Ingolositi dalle recensioni de ilmangione.it, d...

Recensione di del 03/09/2008

Casa Tua Osteria

25 € Prezzo
6 Cucina
6 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Scarso
Prezzo per persona bevande incluse: 25 €

Recensione

Ingolositi dalle recensioni de ilmangione.it, decidiamo di festeggiare all’Osteria Casa Tua il ritorno nella grigia Milano con dei nostri cari amici. La prenotazione è per le 20:45. La mia dolce metà ed io siamo puntuali così, nell’attesa dei nostri amici e per buona educazione, decidiamo di avvertire che eravamo arrivati e che a breve pure l’altra coppia ci avrebbe raggiunto. Qua la prima sorpresa. Il tavolo non c’è perché pare che la prenotazione non sia stata presa. Ci offrono da bere e dopo pochissimi minuti arrivano gli altri commensali. Ma il tavolo non è ancora pronto. Voi direte: può capitare! No, perchè iIn poche parole la serata viene suddivisa in due turni. Se ci avessero parlato chiaramente dell’esistenza dei due turni avrei gradito di più piuttosto che sorbirmi la gag della mancata prenotazione. Non approvo! Dall’esterno il locale è carino e ve lo so dire bene avendo aspettatto fuori una decina di minuti. Un open space con luci soffuse dall’arredamento piacevole e quasi elegante sebbene lo stile sia più da osteria che da ristorante. All’interno i tavoli sono in legno e l’apparecchiatura classica. Il locale è distribuito su due piani e noi veniamo fatti accomodare nel piano inferiore. L’acustica nel seminterrato è tale da favorire un carico di decibel che alla lunga è eccessivo.


Una volta accomodati ci viene offerto un po’ di salame e pecorino in un piatto e nell’altro una specie di panzanella: buoni (voto 7,5). Il pane è a fette ed è simile a quello toscano. Va detto che, sebbene il ristorante sia un’osteria toscana, sospetto, senza grandi dubbi, che i proprietari siano laziali. Alle nostre spalle c’è una lavagna con i primi (costano tutti 10 euro), i secondi (costano tutti 15 euro) e i dolci (6 euro). In un secondo momento scopriremo che molti dei piatti elencati lì in realtà non potevano essere scelti. Le scelte le dobbiamo fare sul menu che successivamente ci verrà portato. Va detto che nel seminterrato ci sono due camerieri, entrambi molto occupati, che pur impegnandosi molto non riescono ad essere presenti con solerzia.


Di comune accordo scegliamo di prendere l’assaggio di primi. Si tratta di un tris di primi a scelta, per modo di dire perché, dalla carta, ne vanno esclusi due o tre che, nonostante compaiano sul menu, non ci sono o non possono essere inclusi (!). I primi sono obiettivamente molto sfiziosi. Sono tutti primi semplici che traggono la loro origini dalla tradizione contadina toscana. Noi scegliamo zuppa di ceci, testaroli con pecorino e rondelli con la zucca e pomodorini e prezzemolo. Dopo un’attesa adeguata arriva la zuppa. Viene servita in una scodella e la porzione è molto modesta. La zuppa è densa, riscaldata al punto giusto, e servita con un goccio d’olio e pepe. Nel complesso buona (voto 7,5). I testaroli, invece, ci vengono portati in un vassoietto affinchè ognuno se li possa servire a piacimento. La pasta è discreta ma, nonostante non si possano dire cattivi, ne ho mangiati di più buoni a Milano (voto 6,5). L’ultimo primo è quello che ha raccolto il disappunto unanime della compagnia. La pasta è cotta poco ed essendo troppo al dente risulta un po’ ostica. La zucca si sente ma bisticcia clamorosamente con gli altri aromi e ingredienti. Nel complesso un piatto disarmonico che sinceramente ho, anzi abbiamo, mangiato a fatica (voto 5). Peccato che fosse anche il più abbondante del tris scelto.


Decidiamo di non arrischiarci in un secondo e passiamo al dolce. Io prendo la torta di cioccolato e marmellata, come la mia dolce metà, mentre la mia amica sceglie quella di ricotta. La mia è buona ma niente di che. Fatta in casa, che si fa mangiare ma non la riprenderei perché gnucca e sostanzialmente carente di marmellata (voto 6). Quella di ricotta è servita un po’ troppo fredda e nel complesso anch’essa così così (voto 6). Deponiamo forchetta e coltelli e ci armiamo di macete pronti a riaffrontare la selva del mondo lavorativo. Spendiamo 98 euro suddivi in: 60 euro per quattro tris di primi, 18 per tre dolci, 3 per due acque, 5 per il vino rosso sfuso, 4 per due caffè e 8 per il coperto. Apprezzo il fatto che, visto che non richiesto, non abbiamo pagato l’antipasto.


Nel complesso non posso dirmi completamente soddisfatto. Non mi è piaciuto il giochetto della prenotazione, se si parla chiaramente dei due turni l’avrei capito, e in più odio aspettare, anche solo un minuto, quando prenoto. L’ambiente è carino anche se troppo rumoroso. In particolare verso fine serata l’acustica pessima e la chiassosità della compagnia attigua ci hanno spinto ad esporci alle zanzare milanesi pur di sottrarci ai decibel in eccesso. Il servizio rapido, sbrigativo e non presente. La carta dovrebbe corrispondere a ciò che si propone realmente di sera in sera. Non amo trovarmi a fare una scelta e scoprire che il piatto è terminato, cosa che disapprovo in generale, ma tollero in casi estremi (tipo il sabato sera!). Tutte queste valutazioni hanno influenzato la valutazione del servizio. La cucina è da osteria, senza dubbio, ma senza carattere e con alcuni svarioni; va bene per compagnie numerose non per coppie. Inoltre i piatti sono tutti semplici con ingredienti della cucina rurale italiana che secondo me risultano un po’ cari nel rapporto qualità prezzo. Non ci tornerò di sicuro e confesso di essermi sentito proprio a “casa tua”.

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