Sembra spagnolo ma non è, la parola viene direttam...

Recensione di del 22/02/2012

El Bechée

68 € Prezzo
7 Cucina
8 Ambiente
7 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 68 €

Recensione

Sembra spagnolo ma non è, la parola viene direttamente dal dialetto meneghino “il macellaio”, eccoci in una delle roccaforti milanesi dove potete gustare "La Carne": El Bechée. Locale decisamente giovane ed informale, colorato ed accogliente.

Al tavolo ci attendono due salsine, ketchup e maionese con erbette, che affiancano sfiziose e croccanti chips di patate fritte.
Accompagniamo questa degustazione ricca di saporite e succulente carni con un vino Allegrini “Palazzo della Torre” 2008 ed un simpatico cestino di pani al sesamo bianco e nero, squisiti, molto morbidi, di temperatura piacevolmente tiepida.

Entriamo subito nel vivo con un bis di carni crude, medesima base ma rese estremamente distinguibili dal condimento.
Prima una tartara classica, lavorata con olio, limone, sale, pepe, acciuga, cetriolini, tuorlo, cipolla, prezzemolo, worchester, tabasco, capperi. Tutti gli ingredienti forniscono estrema morbidezza ed aromaticità al piatto, rendendolo gustoso e smussando leggermente i toni della carne che resta sulla sfondo, delicata. Un letto di insalatina rinfresca il palato e dona un tono di vivace colore.
Nella tartara di vitello con frutto della passione, arancia, aneto e pepe cambiamo decisamente impronta, la carne risulta esaltata nei suoi toni naturali dalla estrema freschezza e dolce di finocchio e frutta. Questa, con la sua tonalità acida, rende molto scorrevole il boccone al palato, golosamente stuzzicato dal pepe ed i semi croccanti del frutto della passione. La tartare, nella sua seconda versione di crudità, convince decisamente.

Segue un arruffato piatto di salumi misti, composto da salame casereccio, lardo, culatello, soppressa, di cui apprezziamo in particolare quest’ultima. Il piatto meriterebbe un piccolo tono di cura e colore, a vivacizzare la portata che appare solitaria e non valorizzata.

La polenta al brucio è composta da pasta di salame, briciole di pane profumato e pecorino. Giunge in una terrina e nasconde grande intensità di gusto e sapore. Molto piacevole l’assaggio, in cui la croccantezza del pane gioca con la morbida polenta, a cui salame e formaggio danno un’ideale spunto di sapidità.

La tagliata al profumo di timo, di un bel colore roseo delicatamente condita con l’olio all’erba e gentili e grossolani chicchi di sale si fa apprezzare per la sua delicatezza e la consistenza tenera. Convince all’assaggio e appare ottimamente dosata.

Pollo alla diavola disossato e saporito, servito con melanzane saltate, pomodorini e rucola: la carne è morbida, per nulla asciutta e di ottima cottura. Sfiziose le verdurine, per gusto ed impatto cromatico, l’insieme è generosamente arricchito da visibile olio di condimento, con una punta di eccesso a nostro parere.

Arriva al nostro tavolo un'imponente pancetta e formaggio burger: duecento grammi di voluttuosa carne trita di Angus con formaggio fondente lingotto, pancetta affumicata, pane americano. È accompagnata da lattuga, pomodori, cipolla e patate Bechée. Ottimo l’impatto scenico, spensierata portata in stile fast food da mangiare letteralmente con le mani e con gli occhi.

In ultimo ci concediamo una portata dalle dimensioni titaniche: catalana del Bechée. È un gran misto composto da pollo, salamella, entrecôte, filetto, costine, patate Bechée, fettine di polenta e dolci verdure alla griglia (pomodori, melanzane, zucchine, peperoni, cipolla rossa).
Tutte le carni sono morbide, dalla buona cottura e giusta sapidità ad eccezione della salamella, che inoltre in alcuni punti appare bruciacchiata, cosa che ne rovina un po’ il gusto.
Portata molto impegnativa, ideale da condividere piacevolmente in ottima compagnia.

Esploriamo il territorio dei dolci.
Partiamo dalla convincente torta al fondente, ganache corposa, morbida, cremosa, con una perfetta nota crunch conferita dal biscotto posto alla base. Servito con panna montata e una pallina di fresco gelato al passion fruit, che non ci pare accostamento ideale al protagonista cioccoloso.
La crema alla catalana è un’interpretazione del dolce classico rivisto in chiave più robusta: gustosa ed estremamente compatta, abbandona la consistenza più soffice dell’originale per assumere un carattere più forte, che lascia una sensazione di grassezza al palato.
Il semifreddo al torroncino ha un timido sentore di torrone che ritroviamo in scaglie al suo interno. Piacevole la consistenza e l’accompagnamento di panna, risulta nel complesso di troppo poco carattere.
Concludiamo il panorama goloso delle dolcezze con assaggi di gelati alla vaniglia, amarene, nocciola e fragole, tra cui ci sfiziano particolarmente quello alla vaniglia e alle amarene, impreziosito da morbidi pezzetti di frutta.

Salutiamo la cena con un caffè ed un buon sorso di gentile grappa alla camomilla.

Stasera El Bechée ci ha offerto un universo di carni dalle diverse sfaccettature, dal crudo più naturale alla grigliata più estrema, passando per la delicatezza di tenere cotture al sangue. In generale soddisfatti, con qualche appuntino qua e là ad una cucina giovane che merita sicuramente di affinarsi e crescere, con il nostro invito a godere dei piaceri di questo mangiare “muscoloso”, dosandone con giudizio le quantità, perché solo così ci si delizia veramente di gusto.

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