Cena tra amici: io invitato su richiesta per prova...

Recensione di del 06/06/2006

Ape Piera

52 € Prezzo
5 Cucina
5 Ambiente
4 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Negativo
Prezzo per persona bevande incluse: 52 €

Recensione

Cena tra amici: io invitato su richiesta per provare questo famoso (?) ristorante di cui ho sentito spesso parlare e di cui le recensioni parlano sempre così bene.
Siamo in sei, la location sui mitici navigli di via Lodovico il Moro che speriamo di rivedere all'antico splendore e charme almeno nei prossimi cinquant'anni.

L'insegna color giallo non è particolarmente suggestiva, anzi un po' vecchiotta con uno slogan che dice: "Ape Piera, incontri con il gusto".
Arrivo un po' prima e mentre aspetto i miei compagni di ventura sbircio un po' il menu individuando già alcune portate interessanti; il menu comunque è prevalentemente di pesce.

Entriamo e veniamo accolti dallo chef in una sala ove si intravede la cucina semi-a vista e in un'altra sala una interessante esposizione di vini. Ci viene incontro credo il gestore che ci fa accomodare al piano superiore, al nostro tavolo. L'ambiente non mi colpisce particolarmente in maniera positiva, il pavimento in parquet mi sembra non raccordarsi con le pareti color verdino; comunque tavoli ben distanziati, una apparecchiatura buona anche se normale.

Ci viene proposto un aperitivo dal giovane cameriere ben vestito con pantalone, camicia e cravatta neri, ma troppo serio.
Scegliamo le nostre portate: per me tartare di sgombro in saor (adoro il pesce azzurro,anche se è povero), tre melanzane in parmigiana con basilico fritto e due baccalà mantecati con crostini di polenta. Ci vengono servite delle entrèe di microsalmone marinato, ma è una entrèe.

Vino: Pinot bianco di Livio Felluga, buonissimo a 32 €.

Il mio sgombro, uno dei pesci più economici sul mercato, sarà pesato quaranta grammi: preparazione buona ma non l'ho vista.

Le melanzane, buone ma niente di più che un tortino di parmigiana, e il baccalà era veramente "vergognoso" per la quantità ridicola della porzione rispetto ai 15 € richiesti. Il mio sgombro 15.00 € e la parmigiana 15 € anch'esse.

Premetto che non siamo una compagnia da allegra trattoria dove si spende poco e si mangiano quantità di cibo esagerate (se ancora esistono).

Ma arriviamo alle altre portate.
Due rigatoni al ragù di scorfano, costolette di agnello alle erbe. Due spaghetti con peperoncini di vario tipo e il famoso olio pianogrillo, un tonno fresco con del cus-cus.
Le costolette di agnello risulteranno essere soddisfacenti nella porzione e nella bontà; i rigatoni non si sapeva dove fosse lo scorfano eppure doveva essere facile scorgerlo nei, massimo, cinqunta grammi di pasta insipida e troppo al dente.
Gli spaghetti erano una scarsa aglio olio e peperoncino però a 15 €.
Il tonno era buono, ma scarso per la modica cifra di 24.00 €.
I miei rigatoni esageratamente a 18.00 €.

Fatico a tenere la delusione dei miei compagni di sventura ma la delusione è sugli occhi (e nello stomaco) di tutti.
Ci viene ripulito il tavolo di tutto punto portandoci via anche il buon pane che aveva sostenuto la cena fino a quel momento, e ci viene chiesto se volevamo il dolce. Ma se qualcuno avesse voluto il secondo? Io ad esempio.

Niente, presi dallo sconforto prendiamo un tiramisù allo zenzero bagnato nel tè verde, e tre crostatine con crema al limone e fragoline di bosco.
Il tiramisù era originale, ma troppo per essere anche buono, e le crostatine non speciali e molto mignon. Dolci 9.00 €.

In conclusione.
I sapori con un po' di buona volontà potrebbero esserci, ma mi chiedo perchè tutte queste recensioni molto positive su giornali, cappelli blu e verdi per un posto normalissimo che anzi ha un rapporto quantità/prezzo incomprensibile.

Abbiamo pagato 312.00 €, il servizio è stato scadente tant'è che quando siamo usciti non siamo neppure stati accompagnati da un saluto.
L'ape ci ha punto.

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