Bentrovati.
Dopo un attenta consultazione del...

Recensione di del 28/10/2006

Cicala 02

48 € Prezzo
8 Cucina
7 Ambiente
6 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 48 €

Recensione

Bentrovati.
Dopo un attenta consultazione del sito e delle recensioni più interessanti decido di prenotare una cena ad uno dei ristoranti più “ciccati” del momento: Cicala 02.
Telefono e riservo senza problemi un tavolo per otto persone sabato alle 21:30 accordandomi già in fase di prenotazione per un menuù degustazione per tutti.

Ci presentiamo con leggero ritardo, entriamo: di fronte all’ingresso il bancone del bar, subito dietro la sala da pranzo divisa in due da una parete interna, il locale è al pian terreno, le vetrate che separano dalla strada sono coperte da tende, rosse come il colore delle tovaglie dei tavolini in legno su cui i clienti vengono fatti sedere gli ospiti.
Non ci sono i posti liberi, le voci sono calme e pacate, i clienti ci guardano con sospetto vedendo la nostra allegra compagnia temendo che l’atmosfera possa essere guastata, non sarà però questo il caso.
Non veniamo accompagnati al tavolo ma ci accomodiamo da soli, sono già presenti due piccoli vassoi con pochi, piccoli ma ottimi pezzetti di focaccina e craker al formaggio: in tutta la sera però, il pane ci sarà portato una sola volta, dopo averlo richiesto e solo prima dei dolci.

Poco dopo ci viene consegnata la lista dei vini, una selezione di vini principalmente del nord Italia per quanto ai bianchi e più estesa per quanto riguarda quelli rossi (nel sito web del locale sono dettagliate quasi tutte le bottiglie presenti in carta), i ricarichi sono medi.

Come detto optiamo per un menu degustazione a 34 euro vini esclusi, accompagnato da due bottiglie di acqua naturale, due bottiglie di Umani Ronchi Verdicchio Casal di Serra 2004, una di Aulente 2005 San Patrignano ed una di Anselmi Passito I Capitelli 2002 (0,375 cl.), aperte al tavolo, fatte assaggiare e servite.

Si parte.
Benvenuto dalla cucina: una zuppetta di cavolo nero con crostini cui segue una crocchetta di dentice con maionese di porri, buona la prima, discreta la seconda.

Antipasti.
"Triangolo del buongustaio" (vitello, maialino da latte, coniglio).
Si tratta di una piccola salsiccia di vitello cruda, un triangolino di musetto di maiale grasso e gustoso ed un bocconcino di coniglio adagiato su una crostatina salata.
"Calamari cotti a bassa temperatura con scaloppa di fegato grasso d’anatra e cous cous".
Il piatto migliore della serata, apprezzato da tutti, pesce tenerissimo, quasi crudo, ottimo il contrasto con il fegato grasso purtroppo un po’ ristretta la porzione.
"Crema di zucca con bocconcino di ricotta di pecora ed amaretti".
Piatto un pochino strano che non ha convinto molti e che mancava di personalità.

Primi.
"Ravioli del plin"( vitello, maiale, coniglio).
Una decina di piccolissimi ravioli serviti in un mini coppetta: asciutti e ben fatti.

Secondi.
"Stoccafisso mantecato alla Brand de Cujun".
In una ciotolina una ottima crema di pesce leggera e per nulla unta sormontata da tre sottili sfoglie di patate fritte, a me è piaciuto parecchio, per le quantità vedi sopra.
"Sottofiletto di Fassone piemontese con tortino di castagne, patate ed animelle croccanti".
Ottima la qualità della carne, della cui cottura ci è stato chiesto con largo anticipo e divertente il tortino, forse eccessivamente dolce.

Dolci.
"Bavarese allo yogurt greco, miele di castagno e muesli".
Servito in un sottile calice a stelo, simile a quelli da grappe, questo dolce aveva una consistenza eccezionale, ottimo.
"Crema viziosa".
Una crema pasticcera leggera con una nuvoletta di zucchero bruciato, buona conclusione.
Per finire cinque caffè.

Servizio.
Affidato a giovani, per lo più stranieri e alle prime armi, a volte un po’ distratti (il vino passito ci è stato servito solo dopo il secondo dolce, l’aria condizionata è stata spenta solo alla terza nostra sollecitazione ed il pane non ci è mai stato cambiato prima dell’unico secondo piatto) anche se ritengo apprezzabile il tentativo di descrivere di volta in volta i piatti.

L’esperienza è tutto sommato positiva, ho trascorso tre ore piacevoli, probabilmente tornerò ma sicuramente eviterò il menu degustazione e mi concentrò di più sulla carta, sapori dei piatti troppo eterogenei (attenti ai deboli di stomaco), e non ho avvertito un preciso filo conduttore nella scelta del percorso degustativo, quantità un pochino ridotte.
Otto menù degustazione 34 €; due acque minerali naturali 4 €; due bottiglie di Umani Ronchi Verdicchio Casal di Serra 2004 32 €; una bottiglia di Aulente 2005 San Patrignano 16 €; una bottiglia di Anselmi Passito I Capitelli 2002 (0,375 cl) 24 €; sei caffè 10 €. Totale 358 €, 48 € a testa.

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