Serata milanese: dopo qualche indecisione si decid...

Recensione di del 11/09/2008

Casa Tua Osteria

23 € Prezzo
4 Cucina
6 Ambiente
5 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 23 €

Recensione

Serata milanese: dopo qualche indecisione si decide di andare a cenare in questa “osteria” gestita dallo stesso patron di un altro rinomato locale milanese in zona Porta Romana, cioè “Giulio Pane e Ojo”. Telefoniamo e prenotiamo per le 21.45.
Arriviamo puntuali ma il tavolo non è ancora libero essendo il locale completamente pieno.

Nell’attesa ci viene offerta, così come è tradizione anche del ristorante sopra menzionato, una caraffa di vino bianco con dei bicchieri di plastica: vino bianco frizzantino che io ometto di bere perché reduce da identica esperienza da “Giulio” e la cosa non mi aveva per niente entusiasmato, anzi.
Veniamo fatti accomodare: il locale è molto carino, luci soffuse, candele a tavolo, tovagliato e stoviglie da osteria con un pizzico di ricercatezza.
Servizio giovanile, simpatico e gentile.
La cucina proposta è toscana e, a detta del cameriere che ci ha servito, per la precisione una cucina toscana antica e di conseguenza con portate sostanzialmente povere. Questo a spiegare anche l’assenza della famosa e famigerata fiorentina.

Ordiniamo e nell’attesa ci vengono serviti un piatto di panzanella ed un piatto con del salame toscano, della finocchiona e del pecorino toscano.
La panzanella è una pietanza, non cotta, della tradizione povera toscana, consumata un tempo dai contadini che stavano tutto il giorno nei campi a lavorare, composta da pane raffermo, pomodori, cipolla rossa, sale, basilico ed aceto. In realtà la ricetta originale prevede anche l’utilizzo dei cetrioli, ma io non ne ho trovato traccia. Piacevole anche se il pane era troppo bagnato e di conseguenza un po’ troppo molle
Il piatto con i salumi ed il formaggio era invece nella norma, con un appunto critico al fatto che lo stesso fosse appena uscito dalla cella, a totale discapito del sapore e del profumo.

Io ho ordinato pappardelle al ragù di cervo e peposo alla fornacina da dividere con mia moglie.
Da bere, dopo una rapida consultazione, si opta per un rosso toscano (presenti in lista solo vini toscani) e precisamente per un Montecarlo Rosso Fattorie del Teso del 2005, piacevole ma sicuramente non entusiasmante, e due bottiglie d’acqua microfiltrata (alla fine le bottiglie d’acqua saranno quattro ed al vino si aggiungerà un mezzo litro di vino rosso della casa).

Avendo deciso di dividere le portate per assaggiare più cose, le pietanze arrivano contemporaneamente: le pappardelle al ragù di cervo sono buone ma il cervo non risulta pervenuto, buona la cottura della pasta, buono il sapore del sugo ma c’è un grande assente... il cervo.
Gustoso invece il peposo, carne di manzo cotta nel vino rosso e salsa di pomodoro con abbondante pepe nero e pepe verde in grani, un ottimo piatto della tradizione culinaria toscana. Morbidissima la carne (la ricetta originale prevedeva l’utilizzo degli scarti del manzo) e molto gustoso il condimento, con una netta predominanza del sapore del pepe su tutti gli altri.

A questo punto viene ordinata una porzione di agnello al forno, cotto con del timo e delle bucce d’arancia. Pessima idea: l’agnello è riscaldato e risulta secco e stopposo, con il sapore dell’arancia sovrastante su tutto quasi da diventare fastidioso, davvero una pessima idea.
Ad accompagnare i secondi delle porzioni di patate al forno, queste sì buone e piacevoli da mangiare.

In ultimo, una crostata di ricotta assolutamente anonima, con cui ci viene servita una bottiglia di vin santo con dei tozzetti alle mandorle ed un altro tipo di biscottini secchi. Neanche questi sono riusciti a risollevare l’idea che mi stavo facendo del locale in questione.
In ultimo caffè ed una grappa di sconosciuta provenienza.

In conclusione un locale carino, adatto agli standard milanesi, ambiente giovanile e simpatico, cucina decente con qualche voragine e scarsa cura nei dettagli culinari. Forse un po’ più di vera “toscanità” avrebbe dato più credibilità al tutto.
Conto: in sette 160 euro.
Voto: c’è di meglio…

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