In una fredda e piovosa domenica di settembre, inv...

Recensione di del 18/09/2011

Corte della Risaia

41 € Prezzo
4 Cucina
4 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Negativo
Prezzo per persona bevande incluse: 41 €

Recensione

In una fredda e piovosa domenica di settembre, invogliati dalla recensione di un mangione, decidiamo di andare in questo ristorante che sembra una trattoria d'altri tempi, a Milano, ma sembra di stare fuori dalla città.
In zona Barona si esce dai quartieri cittadini, s'imbocca una strada di campagna costeggiata dai fossi e si arriva a destinazione: un posto immerso nel nulla e probabilmente circondato da risaie. Vedendo dal di fuori la struttura, si ha l'idea di una vecchia cascina con le facciate dai muri un po' fatiscenti. Entrando, l'atmosfera è di un ristorante normale ma sicuramente l'affettatrice professionale rossa in bella vista la fa da padrona ed è di buon auspicio! I tavoli sono apparecchiati con tovaglia e tovaglioli bianchi, i piatti, i bicchieri e la posateria è di quella comune che si può trovare ovunque.
Veniamo accompagnati al tavolo ed il proprietario si vanta del pane fatto in casa, che naturalmente crea in noi una grande aspettativa ma che alla fine sembra quello in cassetta che si fa in casa, con l'apposito apparecchio, senza crosta e che non sarebbe da lodare così tanto visto che non è nè per il gusto nè per per la qualità e fraganza un gran che.

Abbiamo ordinato tre affettati misti di salumi di loro produzione (salame lardo pancetta e crudo) e un antipasto di mare caldo (moscardini con pomodoro) entrambi senza infamia e senza lode.
Come primi piatti (di pasta fresca preparata giornalmente dallo chef) scegliamo tre pappardelle al cinghiale e due tagliatelle asparagi e gamberetti.
La pasta è sicuramente fatta in casa, ma non è stesa con l'altezza giusta (è troppo alta) e la consistenza non è quella grinzosa che permette al sugo di "attaccarsi" a dovere. Il sugo di cinghiale a condimento delle pappardelle ce lo aspettavamo in gran quantità e con il pomodoro, per poter "pucciare" dopo aver finito la pasta: il piatto non era ben amalgamato ed il sugo era veramente poco, si vedeva solo la carne con pochissimo pomodoro.

Come secondo un fritto misto di calamari (da evitare visto che il posto anche se ha dei piatti di pesce è specializzato nella carne), un filetto al gorgonzola e uno al Barolo entrambi con la carne un po' nervosa e uno stracotto d'asino con polenta, che mi aspettavo di tagliare con la forchetta ma che si è rivelato un po' duro.

Come dessert, sempre elogiati dal proprietario perchè fatti da loro, solo la scelta tra tiramisù con crema chantilly, torta alle pere e cioccolato e torta di mele. Optiamo per le due torte, due tiramisù e un sorbetto al limone..
Le due torte sembrano quelle della nonna: alte e soffici ma non da urlo.
Nota per il tiramisù: forse lo chef si è dimenticato di fare la crema chantilly, c'era solo della panna e come sapore sembrava quella della bomboletta spray.
Una bottiglia di bianco di cui non ricordo il nome e tre bottiglie di acqua e cinque caffè: 206 euro il totale per cinque.
Peccato, prchè eravamo partiti con tante aspettative e l'idea di fare un buon pranzo domenicale che aveva i presupposti per essere ottimo: siamo usciti delusi e insoddisfatti sia per il rapporto cibo mangiato/prezzo pagato, sia per la scarsa qualità delle materie prime e dei piatti che abbiamo ordinato.

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