Io e il mio compagno siamo appena rincasati da una...

Recensione di del 03/07/2010

Asmara

25 € Prezzo
8 Cucina
5 Ambiente
9 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 25 €

Recensione

Io e il mio compagno siamo appena rincasati da una serata al ristorante Asmara, in zona Porta Venezia. Erano mesi che volevamo provare la cucina eritrea e così, dopo una veloce ricerca in Internet, abbiamo scovato questo locale, gestito da eritrei e in posizione centralissima.
Da fuori non è molto appariscente, l'interno non è visibile dalla strada in quanto le ampie vetrate sono oscurate da tende di lino giallo e l'insegna è abbastanza discreta.
Una volta entrati la prima impressione non è delle migliori: il ristorante è estremamente semplice, arredato come una vecchia osteria, sulla quale campeggia un grande televisore al plasma che trasmette ad altissimo volume il TG della sera. I soffitti sono altissimi e in fondo al locale scorgiamo una scala che sale ad un misterioso piano rialzato, che a quanto pare non è accessibile alla clientela. Alle pareti sono appese foto in bianco e nero e qualche tela dipinta in stile africano e raffigurante scene di vita quotidiana nei villaggi eritrei. Nel complesso l'atmosfera non è molto intima e nemmeno caratterizzata da quel tocco familiare che le vecchie care tovaglie a quadretti bianchi e rossi conferivano alle osterie che questo ristorante sembra ricordare.

La titolare è molto gentile, ci fa accomodare e scambia due parole con noi, in modo comunque discreto e poco invadente, facendoci sentire a nostro agio. L'unica nota stonata resta il volume spacca-timpani della televisione, che lei provvede prontamente ad abbassare al mio primo segnale di insofferenza.
Siamo soli, ma tempo dieci minuti il locale si riempie.

Ordiniamo un'acqua minerale, due antipasti misti, due piatti unici (un Gored Gored misto e uno Spriss bianco) e per finire due tris di dessert.
Aspettiamo un po', ma alla fine gli antipasti arrivano e sono molto gustosi: verdura stufata (peperoni gialli, zucchine e melanzane), due diverse mousse di legumi (una credo di ceci e l'altra con l'aggiunta forse di sesamo), una croccante e sfiziosissima polpettina di carne e un involtino delizioso di carne e pasta fillo; il tutto accompagnato da rotolini di pane Injera (il tradizionale pane eritreo spugnoso e acidulo).
A breve arrivano anche i piatti unici, la cui base è in entrambi i casi costituita da una "piadina" di pane Injera, ricoperta quasi per intero da spezzatino di carne di manzo magra e molto tenera, purea di legumi, coste e insalata. La peculiarità del mio Gored Gored rispetto allo Spriss del mio fidanzato è la mole non indifferente di peperoncino che dona un tocco di "passione caliente" al mio piatto. La prima impressione è travolgente, la ricchezza di sapori coinvolgente e il trito di spezie nel quale viene fatta marinare la carne sprigiona i suoi aromi misteriosi sulle mie inesperte papille gustative.
Il mio compagno si stanca ben presto del retrogusto acidulo del pane Injera, del quale ci si serve ripiegandolo come una sorta di pinza, per prelevare carne, verdure e legumi dal piatto e portarli alla bocca. Le porzioni sembrano scarne ma il pane sazia moltissimo e arriviamo alla fine sazi e quasi un po' nauseati.

Non rinunciamo comunque ad assaggiare il tris di dolci, che ricordano molto quelli arabi, dolcissimi e veramente deliziosi. Le porzioni sono molto abbondanti e così composte: una fettina di torta al cocco alquanto sfiziosa, una sfoglia al miele e frutta secca e una sorta di meringa/spumone al sesamo e arachidi ancora calda e assolutamente sublime.
Per chiudere in bellezza (non so davvero come abbiamo fatto a trovare ancora spazio nel nostro stomaco) ordiniamo un tè alla cannella: un tripudio di spezie dall'aroma caldo ed evocativo di paesi lontani, tra il profumo dei chiodi di garofano e gli effluvi pungenti della cannella.

Più volte nel corso della cena i titolari ci chiedono se siamo soddisfatti e se il cibo è di nostro gradimento, facendoci così sentire coccolati.
Posso concludere che quella eritrea non è esattamente la nostra cucina preferita, ma il ristorante è sicuramente un luogo simpatico ed informale dove passare una serata carina tra amici o anche romantica (a metà serata i titolari hanno abbassato le luci e distribuito candeline profumate ai tavoli).

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