Da molto tempo desideravo provare El Gaucho. Via C...

Recensione di del 16/05/2012

El Gaucho

71 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 71 €

Recensione

Da molto tempo desideravo provare El Gaucho. Via Carlo D'Adda è abbastanza lunga e larga, un parcheggio in qualche modo lo si trova. Io e il mio amico Camillo abbiamo prenotato e arriviamo quasi puntuali. L'ingresso a porte scorrevoli è bello, si entra e ci si trova nella penombra. Alle pareti rossastre, le applique sono coperte da tovaglioli bianchi: effetto suggestivo.
Ci guardiamo intorno alla ricerca di feticci calcistici perché, sia detto per inciso, il ristorante è di proprietà di Javier Zanetti, capitano dell'Inter. Niente da fare: la scelta, comprensibile, è quella della neutralità. Probabilmente non vogliono che la clientela sia selezionata da criteri più sportivi che gastronomici. Gli irriducibili tifosi, in compenso, possono guardare la Carrozzeria Inter, che per puro caso si trova quasi di fronte al ristorante e abbonda di bandiere nerazzurre, simboli e stemmi di ogni tipo. Ma, ripeto, è solo un caso: la carrozzeria è lì da più di cinquant'anni, non ha niente a che fare con Zanetti. E poi noi siamo qui per mangiare la famosa carne argentina: non abbiamo voglia di pensare al calcio e alla stagione appena conclusa, per noi tutta da dimenticare.
Scegliamo un tavolino nella seconda stanza. Come ho detto: penombra, colori caldi, atmosfera. Adatta a cene romantiche, ma anche a serate fra amici. La griglia, protagonista di questo locale, è a vista ed è manovrata da un cuoco in tenuta nera.
Tovaglia bianca, piatti e posate di classe, bei calici da degustazione. Ma ecco la carta dei cibi e quella dei vini. Tutto è in spagnolo, con una traduzione in italiano scritta in piccolo, e con l'avvertimento che la carne è all'80% argentina, al 20% è invece piemontese.
Cominciamo con due antipasti che divideremo: una “empanada de cebolla, panceta y mozzarella” (traduzione intuitiva) e una porzione di “mollejas al verdeo” (ossia animelle con salsa al cipollotto). Ottima la empanada (un panzerotto, per chi non lo sapesse); fantastiche le animelle, delicatissime ma molto saporite, con una salsina favolosa.
In Argentina non hanno primi piatti. Di secondo scegliamo la parrillada mixta (cioè la grigliata mista) e non ci preoccupiamo di specificare come preferiamo la cottura. Arriva una griglia piena di pezzi di carne: braciole di manzo, costine di vitello e due tipi di salsicce di maiale. Il piatto si presenta bene, fa molta scena, ma vediamo com'è la carne pezzo per pezzo. Ebbene: il manzo non è un gran che, è troppo cotto ed è “slegner” (parola milanese che vorrei poter tradurre in spagnolo per far presente al personale che la carne non è tenera). Favolosa una delle due salsicce (quella piccola) e buona l'altra. Tenerissime e succulente le costine di vitello, forse la parte migliore di questa grigliata. Come contorno ci dividiamo patatine fritte (tipo chips) e una “Bomba de Papa” (patata al forno, cotta con la buccia e nella stagnola, accompagnata da una salsa di cipolle). Le patatine chips sono discrete ma personalmente preferisco le patatine industriali di alta qualità (quelle inglesi); la patata al forno è eccellente soprattutto per merito della salsa, saporita ma niente affatto pesante nonostante le cipolle.
I dolci sono su una lista a parte. Il “dulce de leche”, un'istituzione per gli argentini, compare come ingrediente in molte proposte della carta. Compare anche nel dolce che scelgo io: Mil Hojas (millefoglie ripiena di dulce de leche, panna e fragole). Il mio amico prende invece una pera cotta nel vino con gelato di mascarpone. La mia millefoglie non è compatta come la “Cremeschnitte” tedesca o austriaca, qui gli strati di sfoglia sono appoggiati delicatamente l'uno sull'altro alternati al ripieno. L'effetto è visivamente spettacolare, l'inconveniente è che nel tagliarla la si sfascia e la crema va da tutte le parti. Buona senz'altro, anche se un pochino troppo dolce. La pera del mio commensale è meno suggestiva a vedersi, ma ha un mix di sapori deciso, equilibrato e ricco di personalità. E non è affatto troppo dolce: perfetta.
Il pane che ci hanno portato assomiglia a quello degli hamburger, non so che pane mangino gli argentini ma intuisco che per loro non ha una grande importanza.
E veniamo al vino: ci siamo regalati un Merlot Riserva Navarro Correas 2009, ed è stata un'ottima scelta; 13,9° che non si sentono: segno che il vino è di grandissima qualità. Il prezzo di questa bottiglia è di 35 euro, non so quanto costi in enoteca ma un vino del genere di solito va sui 20 euro, quindi il ricarico a 35 mi pare onesto.
L'acqua minerale gassata che abbiamo bevuto era la “Filette”. Confesso che non la conoscevo. Viene dalla Ciociaria ed è ottima, ma quello che mi ha colpito è la bottiglia da 0,75 molto elegante, identica a quelle usate per i vini bianchi.
Il conto: due coperti (6 euro), una empanada (6 euro), mollejas al verdeo (11 euro), parrillada mixta (50 euro), patatine chips (7 euro), patata al forno (7 euro), pera al vino (8 euro), mil hojas (8 euro), il vino (35 euro) e l'acqua minerale (4 euro): in totale sono 142 euro.
Un amico argentino mi ha detto che non avremmo dovuto scegliere la grigliata mista perché in quella preparazione mettono la carne che capita, senza particolari selezioni, e dunque nessuna meraviglia che ci fossero dei pezzi meno buoni. Ma in particolare segnalo che la carne era in gran quantità, decisamente troppa. E dato che mi seccava sprecarla, mi sono fatto fare il “doggy bag”. Accuratamente avvolto nella stagnola e consegnatomi in un sacchetto di carta da panetteria.
Il servizio è a cura di camerieri tutti rigorosamente argentini. Non hanno problemi con l'italiano, ma quando parlano sembra di ascoltare l'intervista di qualche noto calciatore. Bravissimi questi ragazzi, molto attenti e premurosi. Hanno servito il vino in modo impeccabile, ci hanno chiesto spesso se tutto andava bene, ci hanno offerto un altro cestino di pane prima che finissimo il nostro, si sono preoccupati di cambiare il combustibile sotto la griglia-scaldavivande. Alla fine, quando ci siamo alzati da tavola, ci hanno congedati con una cordialissima stretta di mano.
Credo che in questo ristorante, facendo più attenzione e scegliendo con cura, si riesca a mangiare ancora meglio e a spendere meno. Perciò lo voglio provare di nuovo, e credo che non ne sarò deluso. Comunque questa sera mi sono trovato bene.

Condividi la tua esperienza

Raccontarci le tue personali esperienze è fondamentale per permetterci di conoscerti sempre di più ed offrirti consigli su misura per te. ilmangione non è più un'esperienza statica, ma una potente Intelligenza Artificiale che impara a conoscerti partendo da quello che ti piace.