Colto da improvviso ardore sentimentale, decido, p...

Recensione di del 16/07/2008

El Brellin

52 € Prezzo
7 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 52 €

Recensione

Colto da improvviso ardore sentimentale, decido, per domani sera, di portare mia moglie sui Navigli a provare El Brellin, ristorante sito nel Vicolo dei Lavandai, punto molto caratteristico e conosciuto della Vecchia Milano e ristorante che è sempre stato nella mia lista "da provare": ottima occasione finalmente per flaggare anche questo.
Prenoto per le 20:45 del giorno dopo un tavolo per due in giardino, al telefono chi raccoglie la mia prenotazione è piuttosto gentile e questo per me è sempre un buon segno ed un buon inizio.
Il giorno dopo arrivo in zona Navigli per le 20:15 circa, supero un buon posto auto dicendo: "Proviamo un po' più avanti...". Ed è l'errore tragico che ti compromette una partita già vinta!
Giro per tre quarti d'ora cercando un posticino che appena appena non autorizzi i vigili a farmi una megamulta ma niente da fare, alla fine per non rovinarmi la serata posteggio alla fermata del 19: un vigile avrebbe tutto il diritto a multarmi ma sono talmente nero che sbatto la macchina lì e ci avviamo al ristorante.
Per onor di cronaca, il posteggio non dà, comunque, fastidio a nessuno.
Chiamo il ristorante scusando il mio ritardo di una ventina di minuti, mi dicono che non c'è problema e quindi ci godiamo la passeggiata che ci separa dal Brellin ed è un tuffo nel passato: era un pezzo che non andavo sui Navigli, che non vedevo le bancarelle, i tavolini dei locali e delle osterie fuori sui marciapiedi ed in strada, la gente che si gode la serata passeggiando ed ascoltando un concerto jazz proprio vicino al ristorante. Bell'atmosfera ed anche un sacco di belle sgarzole, oltre a mia moglie!

El Brellin è un locale doppio nel senso che fa da caffè e da ristorante: l'ingresso di quest'ultimo è sito proprio nel Vicolo delle Lavandaie.
Attraversato l'archetto in legno con tegole che sovrasta il mini-ponticello sulla vasca, si accede al giardinetto dove sono situati i tavolini, tra cui il nostro. Non c'è grande spazio fuori, ma è talmente caratteristico che se ne può fare anche a meno.
Entriamo nel ristorante al chiuso e vedo che alla mia sinistra si dipana una sala molto carina ed elegante con alle pareti dei quadri con giochi dell'oca: singolare. Al piano superiore c'è un'altra sala ristorante.
In fronte c'è la cassa ed il desk di reception la cui signorina ci indica il nostro tavolo in giardino accompagnandoci allo stesso.
Tutti i camerieri sono elengantemente vestiti con camicia bianca, pantaloni neri e grembiule nero gessatino, serigrafato con piccolo logo del Brellin, a coprire gambe e petto.

Una volta accomodati ci viene servito un calice di bianco con le bollicine: chi ce lo versa ci presenta anche la bottiglia ma sinceramente non ricordo l'etichetta (Conti Castaldi?).

A seguire ci viene offerto il menu: esso spazia tra proposte piuttosto milanesi e cucina ricercata (si dice ancora?).
Sono piuttosto indeciso ma, alla fine, come d'abitudine opto per un primo ed un secondo, mia moglie per un antipasto ed un primo.

Per vino scelgo un 375 ml, Bonarda Vanzini 2007, amabile e servita a giusta temperatura, fresca: mi è piaciuta, semplicemente.
Come d'abitudine descriverò la mia cena, accennando alla comanda di mia moglie.

Dalla cucina arriva l'antipasto che lei ha scelto, un'insalata di pollo che definirla come tale è piuttosto riduttivo: infatti sul menu c'erano due righe di spiegazione! Lo chef, spero, mi scuserà.
Il mio primo, invece, sono tonnarelli con uva passa, finocchietto selvatico e pomodorini: i tonnarelli sono una specie di spaghetto alla chitarra ma non all'uovo.
Il piatto era davvero ben presentato ma l'ho trovato nel complesso piuttosto dolce, molto probabilmente per gli ingredienti utilizzati: per le mie papille gustative, nel complesso, discreto ma l'avrei gradito un po' più salato.

La seconda entrata è il primo di mia moglie, dei tagliolini freschi allo zafferano e spuma di pecorino.
Per me la sella di maialino cotta a bassa temperatura, laccata al miele su sformatino di patate al cumino, e qui devo dire che il piatto è eccellente: ottimo il maialino con il suo sughetto e lo sformatino che mi costringono a dover bissare il cestino del pane (tra l'altro ottimo, con vari paninetti di diversa fattura).
Piatto decisamente bello a vedersi e anche piuttosto abbondante: mi fa sentire soddisfatto. Il mio ego gongola per la scelta positiva effettuata.

Appena finita la nostra seconda portata, ci viene offerto un piatto con del melone ben fresco: un pò di frutta è gradita e giunge a puntino.

Visto che abbiamo fatto trenta, decidiamo che il trentuno abbia le sembianze di due buoni dolci: per la mia lei una spuma creola e per me un bel zabaione al Passito di Pantelleria, buono e gustato avidamente.
Chiudiamo con due caffè, per me corretto. Completa la comanda una bottiglia di frizzante da mezzo litro.

Bell'esperienza, dettata molto dall'ambiente elegante senza sentirsi fuori luogo e da un servizio ineccepibile senza essere invasivo.
Il conto finale è di 104 euro, ossia 52 a cocozza che, a mio avviso, reputo un buon prezzo per tutto ciò che mi è stato offerto e per dove ho consumato la cena: non dimentichiamo che siamo sui Navigli in piena Milano.
Ambiente romantico e ristorante decisamente consigliato per una cenetta intima ma non solo: può anche fare al caso per una cena fra amici con un po' più di tono.
Io credo proprio che ci tornerò, posteggiando appena vedo un buco libero!

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