Siamo in cinque: io, moglie, figlio e due suoi ami...

Recensione di del 01/07/2011

Carlsberg Øl

19 € Prezzo
5 Cucina
6 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Normale
Prezzo per persona bevande incluse: 19 €

Recensione

Siamo in cinque: io, moglie, figlio e due suoi amici che vengono dalla Toscana. I ragazzi hanno voglia di visitare Brera, ma prima desiserano una pizza. Troviamo parcheggio quasi davanti al Carlsberg Ol, sono le otto e non abbiamo prenotato. All'ingresso non c'è praticamente nulla: solo una specie di salottino dove fa bella mostra di sé una pianola di legno chiaro, scassata e sicuramente fuori uso. Si scende per la scala e ci si trova in un'enorme cantina tutta di mattoni a vista, con grossi tubi che corrono per il soffitto. Diversi schermi TV di vari tipi e dimensioni: questo è un posto per appasionati di calcio e, quando giocano Inter e Milan, o la Nazionale, c'è il classico pienone.
Eccoci al tavolo: è apparecchiato con tovagliette a quadretti bianchi e rossi e con fogli di carta da macellaio. Bicchieri a calice, tre candele accese in un candelabro di ferro battuto, bello e semplice. Luci bassissime, in pratica siamo nella penombra.
L'insegna parla di "piccola cucina"; naturalmente è anche pizzeria e soprattutto birreria, come è chiaro già dal nome. Infatti in lista per prima cosa compaiono le birre, la gamma completa delle Carlsberg, con indicati i gradi alcolici e le caratteristiche, una per una. Dopo le birre c'è una mezza pagina dedicata agli antipasti, poi una scelta limitata di primi, tutti a 10 euro, e una altrettanto limitata di secondi. Le pizze invece sono tante, e per ognuna c'è la possibilità di ordinare la porzione piccola, il "pizzino".
Prendiamo una pizza al crudo, una diavola, una margherita, una rustica alla mortadella e per me un pizzino "Italia" (pomodoro crudo a fette, mozzarella, ricotta e rucola).
Prima, però, decido di regalarmi un antipasto: "finissima di spada", ossia carpaccio di spada affumicato su un letto di songino con fette di pompelmo rosa. Troppo forte l'affumicato, il pompelmo non basta a mitigarlo e il delicato sapore del songino scompare. Non è che sia proprio cattivo, ma è un piatto con grandi margini di miglioramento. Sto rimpiangendo di non aver preso il tagliere di salumi con gnocco fritto, che avevo già assaggiato con piacere un'altra volta.
Le pizze sono di qualità accettabile, molto basse (ma alte le fanno purtroppo solo a Napoli), guarnite abbastanza generosamente. Il mio pizzino, contrariamente a quanto si legge in lista, è privo di mozzarella; è buono lo stesso, certo con la mozzarella sarebbe meglio. Le altre pizze hanno un buon aspetto e i ragazzi sembrano soddisfatti.
I dolci sono non in lista, ma su una lavagnetta verticale che viene appoggiata sul tavolo e lasciata lì. Una trovata simpatica. C'è la cialda croccante alla nocciola con ricotta e pere, c'è la mousse di yogurt alla fragola con meringhe e panna, poi la crème brȗlée, il tiramisù. Io prendo la mousse di yogurt: cattiva non è, ma assomiglia a quei budini che si trovano negli scaffali del supermarket. Peccato, perché l'idea è eccellente e meriterebbe di essere realizzata da un bravo pasticciere. Molto divertente il tiramisù presentato in un barattolo di vetro da conserva, quello con la guarnizione di gomma arancione intorno al coperchio. Ed è buono, ma non eccelso. La cialda croccante merita il primo premio per il sapore: cialda, ricotta, pere caramellate, ottimo; ma gli strati sono formati con cialde larghe, difficili da tagliare senza far uscire tutta la crema. Se le cialde fossero a pezzetti già separati, sarebbe perfetto.
Abbiamo bevuto birra (una birra alla spina, piuttosto comune). Avevo chiesto alla cameriera di portarmi una birra piccola non prima della pizza; e infatti così è stato, ma la mia pizza è arrivata mentre gli altri avevano già quasi finito la loro; e in più la mia birra era senza schiuma e gassata non più della Ferrarelle (grave, considerato che siamo proprio in una birreria). C'è una carta dei vini, tutti con ricarico non scandaloso. Spicca un Barolo Fontanafredda a 40 euro, ma mi è difficile pensare che a qualcuno venga in mente di prendere un vino del genere in un posto come questo.
Il conto è stato di 92,20 euro: 10 euro per cinque coperti, 8 euro per le birre, 2,10 euro per l'acqua minerale, 6 euro per due Coca Cola, 9 euro per l'antipasto, 5,50 euro la margherita, 7,50 euro la diavola, 8 euro quella al crudo, 7 euro la rustica, 5,50 euro il pizzino, 5,50 euro ciascuno i dolci, 1,60 euro un caffè.
L'ambiente non è brutto, anzi. Solo che è un po' buio, e il locale quando si riempie diventa molto rumoroso. Se il tempo è bello si può mangiare all'aperto, nel retro, in uno spiazzo caratteristico che dà sulla chiusa di Leonardo.
Il servizio lascia a desiderare, è intorpidito: le pizze sono arrivate alla spicciolata, e la mia pizza dieci minuti dopo tutte le altre (con l'aggravante che il locale era ancora vuoto). A un certo punto è arrivata una tavolata di venti persone e la cameriera si è dovuta occupare di loro, ma nella nostra zona c'era solo lei.
Torneremo al Carlsberg Ol, perché dopotutto non è male. La pizze è nella media, la cucina è così così, qualcosa di buono si riesce comunque a mangiarlo. Però, se vorremo stare tranquilli ed essere serviti meglio, dovremo avere l'accortezza di arrivare mezz'ora prima delle otto.

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