Evvai coll\'etnico

Recensione di del 22/01/2014

El Hornero

23 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 23 €

Recensione

Che io ci torni, può essere, se non altro per esaurire le curiosità, che mi abbia rubato il cuore, direi di no.
Allocato nell'ex Pastarito di piazza Monte Titano, è un localone con circa 200 e passa coperti, pavimento in similparquet, tavoli in legno, sedie di quattro tipi differenti, equamente distribuite nei vari tavoli, pareti di un improbabile violentissimo giallo spugnato. Alle pareti, mezze botti, corna di cervo e teste di animali impagliate. Di esse, la più inquietante è all'ingresso, un enorme bufalo nero, 80 cm di cranio e corna vicino ai due metri, mentre una seconda, un cinghiale apparentemente strabico, ci osserverà mangiare con un ghigno malefico tra le zanne.
Il locale fa parte di una catena, la El Hornero, ampiamente distribuita in America latina, mentre qui sembra essere il primo esempio.
I piatti dovrebbero essere peruviani e consistono in massima parte di grigliate più o meno miste, tra cui spiccano portate “familiari” a 80-120 €, assolutamente abnormi, direi circa 5 chili di carni miste, ma sono presenti anche pesce, zuppe e piatti di insalata.

Appena seduti, ci viene portato un vassoio con sei ciotole di salse varie: quattro di esse sono ampiamente definibili con la parola “piccante”, mentre una è una salsa verde molto saporita e l'altra una salsa bianca acida. Il tutto è accompagnato da un cestino di pane bollente. Noi pensavamo che dovesse essere qualcosa per accompagnare le portate, ma, dopo che il cameriere ci sostituisce il cestino di pane perché diventato tiepido, ci viene il dubbio che sia una sorta di entrée.
Noi prendiamo un “arroz choufa” e un “combinado especial”.
Il primo è, di fatto, una paella, con frittata, carni miste, gamberetti e altro, condita con una salsa di soia, abbondantissima e discreta. Il secondo è composto da due spiedOni (la “O” è voluta) di “cuore di mucca “ (cit.), durelli, e foiolo direi fritto o grigliato (ottimo, tra l'altro), accompagnato da un poco di insalata, una patata affogata in una salsa giallastra stranamente non piccante e un trancio di mais lessato “nature”. La carne è naturalmente dura, ma l'insieme è curioso, e si lascia mangiare.
Decidiamo di prendere anche il dolce. Il cameriere, che ci ha invero seguiti gentilmente e assiduamente (al punto di meritarsi una mancia), davanti alla nostra scelta dei “picarones”, ci spiega praticamente a gesti (ah, già, l'italiano è un optional) che il dolce è sufficiente per due. E infatti, ci si mangia tanto in due, sufficientemente in tre, e ci si addolcisce la bocca in sei: sono sei frittelle di una quindicina di cm di diametro, a base di zucca, annegate in miele diluito. A onor del vero, leggere, non unte, vanno giù bene.
Una birra in bottiglia e due caffè completano il tutto, per la cifra modestissima di 47,50 euro.

Alcune annotazioni.
a) il locale è RUMOROSO. Frequentato in massima parte da sudamericani, le tavolate sono vocianti e chiassose. Se cercate pace e tranquillità, il posto non fa per voi.
b) Abbiamo notato che quasi tutti ordinano pollo. Prendetela per quel che vale. Tra l'altro, il pollo ha davvero un bell'aspetto.

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11/01/2019 / Grandekai

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