Recensione di del 28/03/2019

Il Luogo di Aimo e Nadia

135 € Prezzo
5 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 135 €

Recensione

Eravamo già stati tanti anni fa in questo ristorante un tempo saldamente nelle mani di Aimo che da un vecchio bar di periferia era riuscito a creare un vero mito della ristorazione milanese, tanto da giocarsela con il maestro Marchesi.

Allora parlo della fine degli anni ‘80 da giovani e acerbi gourmet non avevamo capito a fondo i piatti e eravamo rimasti un po’ delusi, ora a distanza di trent’anni, con tanta esperienza in più, ci ritroviamo con la stessa sensazione. Il locale è molto luminoso, con tavoli comodi e ben spaziati, il tutto è però un po’ asettico e privo di carattere, abbiamo comunque apprezzato la bella istallazione delle rive di un lago. Servizio corretto e mai invadente.

Veniamo al menù, tre proposte degustazione e la carta dove però non c’è nessun piatto che ci colpisca particolarmente per cui optiamo per il percorso primavera che si traduce in due amuse bouche, due antipasti, un primo, un secondo, pre dolce e dolce.

Di tutte queste portate solo due ci hanno colpito, un ottimo controfiletto di fassona con una panatura alla camomilla molto interessante e il predessert carciofo, caramello e birra piatto intenso e molto ben concepito, in pratica quello che ci si aspetta in un ristorante di questo livello.

Non sarebbero stati male i gnocchetti di tarallo con un ottima texture ma purtroppo rovinati da un ragù di agnello decisamente troppo salato e condito... un sugo da trattoria. Il sale mal dosato ha rovinato anche l’antipasto di cicerchie.

Chef Negrini in effetti mi conferma che la loro cucina è molto saporita, ma il confine tra saporito e molto salato è minimo ed estremamente soggettivo.

Gli altri piatti si sono rivelati così anonimi che non vale neanche la pena citarli. Veniamo al conto, premetto che non abbiamo preso vino, duecento settanta euro conto che ci si aspetta, ma analizzandolo, viene appesantito da diciotto euro per due caffè, un normale ed un deca, avessimo visto il prezzo sul menù non li avremmo presi, nei vari bi e tristellati frequentati negli ultimi due anni il caffè non ha mai superato i cinque euro cad., vogliamo parlare della tristissima piccola pasticceria di accompagnamento? tre mini assaggi che puoi trovare in qualsiasi buon ristorante anche non stellato.

Abbiamo trovato poi decisamente fuori luogo, alle critiche sul sale l’omaggio di due confezioni di pasta e di una “michetta” ficcata a forza nel sacchetto.........

Concludendo in un ristorante che conserva storicamente due stelle Michelin ci si aspetta molto ma molto di più, piatti che fanno la differenza che ti lasciano qualcosa, qui non abbiamo trovato questo ma solo dei gravi errori da parte della brigata a cui consiglio di assaggiare i piatti prima di farli uscire. Noi lasceremo passare altri trent’anni prima di riprovare, al momento non lo consiglio.

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