A conti fatti, non ci torno. Questa volta, tuttavi...

Recensione di del 29/11/2008

Il Delfino

44 € Prezzo
6 Cucina
7 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 44 €

Recensione

A conti fatti, non ci torno. Questa volta, tuttavia, riconosco che la mia è un'impressione estremamente soggettiva, e che ad altri può piacere.
Andiamo con ordine.
Il ristorante è vicino a casa mia, e da anni ne avevo sentito parlare con pareri discordanti, dal "non li vale" a "ottimo". Tutti, però, concordi nel dire che la cucina era buona. Questa volta, complice l'ennesimo rifiuto di altro ristorante di pesce ad accoglierci al sabato sera, non avendo noi prenotato (chissà perchè?), decidiamo di fare il gran passo, e provarlo.

Arriviamo in una notte buia e soprattutto, tempestosa, bagnati come pulcini, a locale, ovviamente, pieno. Dopo una breve consultazione, tuttavia, ci garantiscono un posto in pochi minuti, e, effettivamente, così è stato, consolandoci dell'attesa con l'offerta di un discreto prosecco, leggermente rosato. A mia moglie non piace, a me molto.
Il locale è piccolissimo, due salette separate dall'ingresso dove troneggia un banco pesce abbastanza fornito, di bell'aspetto. Tutto l'arredo è impostato su un legno scuro in stile moderno, sedie in paglia di Vienna, pareti in spugnato giallo e tovagliato stessa tinta. Curiosa la presenza del balloon per il vino, che si presumerebbe bianco, ma, in fondo, a me basta che il bicchiere non abbia buchi.
Il servizio sarà sempre sorridente, cortese e puntuale.
Diamo un'occhiata alla lista, e prendiamo le nostre decisioni.

Per me, antipasto freddo.
Un gran misto di pesce marinato, piovra, totani, alici e salmone, abbondantissimo, ma...ahi! Per me, una mancanza gravissima, a cui stento a credere. La marinatura ha il classico sapore di acido citrico del succo di limone in bottiglia. Ora, a mio vedere, un ristorante che si rispetti, che si propone come specializzato in pesce, non può fare una scelta simile. Alla fine chiederò esplicitamente, e, in modo invero candido, mi viene confermato "eh, sì, è in bottiglia, se dovessimo usare i limoni, ne andrebbero via un quintale!". No, signori miei, mi spiace. L'alternativa è non metterlo neppure in carta. Visto poi che, in fondo, costa una decina abbondante di euro. Voto 4. Peccato, perchè il pesce era buono, anche se un poco insipidino.

La moglie opta invece per un primo, fettuccine alla polpa di riccio.
Piatto un po' sotto tono, per me, col sentore del riccio ben presente, ma non eccelso. A mio vedere sarebbe un 6,5, per mia moglie, invece, è un 7. Ma siamo lì.

Di secondo optiamo per una gallinella di mare alla vernaccia. Entrambi scegliamo questo piatto pensando a un sugo bianco, mentre, invece, si tratta di un sugo di pomodoro e olive, insaporito con semi di finocchio, e irrorato generosamente di vernaccia. A parte la delusione per l'incomprensione (ma la colpa è nostra, avremmo potuto chiedere) il pesce è buonissimo, e, anche diviso in due, offre due abbondanti porzioni. Il sugo, poi, è davvero eccellente. Se non fosse per la nostra riluttanza a mangiare pesci con sugo rosso, che, secondo i gusti di entrambi, tende a coprirne il sapore, sarebbe davvero un piatto eccellente. Gusti a parte, è un 8 pieno.

Che manca? Il dolce, ovvio. Siamo in forse, quando ci offrono le seadas. Sono trent'anni che non mangiamo seadas serie, e, in un ristorante sardo, forse...
Accettiamo.
Ora, o ci hanno buggerato trent'anni fa in Sardegna, o lo hanno fatto al ristorante. Due piatti così diversi con lo stesso nome non li avevo mai mangiati. In Sardegna, strato di pasta passata al forno, coperta di peretta sarda, con poco miele, su fondo di foglie. Qui, una sorta di panzerotto fritto e croccante, ripieno con pochissimo formaggio (mia moglie dice che era sicuramente la peretta sarda, ma io la ricordavo diversa), annegato nel miele. Troppo dolce, poco formaggio. Per me un 6-, per la consorte un sette abbondante. Gusti.

Finiamo con due caffè, mentre il pasto viene accompagnato da un Müller Thurgau St. Michael-Eppan del 2007, a 17 euro. La consorte lo gradisce, ma per me è un filo troppo acidino.
Ora, arriva il conto, che assomma alla cifra di 88,50 euro in due. Che non è moltissimo, a non è neppure poco, e che, soprattutto, non dovrebbe contemplare il succo di limone in bottiglia. Mi spiace, non ci sto.
Tuttavia, come si evince dal mio scritto, il parere mio e della consorte differiscono alquanto. Il posto è frequentato, lo si vede, da una fascia medio alta di avventori, il banco del pesce è accattivante, e nulla ho da dire sulla qualità. Resta forse una delusione generalizzata. Per i voti, metterò i miei, ma chi legge questa recensione deve sapere che altri la possono pensare ben diversamente.

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