Non paghi delle abbuffate dell’ultimo periodo, sia...

Recensione di del 04/01/2006

Il Faro

61 € Prezzo
6 Cucina
7 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 61 €

Recensione

Non paghi delle abbuffate dell’ultimo periodo, siamo nuovamente alla ricerca di un ristorantino che ci esalti spirito e papille gustative. In fin dei conti siamo ancora in epoca festaiola, l’epifania tutte le feste si porta via, e poi il fidanzato compie gli anni: quindi...
I due o tre locali che più mi tentano sono ancora chiusi per le feste natalizie, così alla fine decidiamo per questo ristorante, a due passi da Piazzale Loreto.

Arriviamo con un po’ d’anticipo e siamo i primi ad entrare, nonostante ciò ed a dispetto della mia prenotazione il cameriere ci fa accomodare nel tavolo più vicino alla porta d’ingresso del ristorante: per fortuna siamo protetti da un separè di legno che fa da divisorio tra il locale e l’ingresso, ma i piedi mi si ghiacciano ugualmente.
Il locale è arredato in pieno stile marinaro, forse troppo, i tavoli sono abbastanza contigui e disposti in tre piccole salette, che si susseguono in questo stretto e lungo locale, sino a raggiungere la cucina, esattamente di fronte all’entrata e parzialmente a vista. Nelle vicinanze della cucina la toilette, molto pulita e decisamente gradevole, è fatta a mò d’interno di barca, con tanto d’oblò sulle porte.
Tornando nei paraggi dell’ingresso si trova il pesce che adagiato su abbondante ghiaccio in un bancone posto di fronte all’entrata fa bella mostra di sé: è ancora da cuocere, ma vuole mostrare a tutti il suo occhietto vispo e la sua freschezza.

Il cameriere è molto cortese, mostra esperienza, discrezione e simpatia. Tiene sotto controllo tutti i tavoli e non ha tentennamenti nel far procedere le nostre cene in parallelo. I tempi fra le portate sono anzi decisamente brevi, fossero un poco più lenti non guasterebbe, ma si capisce che ciò è determinato da zelo piuttosto che da modi sbrigativi, nessuno infatti mostra volontà di cacciarci, sebbene decidiamo di prendercela con tutta calma.

Iniziamo con un Prosecchino come aperitivo, che si rivela fresco, beverino e fruttato; il cameriere ci apre una bottiglia della Valdobbiadene, colma per bene i bicchieri una volta calata la schiuma e poi porta via la bottiglia. Mentre lo sorseggiamo guardiamo il menu e scegliamo il vino per la cena; alla fine seguiamo il consiglio del cameriere, che caldeggia un Morellino di Scansano annata 2004, "vellutato" dice; in realtà a me sembra acerbo, con pochi profumi e senza struttura, svanisce subito, questo forse lo rende adatto al pesce, ma a me non esalta, sebbene non abbia difetti evidenti.
Per quanto riguarda la cena vera e propria ecco le nostre portate.

Antipasti.
Decidiamo per due porzioni di "Pesce misto crudo".
"Freschissimo e buonissimo" rassicura il nostro fido cameriere, ed in realtà è proprio così. Ci viene presentato un enorme piatto di portata che si compone di quattro ostriche: eccezionali e freschissime; sei cicale; sei gamberi e sei fasolari; è tutto buonissimo e mangiamo "a quattro palmenti". Si rivelerà il piatto migliore della cena. Voto 9.

Primo.
"Risotto ai frutti di mare".
Una sola porzione per il mio commensale, io passo, però assaggio: la cottura del riso è perfetta ed il sapore molto delicato. Il legittimo proprietario gradisce moltissimo e se lo "sbaffa"; davvero buono dice lui. Voto 7.

Secondi.
"Zuppa di pesce" per me.
In realtà è un guazzetto nel quale navigano cozze, vongole, canolicchi, fasolari e moltissimo aglio oltre ad una quantità industriale di sale; ho ancora la bocca salata! Il peggior piatto della serata, troppo pomodoro e quintali di sale lo ammazzano letteralmente, l’abbondante aglio invece ammazzerà me, rendendo l’intero piatto indigeribile, peccato. Voto 4.
"Pesce misto griglia" per il mio compagno.
Più fortunato o saggio di me. Il piatto è davvero ricco con pesce di buona qualità: salmone, seppie, fasolari, pesce spada, gamberoni, cozze e cicale vengono gustate ed apprezzate dal sorridente festeggiato, buon per lui. Io assaggio, la cottura è perfetta ed il pesce è morbido, ma a me, ormai, sembra tutto salato, sigh! Voto 8.

Contorno.
"Carciofi fritti".
Una porzione messa al centro e da mangiare insieme, "abbastanza buoni" dice il mio compagno, per me, ovviamente, salati. Voto 6.

Dolce.
"Sgroppino" per entrambi.
Fnalmente un po’ di frescura; in realtà è un banalissimo sorbetto al limone e non si sente affatto l’alcol. Voto 5.

Quattro caffè per finire: esatto, quattro, cioè due a testa.

Il locale nel frattempo si è animato e chissà perché i tavoli vengono occupati a partire dalla sala più vicina all’ingresso, quella in cui siamo noi; trovo, infatti, che le altre due salette siano più calde, intime e carine.
Noto che la clientela è fondamentalmente composta da abituè, accolti con molto calore. In particolare la proprietaria, che si aggira per la sala in pianelle, si prende cura di una tavolata composta da sette persone: due nonni che hanno portato a cena i figlioli. Peccato che nel tentativo di risultare simpatica esageri e che il tono di voce sia un po’ eccessivo. Fortuna che simili attenzioni sono rivolte soltanto alla clientela fissa e che noi si venga completamente ignorati.
Il "nostro" cameriere, invece, è proprio cortese, scambia qualche battuta con i commensali rimasti temporaneamente soli al tavolo e cerca di creare un clima familiare ed amichevole, come è nello spirito del locale.

Il tutto si risolve in un conto totale di 121,50 €, così ripartito:
due coperti 3 €;
vino 15 €;
due aperitivi più acqua 7,50 €;
due antipasti 40 €;
un primo 9 €;
due secondi 27 €;
due dessert 8€;
quattro caffè 6 €.
E li hanno voluti tutti, compresi i 50 centesimi!
In definitiva trovo che la qualità sia buona ma non eccezionale e che il prezzo sia decisamente eccessivo, non credo di tornarci.

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