Passando da Piazza San Materno, adiacenze di via C...

Recensione di del 25/09/2007

Il Faro

50 € Prezzo
8 Cucina
8 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Passando da Piazza San Materno, adiacenze di via Casoretto (Lambrate), si può osservare una discreta insegna ad oblò su cui campeggia la scritta "Il faro", ristorante di pesce. E così, dopo essermi sincerato sul nostro sito del "pedigree" del ristorante, decido di prenotare per martedì sera.
Il mio personale parere è che i ristoranti di pesce hanno la qualità migliore nei giorni di martedì e giovedì.
Il parcheggio è difficile, ma ormai a Milano è diventata una caratteristica costante. Consigliata la prenotazione, perchè pur essendo martedì il locale è molto pieno.

Decisamente molto accogliente, il ristorante abbonda in legno e lo stile ricorda molto l'interno delle vecchie navi: oblò di ottone, oggettistica marinara (da non perdere il bagno! un vero richiamo agli yacht, e tra l'altro molto pulito).
I tavoli, apparecchiati con stoviglie non ordinarie, sono ben distanziati tra loro, ed il brusio di fondo non è eccessivo. Partiamo!

Non perdiamo l'occasione di assaggiare l'antipasto misto crudo (che ordiniamo in due), una specie di plateau, servito con un grande recipiente metallico colmo di ghiaccio triato su cui sono adagiati sei scamponi, sei fasolari, sei ostriche ed una tartare di tonno rosso. La freschezza è indiscutibile, le porzioni generose e il servizio buono (prezzo 20 euro cadauno, voto 8).

Insieme agli antipasti altri due commensali optano per un primo.
Spaghetti con mezzo astice: la porzione è generosa, spaghetti forse sin troppo al dente, sapore delicato ma persistente, e l'astice è davvero fresco, lo si evince dal sapore e dalla morbida consistenza nonostante la cottura (voto 8, 20 euro cadauno).

Per secondo, rimanendo sul mare, opto per un branzino al sale rigorosamente spinato al tavolo, delicato e sapido, (voto 8, prezzo 3,5 euro/etto).
Il menu offre anche piatti di carne e funghi, tutti con orientamento toscano (la provenienza dei proprietari).
Così due amici scelgono due piatti di cappelle di fungo porcino (una alla genovese e l'altro al forno). Tra i due direi che la preparazione genovese incontra più il mio gusto, perchè più sapida ed aromatica, mentre al forno rimane un po' sciapa. Sebbene le teste siano di discrete dimensioni, non penso di provenienza italiana, per il poco aroma sprigionato (voto 7, prezzo 15 euro).
Il tutto viene innaffiato da un trionfo di vino: Sauvignon del Trentino di Livio Felluga, annata 2006, medio corpo, molto persistente, secco ma con sentori fruttati, gradevole al palato, uno dei migliori vini bianchi da pasto che abbia mai gradito, soprattutto per l'equilibrio che possiede nelle varie caratteristiche(20 euro/cadauno, voto 9,5).

Concludiamo con un assaggio misto di dolci (torte varie, voto 7, prezzo 6 euro) e un tris di cioccolato (tortino a tre strati con ciccolato fondente a percentuali crescenti 30-50-70%), (voto 8,5, 6 euro), serviti con un rum Havana invecchiato 12 anni.

Conto totale 200 euro in quattro: due antipasti, due primi, un secondo di pesce, due secondi di funghi, due dolci, due bottiglie di vino bianco più due di acqua più due rum.

Conclusioni.
Per la quantità e la qualità delle porzioni, e per il servizio, sicuramente un ristorante in cui vale la pena tornare, sapendo di spendere 50 euro con soddisfazione.
Alla prossima.

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