Dopo un breve soggiorno dei miei genitori a Milano...

Recensione di del 30/06/2008

El Brellin

50 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 50 €

Recensione

Dopo un breve soggiorno dei miei genitori a Milano, per l’ultima sera decidiamo di far loro assaggiare la cucina milanese. Il problema che si pone è il "dove" in quanto, per assurdo, mangiare “milanese DOC” a Milano non è per niente semplice.
Dopo un consulto a più menti ed un rapido riscontro su internet, la scelta cade su “El Brellin”, scelta effettuata sempre con la paura latente dell’errore culinario, insidia avvalorata dalla posizione del locale, zona navigli, molto turistica e, quindi, per definizione, non sempre sinonimo di cura, ricercatezza e buon rapporto qualità/prezzo.
Come dicevo il locale è in zona Navigli e precisamente in Vicolo dei Lavandai e fa angolo con il Naviglio Grande.
Il Vicolo dei Lavandai è uno splendido scorcio di una Milano antica, l’impressione è quella di essere stati catapultati indietro nel tempo e sembra impossibile essere al centro della movida milanese.
Splendida la costruzione del ‘700 e molto caratteristico ed invitante lo spazio esterno delimitato dal lavatoio e coperto da una caratteristica tettoia antica.
Continua la sensazione di essere stati trasportati indietro nel tempo.

Veniamo fatti accomodare in una bella sala alle pareti della quale sono esposte, incorniciate, svariate versioni del gioco dell’oca, l’ambiente è molto curato, così come la mise en place, di ottima qualità e gusto.
L’illuminazione è soffusa e rende il tutto molto intimo ed elegante.

Non appena accomodati ci viene offerto, da un simpaticissimo cameriere (incredibile ma vero!) che ci seguirà tutta la serata, un fresco e gradito prosecco di benvenuto, vengono accese le due candele sul tavolo e noi abbiamo modo di gustare dell’ottimo pane (anche questa una piacevolissima sorpresa), l’ottima focaccia e degli spettacolari grissini.
Per il vino, data la variegata composizione dei commensali e data la calura esterna dalla quale venivamo, optiamo per un vino rosé che ci soddisferà pienamente e del quale, poi, ordineremo un’ulteriore bottiglia, lo Scalabrone Bolgheri Rosato Antinori 2006. Vino splendido di buona struttura dal leggero sentore di fragola che è stata un’ottima e riuscitissima alternativa al vino rosso.

Passiamo alle ordinazioni; cotoletta alla milanese con patate per cinque. Cosa dire? La celebre cotoletta alla milanese che mi dicono qui è presentata in una delle sue massime espressioni: l’aspetto è spettacolare, la doratura è perfetta ed il sapore risponde perfettamente alle aspettative. Una portata sontuosa nella sua semplicità ed a mio parere di non così facile esecuzione.

Mia moglie propende per una sella di maialino cotta a bassa temperatura, laccata al miele di acacia su sformato di patate al cumino.
Una sola parola per descrivere questo piatto: incredibile!
Splendida la presentazione, con tre fette di sella dal colore dorato, per la laccatura, adagiate su uno sformato di patate al cumino che ne esaltava il sapore ed il contrasto cromatico. La sella, incredibilmente morbida, dal sapore delicato ma ben definito, esaltato all’impossibile da una leggera e gustosissima laccatura al miele, semplicemente perfetto l’accostamento con le patate al cumino che “scuotevano”, con il loro sapore fortemente speziato, la delicata dolcezza del maialino.
Uno dei piatti da ricordare, un “best of” il cui gusto è da serbare in un angolino e tirarlo fuori nei momenti di “sconforto culinario”.

Soddisfatti per l’andamento della serata e soddisfatti di quanto gustato finora, ordiniamo anche un assaggio di formaggi.
I formaggi vengono prelevati da un invitante carrello ed adagiati su di un tagliere di forma circolare.
Su mia esplicita richiesta mi vengono illustrati, con dovizia di particolari, tutti i sei tipi di formaggi presenti nella girandola, data la stagione freschi o a bassa stagionatura, che vanno dal quartirolo fresco ad un gorgonzola a bassa stagionatura, passando per un pecorino toscano e per uno spettacolare “formagitt” di Montevecchia, formaggio di latte di capra dal sapore entusiasmante.
I formaggi erano accompagnati da una confettura di zucca (ottima scoperta), una confettura di cipolle rosse (ottima qualità, perfetto equilibrio agrodolce) e del miele con le noci.

In chiusura il dolce, del quale non ricordo perfettamente la dicitura, parfait con del cioccolato fuso e granella di pistacchio.
Buono anche se non entusiasmante, scelta che non rifarei anche se la sola presentazione del dessert valeva l’ordinazione.
Mia moglie, invece, per dessert, ha ordinato delle fragole macerate all’aceto balsamico, che non ha voluto farmi assaggiare tanta era la bontà.
Per finire il caffè, anche questo buono (ed anche questo un accadimento non proprio scontatissimo).

Il conto, in sei, è stato di 300 €.
In conclusione splendida serata in un elegante e curato locale in un caratteristico scorcio di Milano, con un servizio attento, simpatico e preparato e con una cucina legata alle tradizioni, di ottima qualità e con il giusto grado di “creatività”.
Voto: cosa si cerca di più...

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