Eccoci di nuovo a Capodanno: dove si va? Cosa si f...

Recensione di del 31/12/2005

Ape Piera

118 € Prezzo
8 Cucina
9 Ambiente
8 Servizio
Rapporto qualità/prezzo: Buono
Prezzo per persona bevande incluse: 118 €

Recensione

Eccoci di nuovo a Capodanno: dove si va? Cosa si fa?
Solitamente prediligo le città d'arte, ma il gelo e le abbondanti nevicate di quest'anno ci hanno fatto desistere da proponimenti vacanzieri. E quindi? Che fare? Il mio fidanzato, che odia il Capodanno, suggerisce di stare a casa ed andare a letto presto: no! Io tirerei mattina lanciandomi in folli danze e feste scatenate...
Compromesso: cenetta romantica in un ristorantino grazioso, nel quale si mangi bene e che non abbia la pretesa di fare troppo "Festone di Capodanno", più facile a dirsi che a farsi.

Tant'è. Per la scelta del locale la mia dolce metà mi dà carta bianca, almeno quello. Io mi collego al sito del mangione ed inizio la mia disperata ricerca: dopo vari tentennamenti opto per l'Ape Piera. Il menu, consultabile in internet, sembra buono, le recensioni lette positive e poi è il 30 dicembre sera e bisogna pur decidersi: quindi così sia.
Al telefono sono molto gentili e mi danno appuntamento per le 20.30 - 21 della sera successiva. Strano a dirsi sono puntuale, merito delle insistenze del fidanzato e, nonostante la neve e le scarpette con il tacco, alle 20.45 varchiamo la soglia del ristorante: ma siamo proprio noi? Così si direbbe.

Ci accolgono i proprietari ed il personale di sala, molto sorridenti e ospitali, ritirano i cappotti e ci fanno accomodare nella sala superiore: non ho capito se c'è una sala anche al piano terra, ma direi di no, penso vi siano solo i locali di servizio.
Saliamo, accompagnati, e veniamo accolti da altri visi sorridenti, tutti salutano e ci danno il benvenuto: mi piace. Ci fanno scegliere il tavolo. "Adocchio" una saletta attigua, con pochi tavoli ed un bel camino scoppiettante, ma mi dicono che i tavoli di quella sala sono riservati: beh, in fondo ho prenotato poco più di ventiquattro ore prima.

Anche la nostra sala non è male, intima e raccolta, con otto tavoli in totale. L'atmosfera è calda e l'ambiente molto elegante; i tavoli, ben distanziati tra loro, sono apparecchiati con molta cura: petali di rosa sparsi su candide tovaglie, sfere di cera con all'interno moccoli che diffondono una luce soffusa e dorata, centri tavola costituiti da bicchieri con tre lunghi grissini disposti a mò di rami. L'aspetto è sobrio, pulito ed ordinato, un bell'effetto.

La soluzione proposta dall'Ape Piera consiste in un menu fisso a base di pesce, comprensivo di antipasti, primo, secondi e dolce per un totale di 90.00 €, esclusi i vini.

Ci accomodiamo in uno dei tavoli vicino alla finestra e subito un cameriere ci versa un bicchiere di prosecco, davvero buono, e ci porta quattro mini voul au vent ripieni di una mousse di salmone, senza lode e senza infamia, ma sono un fuori programma, in attesa che tutti arrivino e si aprano le danze.
La sala è abbastanza deserta e si riempirà solo verso le 21.30; incredibile, non sono l'ultima: beh, c'è sempre una prima volta.

Nell'attesa sorseggiamo il prosecchino, davvero buono, e scegliamo il vino, a me l'ardua scelta; la lista è abbastanza fornita, i vini sono divisi tra bianchi, rosati e rossi ed elencati in base alla regione di provenienza, ne è indicata l'annata ma non il tasso alcolico e molti non li conosco. Dopo un poco d'indecisione chiedo aiuto al cameriere, vorrei un rosso, nonostante mangeremo solo pesce, ma a me il bianco non piace più di tanto e poi nevica e fa freddo, in verità anche all'interno.
Il vino che solitamente bevo con il pesce non c'è ed io sono indecisa tra un Dolcetto ed un Lambrusco: il cameriere non sa e si rivolge al maître, che alla fine consiglia un Lagrein. Ci piace. E' leggero e fruttato, con poco corpo e molti profumi e ben si sposa al cibo, tant'è che ne beviamo due bottiglie, oltre alla consueta acqua.

