchierino con germogli e piccoli stick di crostino accompagnata da un ottimo prosecco di cui non ricordo l'etichetta. Non so con quale divino alcool sia stata fatta la spuma, ma certo apporta al sapore ed al profumo un che di particolare e molto molto piacevole.

E' il momento di ordinare e per me scelgo:
- Crema autunnale di porri e patate con orzo perlato e essenza alla curcuma (€ 12,00). Mi piacciono molto zuppe e minestre, e devo dire che porri e patate insieme sono un classico. La crema si rivela essere delicata e saporita, l'orzo è cotto alla perfezione e la curcuma ci sta benissimo. Non riesco a capire cos'è ma c'è un sapore nel piatto che dona una gran bella marcia in più a questi ingredienti che, per loro natura, insieme rischierebbero di rendere il piatto un po' sottotono. Mi piace molto e sono soddisfatta della scelta.

- Spalla di agnello arrostita dolcemente, chutney di prugne e peperoni, patate “ratte“: il chutney è fenomenale ma l'agnello mi lascia perplessa. E' il primo giorno di questo menù e l'agnello, mi confiderà poi lo chef con molta franchezza, non è riuscito alla perfezione. Niente di grave perchè l'inconveniente viene prontamente risolto, con cortesia e simpatia, con un ottimo Petto di tacchinella avvolto nel prosciutto, salsa al melograno e catalogna glassata (€ 22,00). Il prosciutto che avvolge il bocconcino di tacchinella è saporito ma non invadente e dona alla carne, morbida e per nulla asciutta, una giusta sapidità. La salsa al melograno, dolciastra e acidula, crea un contrasto interessante con il sapore del prosciutto e al palato è piacevole. La catalogna non è per nulla fibrosa e ha perso quasi completamente l'amaro, quel poco che ne resta è ben equilibrato e lascia la bocca pulita e pronta per un nuovo bocconcino. Mi soffermo ancora un attimo a commentare perchè il comportamento di Arrigoni è stato per me perfetto. Un errore può sempre capitare ed è comprensibile, ma la richiesta di un cambio piatto non è mai divertente, nè per l'ospite nè per il ristoratore. Io mi sono sentita a mio agio e la reazione di Arrigoni è stata amichevole e di grande professionalità insieme. Senza contare che la tacchinella mi ha fatto completamente dimenticare l’inconveniente.

Come dessert scelgo Semifreddo al croccantino pralinato, biscotto al cacao e frullato di mango (€ 11,00) Il mango è un frutto che mi piace molto ed il suo sapore in questo frullatino è marcato, ed il colore, di un bell'arancione, rallegra. Il biscotto al cioccolato è friabile e burroso, molto buono. Il semifreddo, buono anche assaporato da solo, insieme al frullatino ed a un pezzettino di biscotto da il meglio di sè. I dolci sono talmente buoni e ben fatti che varrebbe la pena poter passare anche per un tè pomeridiano... ah, se si potesse..

Il mio amore invece opta per:
- Bigoli di farina saracena, sugo di faraona, funghi pleurotus e croccante al parmigiano (€ 12,50) I primi sono le portate preferite dal mio compagno. Ha inoltre una passione per tutte le farine particolari. I bigoli sono ben cotti, il sugo di faraona è saporito e non eccessivamente liquido. Il croccante di parmigiano è davvero buono (e purtroppo per lui anche poco perché non ho resistito e gliene ho rubacchiata una buona metà) Inutile quindi dire che questo è il piatto che più l’ha soddisfatto.

- Sformato di caprino in bagnetto di indivia belga, fichi marinati in miele al peperoncino (€ 12,50) Il bagnetto di indivia è molto buono, e si accompagna bene al caprino. Il fico è veramente particolare, ne parla ancora come se avesse trovato la sua Atlantide. Lo sformatino di per sé è ha un buon sapore ma non ha nulla di che.

- Viennetta al cioccolato e caramello con fogli di arachidi caramellate (€ 11,00) La viennetta è molto buona, i fogli di arachidi caramellate risultano vagamente sapidi e ci stanno bene. Forse sono un po’ troppi e dopo qualche pezzettino diventano un po’ stucchevoli. La metà dei fogli rimane nel piatto.

Per i vini abbiamo gusti diversi, mentre io preferisco i rossi un po' corposi lui preferisce i bianchi fruttati ci siamo quindi lasciati guidare nella carta dei vini, ci viene suggerito un calice di Anjou Blanc ’03 Domaine des Iris per lui e Primitivo del Salento cantina Castello Monaci per me. Entrambe scelte apprezzatissime.

Per finire i caffè (il mio decaffeinato, devo dire la verità, non mi ha fatto impazzire) accompagnati da piccola pasticceria che il mio compagno mi conferma essere squisita. Purtroppo non ce la faccio proprio più e mi astengo dal chiedere la "doggy bag" per decenza. Riesco solo ad assaggiare una crema di latte con il frullato di fragola che mi ricordo dalla scorsa volta avere un sapore di fragole naturalissimo che viene confermato anche questa sera.

Paghiamo nella saletta d'ingresso così abbiamo la possibilità di scambiare due parole con Arrigoni che non lesina qualche dritta su qualche altro JRE e ci racconta un pò dei suoi esordi e delle sue esperienze culinarie. Un piacevole fine serata.

Ho preso i nomi dei piatti dal sito del ristorante perchè non voglio dimenticare o sbagliare nulla ed ho lasciato i prezzi perchè non so esattamente il totale, direi che potremmo attestarci sui 60€ euro a testa circa.

Due parole sulle valutazioni:
Cucina: L’inconveniente con l’agnello non sposta di una virgola l’impressione generale. Le materie prime si vede che sono ottime. Gli abbinamenti sono sempre azzeccati anche se moderni ed innovativi. Si capisce che c’è tanto amore e passione dietro ogni piatto. Ogni tanto qualche riuscita è un po’ anonima. Solo per la pasticceria 10 con lode e bacio accademico, nell’insieme 9.
Servizio: Il servizio è sobrio e segue una sorta di "etichetta informale", non manca nulla ma non ci si sente oppressi da troppe attenzioni, le posate di abbinamento ai piatti sono portate di volta in volta ed è una cosa che personalmente apprezzo molto. Oltre ad essere una cura in più, mi toglie dall'impiccio di dover scegliere la posata giusta (ammetto, non ho ancora imparato) e dal fastidio di dover lasciare di lato quelle inutilizzate.
Fosse per me sarebbe 10 perché io mi trovo benissimo, mi rendo conto però che tra 1 e 10 deve starci tutto, dall’osteria di paese ai pluristellati con i guanti bianchi. Un po’ di meno per la sala, un po’ di più per l’accoglienza. Voto 9.
Ambiente: Accogliente. Non è esagerato né in un senso né nell’altro. Forse si potrebbe fare qualcosa di più per quel paravento, ma visto il continuo andirivieni con la cucina capisco che è una soluzione pratica. La sala, per fortuna, non è di un formalismo rigoroso e quando è al completo il buon cibo ed il buon vino si fanno sentire nel cicaleccio generale. Personalmente mi mette allegria e la preferisco agli asettici, però vale lo stesso discorso fatto per il servizio: fra 1 e 10 deve starci tutto. Voto 8 a malincuore.

Per me il rapporto qualità prezzo è decisamente ottimo. Cenare con piatti così curati ed elaborati e con materie prime di qualità a 60 euro a testa (con vino a calice) non è certo la regola. Purtroppo.

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