Ma veniamo al sodo: la nostra cena si compone delle seguenti portate.

Antipasti.

"Ostriche Belon Fines de Claire".
Tre a testa, servite con a parte burro salato ed una salsina con cipolla rossa sminuzzata e rettangolini di pane nero. Grande effetto scenico, buone le ostriche ma non superlative.

"Tartare di tonno, fragoline di bosco, basilico e aceto balsamico tradizionale".
Il tutto è servito in un cono di sfoglia, sembra di pasta filo, le fragole non sono fragoline di bosco, ma fragoloni, tagliati a pezzetti ed, inaspettatamente, dolcissimi e saporitissimi. Il tutto è più bello che buono, il tonno scompare tra il basilico e le fragole, non male ma non eccelso, pensavo meglio.

"Sauté di cozze con latte di cocco, curry rosso e coriandolo fresco".
Una ciotolina a testa, le cozze sono piccole, molto piccole, e secondo me non di grande qualità, ma il sughetto è buono, più di quanto pensassi, e loro si fanno mangiare proprio bene. Gradisce anche il fidanzato, a cui non piace il curry. Mmeno male.

"Baccalà mantecato con spuma di patate e caviale Sevruga".
Il baccalà non sa di molto, ma non è che si possa pretendere più di tanto: è baccalà. Il caviale è adagiato su un piccolo cucchiaino, posato su una ciotolina dalla quale emerge una spuma bianca. Non può che essere la spuma di patate, che in realtà sa più di panna che di patate, però è molto delicata ed il caviale, che ovviamente sarebbe da guardare con una lente d'ingrandimento, è buono, ma finisce subito.

Primo.

"Ravioli di crostacei con ristretto di astice e gamberi rossi".
I ravioloni, tre in tutto, hanno un buon ripieno, i gamberi sono saporiti e crudi, ma a me piace, e non puliti nemmeno del midollino centrale (!), però si riesce a pulirli in poche mosse. Quanto al ristretto di astice secondo me è fatto con le carcasse dei gamberi e l'astice l'ha visto solo di passaggio. Il tutto comunque non è male.

Secondo.

"Capasanta con cotechino e ciuffetto di erba verde".
Tipo foglie di rapa messicana o qualcosa del genere, non ricordo e sto inventando, ovviamente, è un fuori programma buono. La capasanta è morbidissima e saporita, il cotechino non sa di molto, ma non stona e l'erbetta è lievemente amarognola: buono nell'insieme.

"Trancetto di tonno in crosta di spezie, spinaci sauté, mango e fegato grasso".
Il trancetto di tonno è forse un po' troppo cotto ed il sapore non spicca, secondo me hanno preso del tonno surgelato e penso sia lo stesso dell'antipasto. Penso che proprio non si saporito di suo, però nella "cucinata" si nota impegno, il piatto è ben costruito e la presentazione, come per tutte le altre pietanze, è molto curata. Gli spinaci sono buoni, il mango si sposa bene ed ogni tanto si percepisce il sapore del fegato, che forse stona un po' con la delicatezza del contorno.

Sono le 23.45, il maître fa il giro dei tavoli e chiede se si vuole ordinare una bottiglia propria o se può portare lui un bicchiere a testa di champagne, decidiamo per il bicchiere a testa, abbiamo ancora la nostra seconda bottiglia di Lagrein da finire.

Nel frattempo portano il dolce.

"Sformato di pandoro con frutta secca, agrumi e salsa al cioccolato bianco". Lo recita il menu, in realtà la frutta secca non si vede, la salsa al cioccolato bianco è di sola guarnizione, insieme al cioccolato fondente, e gli agrumi sono la classica ed abusata salsina all'arancia; non è un granché, a mio avviso.

-4 -3 -2 -1 Auguri! E' mezzanotte. E' il 2006.
Ci si fanno gli auguri, il cuoco, i proprietari ed il maître, penso sia anch'egli un proprietario, girano a brindare e tutti ci avviciniamo alle finestre per guardare i fuochi d'artificio in lontananza. Intanto ha smesso di nevicare, meno male.
Torniamo ai tavoli, servono i caffè, ma noi chiediamo un po' di tempo e sorseggiamo il nostro buon vinello. Finito ci servono due caffè ed un bel vassoio di ottimi cioccolatini, davvero graditi.

In un battibaleno il locale si svuota: noi invece continuiamo a bere e mangiare; verso l'una siamo rimasti davvero in pochi. Noi due e tre persone in attesa di un taxi. Intanto iniziano a riordinare la sala, un proprietario ripone moccoli e toglie petali dai tavoli vicini e s'informa sulla nostra serata, ci chiede se è la prima volta e come li abbiamo scovati, appena citato ilmangione chiede se leggo e basta o scrivo anche: scrivo, scrivo, eccome se scrivo!
Si scusa quasi per aver fatto una serata così tranquilla ma, dice, visto che si era quasi esclusivamente coppie, ha pensato si preferisse un po' d'intimità: giusto, a me spiace solo sia finito tutto così in fretta, forse tenere qualche portata per dopo la mezzanotte o servire le classiche lenticchie, le grandi assenti della serata, avrebbe aiutato a creare quel po' di clima festaiolo che non si è poi molto percepito.

In ogni caso il servizio è stato molto curato, il personale sempre impegnato a rimpinguare bicchieri e sincerarsi che tutto procedesse per il meglio, con una presenza costante ma comunque discreta, molto naturale e fortunatamente scevra da inutili formalismi.
I tavoli serviti in base all'ordine d'arrivo, bravi, notato ed apprezzato, le posate cambiate ad ogni portata, il cestino del pane sostituito più volte e variamente articolato: pane alle olive, al sesamo, focacce, ecc.
Alle signore è stato donato un fantastico bouquet, con due rose, agrifoglio e ramoscello dorato, dove avrò lasciato il mio ora che ci penso, mah? Forse sul tavolo. Comunque un omaggio floreale è sempre gradito e la composizione era decisamente bella.

Fin qui tutto bene: manca solo il botto. Quello l'ho fatto io cadendo dalle scale nello scendere! Non so come, non so perchè, sarà forse l'ubriachezza molesta, sarà l'età, in fondo avevamo tutti un anno in più, saranno state le mie scarpette con il tacco, insomma, volo rovinoso, quattro scalini fatti di rimbalzo con il sedere, per fortuna sono atterrata sul morbido, e scarpa persa nel volo. Il tutto davanti all'intero personale schierato per congedarsi da noi: per la serie "chi fa figure a Capodanno".
Nell'assistere alla mia performance il maître è impallidito ed è rimasto a bocca aperta, un cameriere si è messo le mani nei capelli ed un discreto numero di persone hanno guadagnato la cucina in un battibaleno, sicuramente per ridere, ma come prendersela? Sono stata anzi loro grata per non essermi scoppiati a ridere in faccia. A quel punto il mio unico obiettivo era scomparire il più in fretta possibile, ed invece il maître ha fatto del suo meglio per minimizzare, mettermi a mio agio, preoccuparsi che non mi fossi uccisa, ed io a rassicurarlo, insomma il tutto è finito in peace and love, senza neanche essermi spaccata un femore, un successone.

Conto totale:
due bottiglie di vino 18.00 € l'una; totale 36.00 €;
due menu 90.00 € cadauno; totale 180.00 €;
due bicchieri di vino 10.00 € cadauno; totale 20.00 €. Questo non me lo spiego, penso siano i due calici di champagne, ma lo trovo sinceramente esagerato.
Totale dei totali 236.00 €: tutto sommato in linea con le nostre aspettative e commisurato all'occasione ed al menu.
E' stata una serata comunque piacevole e il cibo tutto sommato era di buona qualità. A me rimane la curiosità di sperimentare questo grazioso ristorantino in una serata più anonima, dove, sono certa, si potrà mangiare meglio, a cifre mi auguro contenute e prestando attenzione alle famigerate scale: promesso.

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